video suggerito
video suggerito

Matrimoni senza bambini, l’esperta di galateo Elisa Motterle: “Non tutti vogliono spendere soldi per i figli degli altri”

Ai matrimoni child free partecipano solo adulti, i bambini sono esclusi dall’invito. Elisa Motterle ha spiegato a Fanpage.it perché è una scelta sensata.
Intervista a Elisa Motterle
fondatrice di Italian Etiquette Society
Immagine

Si chiamano cerimonie child free cioè feste, solitamente matrimoni, dove vengono esclusi i bambini. Sono dunque occasioni riservate solo agli adulti: un modo per festeggiare un lieto evento senza incombenze, senza distrazioni, senza doversi occupare di bimbi piccoli. Sull'invito, viene ben specificato che i destinatari sono i soli genitori, i quali dunque sanno di doversi organizzare di conseguenza, per partecipare.

L'argomento è divisivo: per molti non è giusto che una coppia debba partecipare senza figli. Gli sposi escludendo i più piccoli costringono i genitori a trovare soluzioni alternative: pagare una baby sitter, chiedere l'aiuto di genitori o amici a cui chiedere di tenere i bimbi. Per questo tanti lo trovano di cattivo gusto. Di contro, c'è chi più razionalmente si rende conto che la presenza di bambini, soprattutto piccoli, può diventare un problema: i genitori sono costretti a badare a loro e sono i bimbi stessi ad annoiarsi, perché costretti a stare tanto tempo seduti e fermi. Per intrattenerli, molti novelli sposi prevedono la presenza di animatori al ricevimento: è la soluzione ideale, perché permette di far divertire i bambini e di svincolare i genitori, che possono così godersi la festa. Ma a che prezzo? A un prezzo ricade su chi paga il servizio di animazione, ossia ai neo sposi: questi ultimi magari non possono permetterselo o, più semplicemente, non vogliono aggiungere anche questo costo alle già sostanziose spese.

Chi ha ragione dunque? Fanpage.it ha chiesto a Elisa Motterle di sbrogliare la matassa: è l'unica trainer italiana certificata dall'International Etiquette & Protocol Academy di Londra, specializzata in Business Etiquette e galateo cross-culturale, autrice del libro "Il Tao delle buone maniere" edito da Einaudi. Lei lo sa bene: un matrimonio è un evento complesso, dove il passo falso è dietro l'angolo. La prima figuraccia si può fare già al momento della consegna dell'invito: si può sbagliare già a cominciare da lì. Per esempio, nonostante sia di prassi, stampare l'IBAN per farsi fare il bonifico non è esattamente allineato alle buone maniere.

Immagine

Lo stesso non si può dire sul fronte dei matrimoni child free. L'esperta ha spiegato che chi opta per questa formula ne ha pieno diritto: "Fanno bene, non bisogna portarsi i bambini ovunque: è una roba intollerabile. Poi dipende da che matrimonio è. Magari è un matrimonio casual o in agriturismo, all'aperto, dove i bambini possono giocare e allora va bene. Ma se è un matrimonio elegante con una cena placée in villa, allora no, magari non si ha voglia di vedere bambini che corrono tra i tavoli. Anche perché è come organizzare un matrimonio parallelo: bisogna pensare a dove metterli, trovare l'animatrice. Non tutti hanno voglia di spendere soldi per i figli degli altri. Anche perché la cosa peggiore in assoluto è quando ti invitano a un matrimonio, ti dicono di portare i bambini e poi non c'è l'animazione: quindi tu madre non puoi nemmeno goderti la festa. Ma soffre anche il bambino a stare seduto a un tavolo. A questo punto è meglio che stia a casa con una baby sitter".

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views