La presentazione della delibera per tagliare i vitalizi degli ex parlamentari fatta questa mattina dal presidente della Camera Roberto Fico segna un primo passo verso una delle battaglie portate avanti dal MoVimento 5 Stelle negli ultimi anni e in campagna elettorale. Un provvedimento che riguarderà 1.405 ex deputati, in quanto la misura coinvolge solamente la Camera. Di questi, 1.338 vedranno un ricalcolo del loro vitalizio che verrà quindi abbassato. Al contrario, altri 67 ex parlamentari non subiranno alcuna modifica a quella che è la cifra erogata attualmente per il vitalizio. Tra questi ultimi dovrebbe esserci anche Clemente Mastella, ex deputato in otto diverse legislature, oltre che ex ministro e attuale sindaco di Benevento. Contattato da Fanpage.it sulla questione del taglio dei vitalizi, Mastella si limita a commentare che azioni di questo genere dovrebbero essere accompagnate da altre misure, come il “dimezzamento dello stipendio dei parlamentari da subito”.

Mastella preferisce non commentare più di tanto una decisione su cui si è già espresso in passato, ribadendo come l’erogazione del vitalizio per gli ex parlamentari sia giusta e meritata. “Noi abbiamo pagato tanto e ora guadagniamo tanto, cosa c’è di male?”, affermava in un’intervista alla Stampa poco più di un anno fa, quando in Parlamento si discuteva la proposta di legge presentata da Matteo Richetti, allora deputato del Partito Democratico.

Oggi Mastella, contattato da Fanpage.it, dice di non voler soffermarsi ancora sulla questione, ma non risparmiando un attacco a chi questa norma – con la delibera presentata oggi – l’ha voluta fortemente: il MoVimento 5 Stelle. “Io credo che quando si fanno queste cose bisogna anche farle per se stessi: dimezzamento dello stipendio dei parlamentari da subito”, è allora la proposta provocatoria lanciata dall’ex ministro. “Ma poi chi paga la piattaforma Rousseau?”, chiede facendo ancora riferimento al M5s e alla piattaforma su cui gli attivisti sono stati più volte chiamati a esprimersi.

Niente ricalcolo per chi ha più legislature alle spalle

Il taglio dei vitalizi – che secondo Fico comporterà un risparmio di 40 milioni di euro – non riguarda, come detto, tutti gli ex deputati: 67 di loro non vedranno ritoccato il loro vitalizio. Questo perché – spiegano dalla presidenza della Camera – il nuovo calcolo viene effettuato su un criterio contributivo, ovvero sulla base dei contributi effettivamente versati dagli ex parlamentari. Per la maggior parte degli ex parlamentari il ricalcolo porta a nuove cifre che sarebbero più basse di quelle attualmente erogate. Per altri però – è questo il caso dei 67 – il discorso è diverso: si tratta dei deputati che sono stati eletti (in linea di massima, si varia poi da caso a caso) in cinque o più legislature. Questi ultimi hanno quindi versato più contributi degli altri e per questo motivo hanno diritto a mantenere intatto il loro vitalizio. Anzi, in realtà se venisse applicato anche a loro il metodo contributivo il vitalizio crescerebbe. Motivo per cui si è deciso di evitare ulteriori spese e non ritoccare i vitalizi di questi ex parlamentari. In sostanza, Mastella – almeno per quanto riguarda il suo caso – sembra avere ragione anche sulla base del criterio della nuova delibera: “Noi abbiamo pagato tanto e ora guadagniamo tanto”, come affermava poco più di un anno fa l’attuale sindaco di Benevento.