Trovate le sorelle scomparse in Abruzzo, Alisya e Sarah sono state rintracciate a Formia

Sono state trovate vive Alisya e Sarah, le due sorelline di 16 e 12 anni scomparse in Abruzzo. I Carabinieri le hanno rintracciate a Formia a casa dello zio materno nel quartiere Rio Fresco, in buone condizioni di salute. La notizia, riportata in esclusiva al Tg1, è stata confermata da Penelope Abruzzo a Fanpage.it.
A quanto si apprende, l'appartamento sarebbe vicino a quello della madre delle due ragazze. Tutta l'area è transennata e, fino a poco fa, nemmeno i residenti potevano accedervi. Presenti una trentina di Carabinieri, in borghese e divisa, più le forze speciali.

"Questa sera, nel comune di Formia, i Carabinieri del Comando provinciale di AQ (L'Aquila, ndr), coadiuvati dal Raggruppamento Operativo Speciale e dai militari del comando provinciale di Latina, coordinati dal Procuratore Capo della Repubblica di Sulmona, presente sul posto, hanno rintracciato le due sorelline (in buone condizioni di salute)", comunicano i militari dell'Arma impegnati nelle ricerche in una nota.
"Sono in corso accertamenti per delineare eventuali responsabilità penali", si legge ancora. Le due sorelline saranno affidate al sindaco di Minturno che troverà una collocazione idonea. A disporre le perquisizioni in tutto il Lazio Sud, all'inizio della settimana, era stato il procuratore della Repubblica di Cassino, Carlo Fucci.
Gli inquirenti stanno verificando il ruolo di tutte le persone che potrebbero aver favorito l'allontanamento, l'ospitalità o l'occultamento delle due minori durante i giorni della loro irreperibilità, anche se al momento non risultano contestazioni formali.
Non viene esclusa, qualora emergessero elementi specifici sulla privazione della libertà personale o sull'occultamento consapevole delle ragazze, la valutazione di ulteriori fattispecie di reato. Saranno gli approfondimenti investigativi e le dichiarazioni delle due minori a chiarire eventuali responsabilità e il coinvolgimento di terze persone.
"In questa situazione dobbiamo essere contenti che sono state trovate. – ha detto il procuratore capo di Sulmona Luciano D'Angelo ai giornalisti presenti sul posto – Abbiamo ottenuto l’unico risultato che cercavamo, le bambine sono sane e salve”.
Domani, lunedì 22 giugno, in Procura a Sulmona si terrà in una conferenza stampa, durante la quale verranno diffuse maggiori informazioni sulla storia conclusasi dopo tanti giorni di apprensione con un lieto fine.
Le due minori erano scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena dove erano ospitate nella notte tra il 6 e il 7 giugno. Di loro si erano perse le tracce pochi giorni dopo che un tribunale aveva confermato la revoca della responsabilità genitoriale alla madre, estinta invece al padre.
Informata dell'accaduto, la Procura di Sulmona aveva subito aperto un fascicolo per sottrazione di minori. Nelle scorse ore, a due settimane dall'allontanamento delle due minorenni, il procuratore capo D'Angelo aveva effettuato un sopralluogo nel paese dell'Alto Sangro e ascoltato alcune persone ritenute utili all'inchiesta, tra cui il fidanzato 18enne di Alisya e altre due suoi amici.
Le attività di ricerca sono proseguite per giorni tra Abruzzo e Lazio. Gli uomini del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Roccaraso hanno battuto sentieri e ispezionato casolari sopra il lago di Barrea, utilizzando anche droni per scandagliare la diga. I Vigili del fuoco hanno ripercorso il fiume Sangro e altre zone montane.
Tra le piste privilegiate dagli investigatori in queste settimane c'è sempre stata quella della fuga programmata, organizzata con l'aiuto di una persona conosciuta. "È probabile che siano con qualcuno", aveva detto al Tg1 il procuratore capo di Cassino.
"È evidente che è difficile ipotizzare un'autogestione da parte di due bambine quando passa un tempo così lungo – aveva aggiunto -. E ciò porta logicamente ad ipotizzare che ci sia il supporto di qualcuno".
Proprio oggi Valentina, la madre della bambine, aveva manifestato sconforto: "Temo siano morte – aveva confessato al suo avvocato, Enrico Mastantuono -, è impossibile che se sono ancora vive non abbiano trovato il modo di tornare da me". Mentre sabato il padre si era detto al contrario ottimista: "Il mio cuore mi dice che stanno ancora bene".