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Le buone maniere a un matrimonio, l’esperta Elisa Motterle: “Nella busta minimo 100 euro, il +1 non è dovuto”

Fanpage.it ha chiesto all’esperta di galateo e buone maniere Elisa Motterle quali sono gli errori più comuni quando si organizza e quando si va a un matrimonio.
Intervista a Elisa Motterle
fondatrice di Italian Etiquette Society, Etiquette Trainer
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Quando si organizza un matrimonio il passo falso è dietro l'angolo! Sono tante le trappole in cui si può cadere: vale per gli sposi, così come vale per gli invitati. Da entrambe le parti ci possono essere comportamenti sbagliati, non necessariamente in cattiva fede. Dall'invito a come ci si presenta vestiti, tutto in realtà ha una sua "regola". Nel tempo le cose sono cambiate: in passato, per esempio, si era soliti scegliere il regalo dalla lista nozze, oggi è più pratico fare direttamente un bonifico agli sposi. Anzi, l'IBAN viene gentilmente fornito già stampato sull'invito. Ovviamente, poi c'è il gusto dei diretti interessati di mezzo, la loro idea di ricevimento, il loro stile. Volendo attenersi alle buone maniere, però, preziose sono le linee guida di Elisa Motterle: unica trainer italiana certificata dall'International Etiquette & Protocol Academy di Londra, specializzata in Business Etiquette e galateo cross-culturale, autrice del libro "Il Tao delle buone maniere" edito da Einaudi.

Cominciamo dagli inviti: il +1 è dovuto? Sta facendo discutere la scelta di Taylor Swift e del futuro marito Travis Kelce: la coppia non ha dato agli invitati la possibilità di portare accompagnatori. 

Tradizionalmente le coppie si invitano a coppia se sono sposate. Alla corte inglese, c'era stata una grande bagarre in occasione non di un matrimonio ma di un pranzo di Natale a Sandringham, dove era stata invitata Meghan, che però non era ancora sposata. La regola lì era: no ring no bring. Se c'è un anello ti porti tuo marito o moglie, altrimenti no. Poi c'è la regola contemporanea. Oggi è ovvio che le coppie di lungo corso si tende a invitarle insieme: non si sta a guardare se ci sono le carte, se c'è l'anello, se sono sposati. Però non va dimenticato che chi invita ha sempre la facoltà di decidere chi invitare e chi no. Gli inviti sono a discrezione degli sposi: c'è un tema di budget perché magari non mi posso permettere di invitare tutti, c'è un tema di capienza della location che a volte dà un limite al numero di persone. Non esistono inviti dovuti e chi riceve l'invito o si fa andare bene l'invito che ha ricevuto oppure non ci va.

Ora vanno di moda i matrimoni child free: si invitano solo adulti. È una scelta che divide. Fa bene chi esclude i bambini dall'invito?

Fanno bene, non bisogna portarsi i bambini ovunque: è una roba intollerabile. Poi dipende da che matrimonio è. Magari è un matrimonio casual o in agriturismo, all'aperto, dove i bambini possono giocare e allora va bene. Ma se è un matrimonio elegante con una cena placée in villa, allora no, magari non si ha voglia di vedere bambini che corrono tra i tavoli. Anche perché è come organizzare un matrimonio parallelo: bisogna pensare a dove metterli, trovare l'animatrice. Non tutti hanno voglia di spendere soldi per i figli degli altri. La cosa peggiore in assoluto è quando ti invitano a un matrimonio, ti dicono di portare i bambini e poi non c'è l'animazione: quindi tu madre non puoi nemmeno goderti la festa. Ma soffre anche il bambino a stare seduto a un tavolo. A questo punto è meglio che stia a casa con una baby sitter.

Rimanendo in tema: è sempre più gettonato stampare l'IBAN sugli inviti. Ma è una pratica accettabile, secondo le buone maniere?

Si dice che l'IBAN sull'invito è comodo, ma la comodità non deve essere l'unica stella polare delle nostre vite. Altrimenti vivremmo in tuta da ginnastica, non laveremmo i piatti: e invece bisogna rispettare un po' la forma. Stampare l'IBAN sull'invito a me fa schifo. Gli sposi dicono che hanno già tutto? Allora non fatevi fare il regalo, è molto più elegante. L'eleganza è una scelta, non viene imposta, quindi chi vuole può mettere l'IBAN, ma è comunque andare a elemosinare soldi. Ormai oggi tutti fanno una landing page delle nozze: meglio metterlo lì.

Passiamo alla fatidica busta: quanto bisogna mettere?

Secondo me la cifra minima è 100 euro, poi ovvio che va commisurato al numero degli invitati, quindi se vado in coppia raddoppio almeno, metto di più se vado anche coi figli. Poi dipende anche dal grado di vicinanza: c'è differenza tra amici, colleghi, fratelli, migliori amici. Poi c'è chi si lamenta di dover spendere soldi per il vestito, per la benzina: piuttosto che fare i conti della serva, meglio stare a casa.

Infine: come ci si veste per un matrimonio?

No bianco, no nero. Non sempre le persone eleganti sono quelle vestite più wow, a volte le persone eleganti sono anche quelle che capiscono qual è il loro posto, il loro ruolo e non vogliono stare a tutti i costi sotto i riflettori. A volte bisogna fare da contorno. E bisogna adattarsi alla situazione: se di mattina o di pomeriggio, se nella chiesetta di campagna o nella grande cattedrale in centro, se si festeggia in agriturismo o a cena in un ristorante stellato. Già quello dà un'idea del come sarebbe appropriato vestirsi.

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