Sorelle scomparse, il Procuratore: “Nei video 3 auto, nel lago di Barrea non cercavano Sarah e Alisya”

Il giorno prima della scomparsa, Alisya è uscita e rientrata due volte, poi ha cenato, e alle due di notte si è fatta dare una medicina. Quella è stata l'ultima volta che il personale della casa famiglia Ofh Hope ha visto Sarah e Alisya Di Giacinto, le sorelle di 12 e 16 anni sparite nella notte tra 6 e 7 giugno dalla struttura di Civitella Alfedena, nel cuore del Parco Nazionale d'Abruzzo.
Lo ha spiegato il procuratore di Sulmona Luciano D'Angelo in un'intervista al Corriere Sera in cui ripercorre le indagini per ritrovare le due ragazzine. Gli educatori si sono accorti della scomparsa alle 9.30 e dopo aver atteso qualche ora alle 11.30 si sono rivolti alle autorità, ed è da quel momento che sono scattate le ricerche e la Procura ha aperto un fascicolo per sottrazione consensuale di minorenni, come ha precisato D'Angelo. Non a seguito della denuncia del padre delle piccole, Stefano Di Giacinto.
Con l'avvio dell'attività investigativa si è messa in moto anche la macchina mediatica che da allora ha sviscerato la vita privata delle giovanissime, inserite nella rete dei servizi sociali dal 2020 a seguito della complessa separazione dei genitori, culminata lo scorso 28 maggio con la decadenza della potestà genitoriale della madre, Valentina D'Acunto.
Con l'attenzione della stampa si sono scatenate anche numerose congetture che il Procuratore ha corretto. È vero che gli investigatori hanno acquisito i filmati di videosorveglianza della zona ma "all’orario compatibile con la scomparsa, le telecamere ne inquadrano tre, non trecento come ho sentito dire", precisa D'Angelo. "Purtroppo un po’ per la scarsa qualità delle immagini, un po’ per la spending review, un po’ perché non era una notte di luna piena, le targhe non sono visibili. Si distingue solo il tipo di macchina. Ma non essendo Ferrari o Bugatti la ricerca si complica".
"Per quanto riguarda i cellulari agli atti non c’è nulla di quel che si dice – aggiunge – gli unici telefoni sono quelli che erano a casa della mamma. In ogni caso tutto quello che abbiamo fatto finora non ha portato al ritrovamento". Si riferisce ai due cellulari acquisiti dall'autorità giudiziaria, ma non sequestrati, restituiti a D'Acunto una settimana fa.
Anche le indagini nel lago di Barrea non sarebbero state attivate per trovare Sarah e Alisya, come invece era stato detto inizialmente: "Non cercavano loro".
Sulle ipotesi dietro la scomparsa D'Angelo sottolinea che "quando sparisce un minore ci sono tante possibilità". E precisa: "Può essere inserito in un circuito di adozione illegale, in un circuito di prostituzione minorile, in un’attività di sequestro di persona, di traffico d’organi… Oppure sparisce perché c’è dietro una situazione di conflittualità fra i genitori, per cui uno lo se lo porta via. Sono tutte ipotesi che io devo prendere in considerazione".
Un giallo con cui il procuratore non si era mai trovato ad avere a che fare: "L'ho fatto a Napoli, sono stato sotto scorta e ho visto centinaia di morti violente. Quando le troveremo mi auguro solo di non dover fare una telefonata pietosa".