Il significato dei sogni, la psicologa spiega il ruolo dell’inconscio e perché sogniamo le persone morte

Ogni notte, non appena chiudiamo gli occhi, la nostra mente intraprende viaggi misteriosi e spesso inspiegabili. I sogni ci accompagnano nella tranquillità del sonno, popolando la nostra esperienza di immagini, emozioni e ricordi che sfidano la logica del giorno. Ma cosa si nasconde davvero dietro queste visioni notturne? Abbiamo chiesto a Cinzia Sacchelli, psicologa psicoterapeuta e Consigliere dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia, di guidarci nel mondo dei sogni, tra funzioni emotive, simboli universali e riflessi della nostra vita interiore. Dalla rielaborazione delle esperienze quotidiane alla presenza di persone amate o perdute, scopriamo come il sogno sia molto più di un semplice episodio notturno: è uno specchio del nostro inconscio e una chiave per comprendere meglio noi stessi.
Come si possono definire i sogni dal punto di vista psicologico e quale funzione svolgono nel nostro equilibrio emotivo?
I sogni sono il prodotto di una attività mentale che avviene durante il sonno, in una condizione in cui la persona non esercita operazioni cognitive coscienti e volontarie. Riflettono l’attività inconscia del cervello che liberamente assembla i contenuti del mondo interno del soggetto, sensazioni, immagini, emozioni, pensieri, paure, desideri, ricordi. Svolgono molteplici funzioni: regolano l’emotività durante il sonno, spesso a tutela del riposo, aiutano ad integrare esperienze vissute, specie quelle emotivamente più intense, favoriscono la memoria, l’integrazione di informazioni, l’apprendimento e infine, possono facilitare intuizioni o soluzioni originali a problemi che si stanno vivendo in quel momento.
In che modo l’inconscio entra in gioco nella costruzione delle immagini oniriche?
Durante il sonno le aree del cervello legate all’emotività e alla memoria sono molto attive, mentre lo sono meno quelle della logica e del controllo. La mente quindi utilizza prevalentemente materiali visivi ed emotivi, meccanismi di tipo analogico e associativo, per comporre i propri contenuti. L’inconscio non conosce il tempo, né i limiti della logica, del senso e della
verosimiglianza.
Perché alcuni sogni sembrano estremamente realistici mentre altri appaiono più simbolici o confusi o non li ricordiamo?
Fisiologicamente dipende da quali aree cerebrali sono più attive in quel momento e quindi da che cosa e in che modo la mente sta lavorando. I sogni più realistici di solito sono quelli che trattano eventi recenti o situazioni di vita più vicine alla realtà o ricordi autobiografici: hanno una funzione di rielaborazione ed integrazione delle esperienze ed informazioni, di apprendimento e problem solving. I sogni più confusi, con immagini anche vivide ma poco comprensibili, sono quelli composti con contenuti meno pensati ed elaborati, per cui l’emotività intensa ancora libera e si condensa in forme visive simboliche, metaforiche e la narrativa è poco lineare. La possibilità di ricordare il sogno dipende dal momento del risveglio, dalla vividezza ed intensità emotiva del sogno, dalla sua rilevanza nella vita della persona.
Esistono elementi ricorrenti nei sogni che possono essere considerati universali?
I significati dei simboli sono sempre da ricercarsi nel mondo interno dell'individuo, che è soggettivo. Alcuni elementi onirici si presentano con più frequenza all’interno di una medesima cultura di appartenenza ed altri anche in scenari transculturali. Questo avviene perché vi sono alcune esperienze e temi emotivi che ci accomunano in quanto esseri umani, a prescindere da dove o come viviamo la nostra vita: l’esperienza del nostro corpo, della sofferenza, della morte, della perdita, della sessualità, del cambiamento, del viaggio. Tuttavia temi o immagini simili, non sono necessariamente associati ai medesimi significati per diversi sognatori: la mente, nel sonno e nella veglia, opera soggettivando anche i simboli culturalmente condivisi.
Quanto incidono la nostra storia personale e le nostre esperienze recenti sul contenuto dei sogni?
Tantissimo. Il sogno è il luogo in cui si rimettono in scena, in forma anche spesso bizzarra, le cose che abbiamo vissuto e ci portiamo dentro. È più facile che compaiano nei sogni le situazioni più vive, quelle accadute nelle ultime ore o quelle che dobbiamo affrontare nei prossimi giorni e che ci stanno magari preoccupando. Ma i sogni attingono ai modelli, ai simboli e ai personaggi conosciuti ed interiorizzati nel corso della vita, anche per dar forma a situazioni che emozionalmente la persona sta vivendo nel presente.
Cosa accade nella mente mentre sogniamo una persona che conosciamo?
Nel sogno la persona reale si trasforma in un personaggio simbolico, un personaggio che può svolgere un ruolo all’interno del copione onirico. Questo avviene in virtù della relazione che si vive con quella persona, per i temi irrisolti nel rapporto, per la sua rilevanza affettiva o perché quella persona può rappresentare qualcosa di significativo, per esempio può impersonare la protezione, o il timore di essere giudicati.
Perché capita di sognare persone che non vediamo da anni o rapporti ormai conclusi?
L’esperienza della relazione vissuta permane nel mondo interno: ci portiamo dentro le persone che abbiamo incontrato, tanto quanto è stata significativa la nostra storia con loro. E l’inconscio ignora il tempo.
Il fatto di sognare una persona che abbiamo perso, può avere una funzione di elaborazione del lutto?
Il legame affettivo sopravvive alla perdita: cambia forma, ma continua ad essere presente nel mondo interno di chi lo ha vissuto. Nel sogno è possibile riattualizzare l’esperienza della presenza della persona persa: ciò in alcuni casi può aiutare nella graduale accettazione della perdita e nella consapevolezza della permanenza di una relazione interna che continuerà ad accompagnare nel corso della vita.
Esistono segnali che aiutano a distinguere un sogno di elaborazione emotiva da un sogno legato all’ansia o allo stress?
Principalmente il clima e l’intensità emotiva. Se il sogno è il prodotto di un sistema nervoso molto attivo, allora il sognatore sente tensione, palpitazioni, allarme. Questo avviene tendenzialmente quando i temi del sogno sono preoccupanti, quando riguardano l’aggressione, l’inseguimento o lo smarrimento, e il filo conduttore è discontinuo, con diversi cambi di scena. Invece il sogno con funzione elaborativa ha un volume emotivo minore, una narrazione più coerente e continuativa e soprattutto al risveglio il sognatore percepisce sensazioni di sollievo, di pacificazione o di nuova consapevolezza.