Ritrovate le sorelle scomparse in Abruzzo

Le sorelle scomparse in Abruzzo dalla casa famiglia e ritrovate a Formia: le posizioni della mamma e del papà

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Le due sorelle Alisya e Sarah di 16 e 12 anni, sparite dalla casa famiglia nell’Aquilano, sono state rinvenute il 21 giugno scorso a casa di una parente della madre a Formia dopo una ricerca durata due settimane. La mamma, il compagno e il nonno sono stati fermati per sequestro di persona.

La sera del il 21 giugno scorso le due sorelle Alisya e Sarah di 16 e 12 anni, sparite dalla casa famiglia nell'Aquilano, sono state rivenute sane e salve dai carabinieri a casa di una parente della madre a Formia dopo una ricerca durata due settimane. Per gli inquirenti è stato un sequestro organizzato dalla famiglia materna e hanno posto in stato di fermo la mamma e il nonno delle bimbe e il compagno della donna.

Le ragazzine erano sparite improvvisamente nella notte tra il 6 e il 7 giugno scorsi dalla casa famiglia di Civitella Alfedena dove si trovavano da diverso tempo dopo essere state allontanate dai genitori a cui era stata sospesa la potestà a causa di un duro scontro per la separazione. Da allora di loro si era persa ogni traccia per due settimane  fino al blitz di domenica 21 giugno in casa di una 80enne lontana parente della madre a cui erano state affidate. La svolta dopo una videochiamata con un numero associato alla madre, come ha spiegato il Procuratore  di Sulmona.

Perché Alisya e Sarah erano in casa famiglia

Le due sorelle erano in casa famiglia dopo essere state allontanate dai genitori a cui era stata sospesa la potestà a causa di conflittualità e dopo una serie di accuse reciproche durante la separazione. Le due erano seguite dai servizi sociali da anni ed erano state anche divise inizialmente prima di essere trasferite nella casa famiglia nel 2024.  Inizialmente il padre era stato allontanato da casa dopo un procedimento per maltrattamenti in famiglia, ma alla fine del processo era stato assolto e nel maggio scorso aveva riottenuto la responsabilità genitoriale e aveva iniziato un avvicinamento alle figlie. Alla donna invece la potestà è rimasta sospesa per "atteggiamenti manipolativi e condizionanti" messi in atto per allontanare le figlie dall'ex marito, secondo il Tribunale di Cassino.

"L'assistente sociale descrive la mamma come manipolativa. Il padre sosteneva che la madre gli impedisse di vedere le figlie, mentre la madre ribatteva che erano le ragazze a non volerlo incontrare",  ha spiegato il legale della donna. "La verità è che un Tribunale minorile ha disposto l'allontanamento delle minori dalla madre due anni fa. Molte relazioni di esperti attestano condotte materne pericolose e inadeguate. C'è anche un tribunale civile che pronuncia la decadenza della potestà genitoriale materna e condanna la madre a risarcire il danno alle figlie e al mio assistito. Non è assolutamente vero che le bambine non volevano vedere il padre", ha dichiarato invece l'avvocato che assiste il padre delle giovani.

"L'ultima volta che hanno visto la madre è stato il 17 maggio e gli incontri con lei avvenivano con regolarità in casa famiglia. So che le ragazze hanno sempre rifiutato di incontrare il padre. Erano speranzose di poter tornare con la mamma, come testimoniano le numerose lettere che scrivevano con affetto alla mia assistita" ha ribattuto ancora l'avvocato della madre delle due sorelle che aveva anche predisposto l'impugnazione dell'ultima sentenza. Sono noti però numerosi messaggi tra padre e figlie negli ultimi mesi.

La notte della scomparsa e le indagini sui responsabili della casa famiglia

Alisya e Sarah si sono allontanate dalla casa-famiglia durante la notte tra il 6 e il 7 giugno scorsi dopo aver trascorso la serata in un bar vicino alla struttura dove sono state riprese anche dalle telecamere. Secondo le prime notizie. sarebbero scappate attraverso una porta finestra rotta senza che nessuno si accorgesse di loro. Anche per questo il padre aveva accusato i gestori della struttura di mancata sorveglianza e aveva denunciato di responsabili per abbandono di minori prima che gli sviluppi della vicenda confermassero l'ipotesi del sequestro.

Nella stanza delle due ragazze erano stati rinvenuti alcuni scritti che avevano fatto subito ipotizzare potessero essere messaggi in codice con qualcuno all'esterno che organizzava la fuga. Che l'allontanamento fosse stato premeditato era confermato anche dal fatto che le due sorelle avevano portato via tutti i loro trucchi i loro vestiti.

