Stretta sulla circolazione in Italia di auto con targhe estere. Come spiega Il Sole 24 Ore, da tempo vige lo stop alla circolazione di veicoli con targhe estere in territorio italiano ma "l’articolo 132 del Codice della strada era difficile da applicare perché presupponeva di dimostrare che il veicolo con targa estera fosse rimasto in Italia per più di un anno. Di fatto, a parte casi eclatanti di gente che ha preso una o più multe al giorno e non le ha pagate, era quasi impossibile dimostrarlo: controlli sistematici alle frontiere non possono essercene. Nella prassi, quando il proprietario era uno straniero residente in Italia, si presumeva pure che il veicolo fosse arrivato sul territorio nazionale assieme all’interessato". 

Con le modifiche al Codice della Strada introdotte dal Dl Sicurezza recentemente approvato in via definitiva, ora l’illecito scatta per il solo fatto di essere colti a circolare con targa estera e le sanzioni previste ammontano a svariate migliaia di euro, più il fermo amministrativo dei veicolo ed eventualmente la confisca del mezzo, per chi non lo reimmatricola in Italia oppure non lo riporta all'estero. Dopo l'entrata in vigore del Dl sicurezza sono scattate le prime multe: un cittadino di origine rumena ed una moldava sono stati sorpresi dai Carabinieri alla guida di veicoli immatricolati all’estero. Dai controlli dei militari è emerso che i conducenti, sebbene residenti in Italia da oltre 60 giorni come comprovato dai loro documenti, fossero in possesso di veicoli importati e non avessero ottemperato alle nuove disposizioni entrate in vigore.

Le modifiche alla normativa introdotte con il Dl Sicurezza permettono dunque di contrastare maggiormente il fenomeno rispetto al passato, ma anche le nuove disposizioni tralasciano un aspetto: se il veicolo è in leasing o a noleggio con operatori che non hanno sedi né secondarie né effettive in Italia, non può sussistere alcuna limitazione alla circolazione sul territorio italiano.

Per il diritto comunitario, infatti, questi sono contratti legittimi, "ma si sarebbe potuto trovare una formula per obbligare a effettuare una reimmatricolazione del mezzo in Italia, cosa che peraltro avrebbe facilitato le notifiche delle multe e permesso di incassare il bollo (e l'eventuale superbollo) auto. Invece non lo si è fatto. Creando un danno anche a noleggiatori e società di leasing con sede in Italia: la norma è praticamente un invito a rivolgersi a operatori totalmente esteri". Il vuoto legislativo potrebbe essere corretto con un emendamento alla legge di bilancio, eventualmente.