Sorelle scomparse e ritrovate a Formia: fermi convalidati ma mamma, compagno e nonno lasciano il carcere

La giudice per le indagini preliminari Giulia Sani ha convalidato il fermo per Valentina D'Acunto, per Marco D'Acunto e per Vincenzo Esposito, rispettivamente mamma, nonno e compagno della madre delle due sorelle portate via da una casa famiglia di Civitella Alfedena (L'Aquila) e ritrovate a Formia (Latina) quindici giorni dopo nascoste nella casa di una lontana parente. La mamma di Sarah e Alisya e gli altri familiari però possono lasciare il carcere, dove erano stati portati la sera stessa del ritrovamento delle due sorelle.
La giudice ha disposto per loro la misura cautelare dell'obbligo di dimora nella provincia di Latina, accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica. La misura prevede per Valentina e Marco D’Acunto e per Vincenzo Esposito anche l'obbligo di presentarsi per due volte al giorno ai carabinieri. La Procura non ha ritenuto necessaria la detenzione in carcere. “L’obbligo di dimora è una misura sufficiente per evitare che un domani gli autori possano ripetere azioni di questo tipo”, ha detto lo stesso Luciano D’Angelo, procuratore capo di Sulmona, che davanti alle telecamere ha comunicato i provvedimenti disposti dal Giudice per le indagini preliminari.
Gli indagati vengono ora ricondotti nelle carceri di provenienza – Teramo per Valentina D'Acunto, Sulmona per il padre e per il compagno della donna – solo per gli adempimenti burocratici, poi potranno tornare nelle loro case.
I tre sono stati sottoposti a fermo con l'accusa di sequestro di persona aggravato in concorso nei confronti delle figlie della donna: gli interrogatori di questa mattina davanti al giudice per le indagini preliminari sono iniziati intorno alle 9.30 nel tribunale di Sulmona e sono andati avanti per circa 5 ore. A quanto si apprende, tutti e tre gli indagati hanno risposto alle domande del gip.
Per Enrico Mastantuono, avvocato di Valentina D’Acunto, la mamma e gli altri familiari delle due sorelline si sarebbero pentiti e avrebbero “preso coscienza di quanto fatto”. "Le valutazioni sull'eventuale ricorso al Riesame verranno effettuate solo dopo il deposito ufficiale del provvedimento del giudice", ha spiegato ancora l’avvocato.