Sei morti e 23 contagi Covid, di cui 18 tra i pazienti ricoverati nel reparto di oncologia. Tra loro una donna che ha scoperto di avere un tumore osseo metastatico e, contemporaneamente, si è ritrovata anche positiva al virus e persino la madre che l’assiste ha iniziato ad avere i sintomi tipici dell'infezione da Sars-CoV-2. È la storia nella storia, che s’inserisce nel filone dei contagi scoperti al Vito Fazzi Lecce per il quale vi sono già esposti e un’inchiesta aperta in Procura locale. Al momento non vi sono indagati e si procede per verificare la sussistenza del reato di diffusione di epidemia colposa. Alla luce degli ultimi decessi, si dovrà  accertare se sia configurabile anche il reato di omicidio colposo.

Denunce ed esposti

In appena due settimane diciotto pazienti hanno contratto il Coronavirus nel periodo di ricovero in reparto; sei i malati deceduti per le complicanze del virus; tre operatori socio sanitari e due gli infermieri contagiati. Numeri impietosi che hanno spinto familiari delle vittime e dei pazienti a presentare denunce ed esposti. In campo è scesa anche l’associazione per la tutela dei consumatori Codici che ha ricevuto almeno una decina di segnalazioni.

L'ospedale si difende

“Si tratta di pazienti con patologie molto gravi e quindi fragili che, quando contraggono il Covid, rischiano di fornire una risposta immunitaria molto bassa al virus” si affretta a spiegare il direttore generale dell’Asl di Lecce Rodolfo Rollo. La pm Donatina Buffelli ha delegato i carabinieri del Nas di avviare i dovuti accertamenti. “Siamo a completa disposizione della magistratura — spiega sempre il numero uno dell’Azienda sanitaria salentina — fiduciosi che su tutta questa vicenda venga fatta chiarezza al più presto. Noi ci mettiamo a completa disposizione degli inquirenti per fornire qualsiasi chiarimento”.

Scopre di avere un tumore, ricoverata contrae il Covid

Uno dei casi al vaglio della procura è quello di donna di 37 anni, residente a Lecce, che ha contratto il Covid durante il ricovero. Il suo peraltro rappresenterebbe anche un caso di malasanità. Secondo la ricostruzione apparsa sui quotidiani locali, la sua odissea è iniziata alla fine del mese di gennaio. Stava male, era stanca, avvertiva dolori tali da arrivare persino allo svenimento. Per ben due volte era stata dimessa dall’ospedale con l’indicazione di prendere cortisone. Le fitte proseguono e alla fine è una visita in una clinica privata a rivelare che la sventurata è affetto da  tumore osseo con metastasi. Ora è a casa. In isolamento. E non può ovviamente sottoporsi alle cure di cui avrebbe bisogno. In più ha il Covid. “Mia sorella doveva essere tutelata e questo non è avvenuto ed è vittima di ben due errori che non riusciamo a spiegarci. Per scoprire la malattia, dopo un paio di dimissioni a nostro giudizio affrettate, mia sorella si è dovuta rivolgere ad un centro privato. E quando è stata ricoverata all’Oncologico, al suo ingresso, era negativa al Covid” racconta la sorella.

Le misure per evitare nuovi focolai

La Direzione sanitaria del Vito Fazzi intanto ha iniziato ad adottare le prime contromisure: i pazienti che in day hospital ricevono la chemio vengono sottoposti a tampone molecolare il giorno prima e lo ripetono 36 ore dopo mentre nelle stanze di degenza possono essere ricoverati solo un paziente per camera.