Opinioni

“Avevo 16 anni, lui quasi 70: abusi su oltre 20 ragazze nel Movimento Eucaristico”

Annalisa Corrado rompe un silenzio e racconta per la prima volta l’esperienza di abuso fisico e psicologico che ha subito all’interno del Movimento Eucaristico Giovanile, per anni, quando ancora era minorenne, da parte dell’allora fondatore, leader e padre spirituale Sauro De Luca. L’attuale direttore del MEG: “Bisogna fare chiarezza, e le persone che sono state abusate devono sapere che non erano sbagliate; devono sapere che loro non hanno fatto niente di male e che quello che hanno subito è molto grave”.
A cura di Saverio Tommasi
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L'eurodeputata Annalisa Corrado racconta gli abusi subiti in gioventù, all'interno del Movimento Eucaristico Giovanile.
L’eurodeputata Annalisa Corrado racconta gli abusi subiti in gioventù, all’interno del Movimento Eucaristico Giovanile.

Ciao Annalisa!

Ciao Saverio!

Ti ringrazio per essere qui. Non è un argomento semplice, e sono felice che tu abbia scelto di raccontarlo qui a Fanpage.it, con me che provo a farti da spalla e da scivolo rispetto al tuo racconto. Crediamo nella forza delle parole, cioè quelle che proveremo a metterci oggi. Squarciamo un silenzio?

Sì, un silenzio molto lungo. Ed era proprio ora di squarciarlo.

Tu hai scritto "è stata una ferita molto profonda, però non è comunque riuscita a rovinarmi l'esistenza. Io sto bene, sono felice".

Beh, diciamo che ho fatto come i vasi del Kintsugi, dell'arte giapponese. Quando vanno in pezzi, invece di provare a rimetterli come erano prima che è impossibile, quest'arte giapponese con un filo d'oro riattacca tutti i pezzi e il vaso che esce fuori è sicuramente diverso da quello di prima, ma è anche un pezzo unico.

Entriamo nella storia. Di cosa stiamo parlando?

Stiamo parlando di un abuso psicologico e sessuale che ho subito a partire dai 16 anni. Forse 15 e mezzo. Sicuramente ero minorenne.

Fino a che età?

Fino ai venti o ventuno. È accaduto all'interno del Movimento Giovanile Eucaristico, un movimento che faceva e fa capo a all'ordine dei Gesuiti. E ho subito questi abusi da parte del fondatore, colui che aveva iniziato questo movimento.

L'anima carismatica.

Sì, sicuramente molto carismatica. Il movimento ha sempre coinvolto migliaia di ragazzi e ragazze in tutta Italia.

Ho letto sono circa 2.500 oggi.

All'epoca sicuramente molti di più, eravamo tanti davvero ed era una cosa molto gioiosa, molto bella, poco moralistica, molta vissuta. C'era tanto confronto, introspezione, ma anche giochi, divertimento, tanta musica. Purtroppo però il prezzo che ho pagato all'interno di quella comunità, per riceverli, è stato veramente troppo alto.

Questa persona aveva un nome?

Sì, Sauro De Luca, è morto nel 2012, ed è morto reo confesso. Abbiamo scoperto più avanti, molti anni dopo, che non sono stata l'unica persona che ha subito questo tipo di trattamento da parte sua, ma anzi che ce ne sono state tante. Noi eravamo divisi in comunità, ogni comunità aveva un suo sacerdote di riferimento. Poi nelle giornate cittadine in cui c'era la possibilità di avere degli incontri privati, succedevano delle cose che poi ho capito molto tempo dopo essere dei reati, delle cose che non andavano bene, dei veri e propri abusi.
Spesso lui riceveva noi ragazzi e ragazze nella sua stanza, spesso si sdraiava sul letto, spesso ci invitava a sdraiarci accanto a lui. Alcune di noi venivano baciate sulle labbra mentre parlavamo, diciamo una volta addirittura mi ricordo che lui fece tutto un discorso senza staccare le sue labbra dalle mie. Considera che io ero minorenne e lui aveva già 65, 67 anni. E altre volte c'erano questi abbracci lunghi in cui poi le sue mani andavano a giro sul corpo. Insieme a quello c'erano tutta una serie di cose che non andavano bene, e che lui diceva per non farti sentire abbastanza, per farti percepire inadeguata rispetto al sogno che lui aveva su di te.

È una tecnica di manipolazione.

