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6 Settembre 2017
17:15

Bullismo a Torino, 16enne costretto a mangiare escrementi e subire abusi con un ombrello

Gli episodi denunciati da un adolescente sono ora al vaglio del tribunale di Torino in un processo che vede due giovani imputati di stalking, violenze e lesioni. “Non è mai successo nulla”, sostengono gli imputati.
A cura di Susanna Picone
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Un adolescente di sedici anni sarebbe stato costretto per mesi a subire pesanti atti di bullismo e violenze da parte di due giovani di qualche anno più grandi che considerava amici. Arriva da Torino la storia della presunta vittima che, secondo quanto denunciato, sarebbe stato costretto, tra le altre cose, a mangiare escrementi, a ubriacarsi, ad appartarsi con una prostituta e a subire atti sessuali con un ombrello. Gli episodi denunciati dal giovane sono ora al vaglio del tribunale di Torino in un processo che vede i due presunti aggressori imputati per stalking, violenze e lesioni. I due giovani finora hanno respinto ogni accusa. La storia risale al periodo tra il febbraio del 2013 e il settembre 2014, quando appunto la presunta vittima aveva sedici anni.

Il giovane sarebbe stato costretto a consumare un rapporto con una prostituta davanti agli amici – L’adolescente finito nel mirino dei bulli frequentava una scuola professionale in provincia insieme ai due imputati poco più grandi di lui: i tre erano amici ma secondo l'accusa del pm Dionigi Tibone a un certo punto il più piccolo avrebbe cominciato a essere preso di mira e a subire delle angherie. Secondo quanto ricostruito dal pm una sera, tra le altre cose, sarebbe stato portato in una strada per avere un rapporto sessuale con una prostituta alla loro presenza. Accuse che, appunto, gli imputati respingono: “Non è mai successo niente di tutto questo”, hanno sostenuto i due giovani ammettendo solo qualche litigio. “Solo una volta siamo venuti alle mani durante un litigio per questioni sul calcio. Ma poi abbiamo fatto pace”, hanno detto. “Eravamo amici – hanno quindi ribadito – e spesso era lui a contattarci per uscire”. Oggi nel corso del processo è stato interrogato un quarto giovane, che ha detto di non essersi mai accorto di nulla di quanto sarebbe accaduto.

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