Due sorelle scomparse da una casa famiglia in Abruzzo. Il papà: “Chi ha visto Sarah e Alisya ci aiuti”

Cresce l’apprensione tra la provincia di Latina e l’Abruzzo per la scomparsa di due sorelle, Sarah e Alisya, 12 e 16 anni, originarie di Scauri di Minturno. Le due si sono allontanate nella notte tra sabato 6 e domenica 7 giugno da una casa famiglia di Civitella Alfedena, in provincia de L’Aquila, facendo perdere le proprie tracce.
L’allarme è scattato subito dopo la denuncia presentata aai carabinieri dal padre, che nelle ore successive ha lanciato anche un appello pubblico attraverso i social. “Sono ore durissime, sto cercando di resistere il più possibile, voglio solo che vengano ritrovate”, ha dichiarato a MattinaRai1, chiedendo a chiunque abbia informazioni di contattare le forze dell’ordine. L’uomo ha inoltre ipotizzato che le ragazze possano essersi allontanate con qualcuno, sottolineando come l’area in cui si trovavano sia isolata e priva di collegamenti ferroviari.
Le due minorenni sarebbero uscite tra le 2 e le 5 del mattino. Al momento non è noto come fossero vestite al momento dell’allontanamento. Secondo le informazioni diffuse, Alisya è alta circa 150-155 centimetri, mentre Sarah è alta circa 140 centimetri; entrambe risultano di corporatura magra.
Del caso si sta occupando anche l’associazione Penelope Abruzzo, che ha rilanciato l’appello sui propri canali. “Chi sa qualcosa ci contatti anche in forma anonima. Nascondere o trattenere due minori sottraendoli al controllo delle autorità può integrare gravi reati penali”, si legge nella nota, che invita alla massima collaborazione per il ritrovamento.
Le ricerche proseguono anche con l’impiego del gruppo cinofili.
A seguire il caso anche la Garante per l’infanzia e l’adolescenza del Lazio Monica Sansoni: “Stiamo seguendo il caso. Una cosa è certa, purtroppo abbiamo un crescendo sempre maggiore, di minori che vanno via dalle strutture, dalle case famiglia. Questo deve entrare in una logica di riflessione importante e deve condurre tutte noi istituzioni a una riflessione più approfondita su casi in cui c’è un veloce e probabilmente non attento allontanamento dei minori dalla famiglia, senza magari cercare di capire, vedere se altri componenti della famiglia per esempio possano essere idonei all’accudimento, all’assistenza, alla crescita di questi minori, al netto di situazioni in cui purtroppo non si può fare altrimenti. Se c’è situazione di droga, criticità familiari, fragilità, è chiaro che si deve trovare una soluzione di questo tipo, ma in altre occasioni che purtroppo trattiamo e vediamo, io stessa ho in carico dei casi, diciamo in cui l’inserimento in una struttura, una casa famiglia si poteva evitare”.