Sì, è assolutamente una tecnica di manipolazione.
E poi queste carezze non erano tutte insieme, accadeva una volta e poi magari per qualche altra volta non succedeva più niente. Poi accadeva che in un momento in cui tu eri particolarmente dispiaciuta, o piangevi, magari nell'abbraccio di conforto succedeva qualcosa in più. Per cui comunque tu eri grata di quell'abbraccio, e quindi in qualche modo non riuscivi a renderti conto che c'era qualcosa che non andava bene.

Un'altra cosa che mi raccontavi erano gli "insegnamenti sul fidanzatino dell'epoca".

Quando nel racconto delle prime esperienze, appunto con i fidanzatini, emergeva che stava nascendo dell'intimità, compariva la sua estrema preoccupazione e la sua condanna. E poi in qualche modo l'utilizzo delle sue mani quasi come se con le sue mani lui potesse ridare quella sacralità a quella parte del tuo corpo che tu avevi negato lasciando che qualcun altro la toccasse. Eravamo a questo livello qua.
Poi io mi sono allontanata da lui, a un certo punto, perché lui pretendeva di dirigere le mie scelte, la mia vita. Non mi allontanai per gli abusi, quello non l'avevo proprio preso in considerazione, non l'avevo ancora elaborato.

Perché nessuno lo ha fermato in tutto questo tempo?

Questa è una bellissima domanda. Il suo carisma, la sua innegabile capacità di coinvolgere le persone era quello che in qualche modo frenava tutte noi nel parlare. Ed erano poi come dire accettate delle stranezze su di lui. Ad esempio ogni tanto in consessi anche ristretti baciava alcune ragazze sulla bocca, anche pubblicamente e non soltanto appartati.
Io penso che in tanti non erano proprio in grado di metterlo in discussione, cioè io stessa a lungo non sono stata in grado di metterlo in discussione. Ti racconto questo: pensa che lui diceva "ho imparato a baciare sulla bocca perché me l'hanno insegnato i bambini delle elementari", perché loro sono spontanei. Ma lui era adulto, non si sarebbe assolutamente dovuto permettere. Quindi non c'erano assolutamente regole, vigeva completamente la libertà assoluta di un uomo considerato un santo di fare quello che credeva.
È chiaro che questi comportamenti erano tollerati, questo è poco ma è sicuro.

E quand'è che ha iniziato ad emergere?

Io me ne sono accorta, diciamo l'ho verbalizzata quando sono entrata in terapia, molti anni dopo. Tra l'altro l'ho verbalizzata malissimo, mentre raccontavo al mio terapeuta perché non avevo invitato questo prete al mio matrimonio: "No, non mi andava…"
"E come mai non ti andava?" E qui raccontai tutto. E la persona davanti mi fa: "Ma ti rendi conto di quello che mi stai raccontando?"

L'avevi messo in un cassetto, avevi nascosto la ferita.

E quindi da lì è iniziato tutto un percorso che mi ha portata da lui, era infatti ancora vivo in quel periodo. E io con il mio terapeuta sono andata a parlargli, e devo dire che quando sono andata da lui e gliel'ho detto sono rimasta molto colpita dal fatto che lui non abbia assolutamente negato. Lui ha detto "lo so". Io temevo che lui avrebbe negato tutto, invece ha confermato, anche di fronte a un testimone. E lui stesso mi ha parlato di altre volte in cui gli era successo, dicendo che si trattava di un periodo in cui era molto confuso, che poi si era pentito, che non avrebbe mai voluto farmi del male per tutto il bene che mi aveva voluto, eccetera eccetera.

Quindi sempre con l'attenzione rivolta su di sé.

Sì, assolutamente sì. E poi con l'auto assoluzione e l'auto accompagnamento nel percorso. Il mio terapeuta a un certo punto cominciò a incalzarlo con domande: "Mi scusi ma lei ha fatto un percorso da solo? Lei ha deciso che le è passato da solo?" E mentre lo incalzava io vedevo davanti a me questo anziano malato e che non vedevo da tanti anni, a cui comunque volevo bene. Questa cosa è assurda, no?
Questo lo racconto perché secondo me testimonia la complessità dei sentimenti che si innescano in questi casi. In quel momento misi una mano sul ginocchio del mio terapeuta per dirgli basta, perché non volevo vedere più quella persona in quelle condizioni. Eppure gli avevo appena detto che quello che mi aveva fatto era un abuso sessuale, era un abuso psicologico e che aveva fatto qualcosa di molto negativo per me.

È molto complesso.

