Sorelle ritrovate a Formia, il procuratore: “Erano segregate in casa, la mamma tradita da una videochiamata”

"Non è una vicenda di criminalità, ma ha come riferimento un amore genitoriale malato". Sono le parole del procuratore di Sulmona, Luciano D'Angelo, all'indomani del ritrovamento a Formia di Sarah e Alisya, le due sorelle di 12 e 16 anni scomparse dalla casa famiglia in cui vivevano in Abruzzo.
Sono quattro le persone indagate in relazione al sequestro delle bambine. È stato effettuato il fermo per la madre Valentina D'Acunto; il compagno di lei Vincenzo Esposito; e il nonno materno Mario D'Acunto. Questi ultimi, secondo la Procura, avrebbero prelevato le bambine a Civitella Alfedena per poi consegnarle a un'anziana parente di Formia. La quarta indagata è proprio la zia 80enne che teneva le bambine.
La madre sarebbe stata tradita dall'ingente acquisto di alimenti per celiaci, condizione da cui è affetta Sarah, la più piccola. Ma D'Angelo specifica: "Non c'è la ‘pistola fumante'".
Procuratore: "Le bimbe non erano felici quando le abbiamo trovate"
"Le bambine non erano felici quando le hanno trovate, anzi si erano chiuse in una stanza, potevano solo guardare la tv", racconta il procuratore D'Angelo. E aggiunge: "Sono andate via volontariamente e sono salite volontariamente sulla macchina, ma poi una volta in casa non avevano modo di uscire". Sono state recuperate a seguito di un blitz di oltre 70 carabinieri da tutta Italia, ma fa presente di non avere ancora parlato con loro in prima persona con loro: "La priorità era ritrovarle".
D'Angelo sottolinea che il sequestro è tale anche se le bambine fossero state d'accordo, soprattutto perché "vivono sballattate da un luogo all'altro da quando hanno 3 e 6 anni". Ora sono state condotte in una struttura protetta e affidate al sindaco di Minturno in qualità di tutore.
Le piccole da tempo erano inserite nella rete dei servizi sociali a causa della complessa separazione tra i genitori. Il sequestro si è realizzato meno di una settimana dopo la decadenza della potestà genitoriale in capo alla madre: la sentenza del Tribunale per i minorenni è arrivata il 28 maggio, mentre Sarah e Alisya sono state prelevate nella notte tra 6 e 7 giugno dalla piazza di Civitella Alfedena, dove si sono fermati i cani molecolari.
Secondo le ricostruzioni, avevano un appuntamento con chi le ha portate via, e per scappare dalla casa famiglia sono passate da una finestra. "Le ragazze sono uscite due volte in quella giornata. Dall'inizio ritenevamo che forse da uno o due giorni prima della sparizione ci fossero persone sul posto appositamente".
D'Angelo ha definito l'operazione “un’impresa familiare”, con altri possibili coinvolgimenti da accertare.
I tabulati telefonici e il cibo per celiaci: cosa ha portato al ritrovamento
Il procuratore D'Angelo ricostruisce le indagini che hanno portato al recupero di Sarah e Alisya: "È tutto partito da una telefonata intercettata tra una delle persone attenzionate e una scheda fatta a Napoli due giorni prima della scomparsa delle ragazze".
"Quando abbiamo trovato la porta giusta eravamo pronti a trovarci davanti a delinquenti, invece ci siamo trovati davanti una signora anziana. Le bambine sono state portate lì da persone che non vedeva da 13 anni".
Secondo D'Angelo, la madre si era recata in casa "per imporre la presenza delle bambine", e in quell'occasione "aveva portato del cibo per celiaci acquistato con l'uso di una tessera".
Durante tutto il tempo del sequestro, la madre non ha incontrato le figlie, ma ha comunicato con loro solo tramite videochiamata, attraverso un cellulare ritrovato nella casa di Formia. La scheda sim di un operatore virtuale creata a Napoli e intestata a un cittadino straniero, estraneo al nucleo familiare, e probabilmente anche alla vicenda.
L'appello ai media: "Ora disinteressatevi alle bambine"
D'Angelo si è preso anche un momento per bacchettare i media che hanno seguito la vicenda: "Vorrei che vi disinteressaste da adesso in poi. Perché è una vicenda che non ha a che vedere con la criminalità".
E poi dice: "Mi sono lamentato falsamente con voi di non avere il reato di sequestro di persona e per questo di non poter fare intercettazioni. Invece lo avevo e abbiamo intercettato tante persone dall’inizio".