Cosa rischiano madre, compagno e nonno delle sorelle ritrovate a Formia: “Fino a 12 anni di reclusione”

La mamma, il suo compagno e il nonno di Alisya e Sarah, le due sorelle ritrovate nella serata di ieri, domenica 21 giugno, a Formia (Latina), a 15 giorni dalla loro scomparsa da una casa famiglia di Civitella Alfedena, sono stati fermati all'alba con l'accusa di sequestro di persona aggravato in concorso.
I tre sono stati interrogati la notte scorsa negli uffici del procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D'Angelo. A quanto si apprende, sono stati portati in carcere subito dopo. Le due minori sono state ritrovate a casa di una lontana parente della madre, una anziana 80enne.
Gli investigatori stanno continuando le indagini per verificare il coinvolgimento di altre persone nel sequestro delle due giovani.
Per approfondire alcuni aspetti della vicenda, Fanpage.it ha intervistato l'avvocato Daniele Bocciolini, penalista, esperto in diritto penale minorile e Scienze Forensi, Consigliere Pari Opportunità e Commissione Famiglia e Minori dell'Ordine degli Avvocati di Roma.
Che cosa rischiano la madre delle bambine, il compagno e il nonno? C’è la possibilità che la loro posizione si aggravi?
La Procura procede per concorso nel reato di sequestro di persona. L’art. 605 del Codice penale punisce con la reclusione fino a 8 anni chiunque priva qualcuno della libertà personale.
Peraltro, quando il fatto è commesso ai danni di un minore, si applica la pena fino a 12 anni di reclusione. Al momento – in attesa di ulteriori elementi investigativi – mi sembra la fattispecie più opportuna da poter contestare.
Perché si procede per sequestro di persona e non sottrazione di minori? Qual è la differenza?
Cambia il bene giuridico tutelato. Nel sequestro di persona si mira a tutelare la libertà personale. Il delitto di sequestro di persona consiste nella privazione o restrizione volontaria della libertà personale fisica di una persona, quale illegittimo impedimento posto volontariamente a una persona al fine di privarla delle sue possibilità di locomozione e movimento.
La condotta tipica è rappresentata dal compimento di atti idonei a privare qualcuno della propria libertà personale, i quali possono consistere in atti di costringimento fisico, in atti, anche moralmente, violenti, o fraudolenti.
Tali atti possono avere natura commissiva, come, ad esempio, il legare una persona, od omissiva, quali il non liberare il soggetto passivo prolungandone la privazione della libertà personale, ecc.
Nel reato di sottrazione di minorenne invece, che è punito meno gravemente, il bene giuridico tutelato è la responsabilità genitoriale offesa da coloro che, approfittando magari del consenso del minore, rendano impossibili il normale svolgimento del compito di ogni genitore. Questi due reati possono anche concorrere.
Perché l’80enne che ha ospitato le sorelle è indagata a piede libero e non è stata fermata?
Ritengo che alla donna non sia stata applicata alcuna misura anzitutto in ragione dell’età e poi perché occorre approfondire cosa sia stato detto alla donna per convincerla ad ospitare le ragazzine. È chiaro che, trattandosi di un fatto mediatico, appare abbastanza irragionevole che non sapesse. Risulta comunque indagata.
Rispetto alla questione della potestà genitoriale, quali scenari si aprono ora sull’affidamento delle minori? Quanto peso hanno le dichiarazioni delle ragazze, che hanno detto di voler stare con la madre?
La volontà delle ragazzine sicuramente era stata già valutata nei procedimenti civili: l’Autorità Giudiziaria si era, infatti, già pronunciata sulla responsabilità genitoriale.
Alla luce dei fatti, qualora le accuse venissero confermate, la posizione della madre si aggraverebbe ulteriormente. I figli non sono di proprietà dei genitori e i provvedimenti vanno rispettati. Non esiste alcun “diritto” dei genitori a privare della libertà personale i loro figli.