Le ricerche e le ipotesi sul coinvolgimento della madre

Per due settimane di loro non è stata trovata nessuna traccia nonostante la massiccia ricerca condotta in tutta la zona anche con cani e droni. In zona del resto non esistono infatti telecamere di sorveglianza puntate sulla strada anche se più a valle dove diverse telecamere durante la notte della fuga hanno ripreso diverse auto di passaggio. Fin dal primo momento gli inquirenti ritenevano  improbabile che le due potessero essersi  essersi allontanate a piedi, vista anche la zona isolata, e molto probabile che avessero qualcuno ad aspettarle con un mezzo. Anche secondo il fidanzatino della sorella più grande, aveva detto che sicuramente qualcuno le aveva prese perché le due avevano paura del buio e non si sarebbero mai spostate da sole di notte.

Il giovane aveva anche parlato di una presunta lettera della madre delle ragazzine nella quale la donna avrebbe promesso di andare a prenderle anche di notte. Stando al suo racconto, alle due era stato riferito anche di una casa comprata di nascosto in una zona isolata. Accuse che la donna aveva negato senza riserve sostenendo di aver appreso della scomparsa delle piccole solo nella tarda mattinata quando un carabiniere era andato a casa sua chiedendole se fossero con lei. "Non ricevere alcuna comunicazione da nessuno è deplorevole, anche da un punto di vista umano" aveva detto il suo legale.

Le parole del padre e della madre durante le ricerche

Sia la madre è che il padre delle due sorelle hanno fatto vari appelli durante la scomparsa delle minori. "Sarah, Alysia, papà sta male, cercate di farvi sentire", è stato l'appello del padre, rilanciato più volte prma del ritrovamento delle sorelle. "Qualunque sia stato il motivo che vi ha portato ad allontanarvi, vi chiedo di mettervi in contatto con noi. Mamma non è arrabbiata e ricordate che tutto si sistema, ma dobbiamo farlo insieme. Mamma vi aspetta" è stato invece l'appello della madre che aveva aggiunto: "Sarah, Alisya, amori miei, se state ascoltando queste parole vi prego di sapere che la cosa più importante per me è sapere che state bene. Da quando non ho più vostre notizie, ogni giorno che passa è pieno di preoccupazioni, ma anche di speranza, quella di potervi riabbracciare al più presto".

I bigliettini in codice e la stanza sequestrata

In cerca di un indizio che potesse portare a chiarire la fuga e il percorso delle due sorelle, gli  investigatori avevano  effettuato varie perquisizioni all'interno della loro stanza in casa famiglia. Qui sono stati sequestrati alcuni scritti e bigliettini che gli inquirenti ipotizzano possano essere messaggi in codice che le giovanissime avrebbero utilizzato per comunicare con l’esterno e organizzare la fuga. Nella stanza posta sotto sequestro erano spariti invece abiti e trucchi delle due ragazze a conferma ulteriore che avevano preso tutto con cura prima di allontanarsi.

Ritrovate le due sorelle a casa di una zia a Formia

La svolta è arrivata nella serata del 21 giugno quando una videochiamata tra un numero associato alla madre delle minori e una sim registrata pochi giorni prima a Napoli ha fatto scattare il blitz dei carabinieri a Formia, cittadina del basso Lazio. Il loro obiettivo era un'abitazione di poche decine di metri di una 80enne al cui interno sono state trovate  Sarah e Alisya. "La videochiamata è uno strumento di contatto tra persone che hanno un rapporto sentimentale di grado elevato. Nei giorni precedenti avevamo già individuato quel palazzo ma è stata quella videochiamata che ci ha dato la certezza. Perché il nostro obiettivo non era arrestare chi aveva rapito, ma era prendere le bambine sane e salve" ha spiegato a Fanpage.it il Procuratore Luciano D'Angelo. “Non le conoscevo, mai viste prima ma non volevano stare in comunità, perché avrei dovuto denunciare?" ha sostenuto la 80enne.

Arrestati la mamma, il compagno e il nonno

Per la scomparsa delle due ragazzine sonora indagati la mamma e il nonno e il compagno della donna che sono stati fermati con l'accusa di sequestro di persona aggravato in concorso, mentre è indagata ma a piede libero la ottantenne che le ospitava. Se condannati rischiano fino a 12 anni di reclusione. Secondo gli investigatori, l'allontanamento delle due sorelle dalla casa famiglia sarebbe stato programmato dalla madre delle minori dopo che il papà delle due adolescenti è stato reputato in grado di ricoprire il ruolo genitoriale mentre per lei il tribunale aveva confermato la sospensione della potestà genitoriale.

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