Alla fine io ne parlai con altri sacerdoti del movimento dicendo loro che però erano dialoghi privati e non era una denuncia. E quindi alla fine uno di loro mi assicurò che avrebbe vegliato, perché in nessun modo potesse tornare ad abusare altre ragazze.
Ma in quel momento era davvero in una condizione molto diversa da quella dell'uomo carismatico che era stato, e quindi con tanta fatica decisi di non denunciarlo. Questo pezzo di me si è rasserenato solo quando è morto, perché comunque io avevo il timore che potesse nuocere ancora a qualcun altra. E quindi ogni tanto andavo a controllare se l'avevano spostato.

Lui è stato reo confesso.

Sì, e diciamo che qui arriviamo alla storia più recente. Io leggo un articolo in cui Concita De Gregorio raccontava una storia che le avevano scritto, e questa storia era una storia di abuso all'interno di un movimento cattolico. Quando ho letto quella storia ho pensato "sono sicura che è lui", tant'è che provai anche a scriverle. Poi nel 2024 arrivò un'altra denuncia pesante al movimento, e il nuovo responsabile Renato Colizzi, l'attuale direttore del MEG a cui voglio molto bene, disse: "Bisogna fare chiarezza, anche se sono passati tanti anni può essere successo qualcosa di veramente molto brutto, e le persone che sono state coinvolte devono sapere che non erano sbagliate; devono sapere che loro non hanno fatto niente di male e che quello che hanno subito è molto grave".

E lui come si è mosso?

È uscito un primo articolo a ottobre 2024, che è circolato all'interno di tutte le chat che ancora fanno riferimento a questo movimento. E hanno identificato una persona, Grazia Villani, per raccogliere queste testimonianze eventuali, dicendo "siamo qui". Poi è uscita una sintesi di questo lavoro che fa piuttosto spavento, perché non solo sembra che ci siano venti donne che hanno raccontato di aver subito abusi sessuali e psicologici all'interno del movimento per mano di Sauro De Luca, ma addirittura è emerso che ci sarebbe un diario di Sauro stesso, in cui lui ha annotato 30 abusi su minorenni, di cui si era reso responsabile nel corso della sua vita.
Il suo primo abuso risale al '68, l'ultimo abuso al '98. Quindi siamo di fronte a 30 anni di vita di quest'uomo all'interno del Movimento in cui lui aveva questa come modalità. E una mia grande preoccupazione è che questa notizia non ha girato per niente. Un sacerdote che muore reo confesso, e fa lui stesso dei nomi, poi si scopre addirittura il diario: venti donne raccontano la loro esperienza in tal senso e questa cosa non fa nessuna notizia.

Ed è qui che tu hai deciso di metterci il volto?

Sì, ho pensato che fosse il momento di raccontarmi e raccontarlo. Innanzitutto perché, come dice nostra sorella maggiore Gisèle Pelicot, "la vergogna deve cambiare campo". Non c'è niente di cui io mi debba vergognare in questa storia. Nessuna di noi si deve vergognare di niente. In questa storia c'era una disparità di potere talmente gigantesca, in cui Sauro De Luca usava la nostra fragilità attraverso un sistema collaudato di manipolazione, di esercizio di potere, addirittura spirituale. Per noi che eravamo cattoliche, lui ci parlava in nome di Dio.
E io sono convinta che tante di noi non siano ancora state raggiunte da questo messaggio, per questo ho deciso di metterci il volto. Anche per quelle persone che magari non sanno riconoscere i segni di una manipolazione, non sanno riconoscere i segni di un abuso neanche oggi.
Tuttora i miei figli hanno l'età che avevo io in quel momento. Gli amici, le amiche dei miei figli hanno quell'età lì e non tutte le persone hanno avuto la possibilità di crescere confrontandosi su che cosa significhi una relazione abusante. Per questo ho pensato che magari metterci la faccia, metterci il corpo come abbiamo fatto noi sulla barca, è sempre un modo forte per raccontare una storia e per portare qualcuno con se alla fine di quel percorso.

Grazie Annalisa, con il cuore.

Grazie a te, Saverio.
Posso dire un'ultima cosa?

Certo.

Se altre donne avessero subìto un'esperienza analoga alla mia e a quella delle altre ragazze, e volessero contattarmi, possono farlo. Possono parlarmi. Non siamo noi quelle sbagliate.

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Sono giornalista e video reporter. Realizzo reportage e documentari in forma breve, in Italia e all'estero. Scrivo libri, quando capita. Il più recente è "Siate ribelli. Praticate gentilezza". Ho sposato Fanpage.it, ed è un matrimonio felice. Racconto storie di umanità varia, mi piace incrociare le fragilità umane, senza pietismo e ribaltando il tavolo degli stereotipi. Per farlo uso le parole e le immagini. Mi nutro di video e respiro. Tutti i miei video li trovate sul canale Youmedia personale.
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