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20 Novembre 2021
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Peng Shuai ricompare in mezzo ai peluche, ma non è come dovrebbe essere: la realtà va in frantumi

Dopo 17 giorni di sparizione in seguito alla denuncia di violenza sessuale subita da parte di un potente uomo politico cinese, Peng Shuai finalmente ricompare. Ma è sospesa in uno spazio e in un tempo che sembrano irreali.
A cura di Paolo Fiorenza
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Dalla Cina torna finalmente a dare un segno di presenza Peng Shuai, dopo 17 giorni di sparizione da quando la sera del 2 novembre denunciò la violenza sessuale subita per mano del potente ex vice premier Zhang Ghaoli. È una ricomparsa per interposta persona, anzi attraverso un doppio passaggio di mani, che si conclude con un tweet di un giornalista che lavora nei media di stato, così come era espressione dell'apparato politico cinese il tweet del network che aveva diffuso lo screenshot della presunta email della tennista in cui assicurava di stare bene e che non c'era stato nessuno stupro.

La fonte della notizia già lascia intendere che sia il secondo step del tentativo della propaganda cinese di tacitare la campagna di mobilitazione dell'opinione pubblica mondiale – arrivata oggi fino al palazzo delle Nazioni Unite – che nelle ultime ore ha fatto esplodere l'hashtag #WhereIsPengShuai, coinvolgendo media e personaggi di tutto il mondo allo scopo di chiedere a gran voce alla Cina di fare chiarezza sulla sorte della 35enne tennista, ex numero al mondo di doppio. Il timore è che Peng Shuai possa pagare pesantemente il prezzo di accuse senza precedenti nei confronti di uno degli uomini più potenti del Paese, che la sua vita resti schiacciata irrimediabilmente negli ingranaggi della repressione del sistema dopo aver raccontato con numerosi particolari – in un lunghissimo post su Weibo, velocemente rimosso dalla censura – non solo la violenza sessuale subita tre anni fa, ma anche una lunga relazione extraconiugale con l'ex vice primo ministro.

Dopo l'email di smentita dello stupro apparsa palesemente posticcia – per i toni burocratici usati, assai simili a quelli adoperati in ritrattazioni di dissidenti diffuse in passato, ma anche per la presenza di un cursore in mezzo al testo che non poteva essere possibile se l'email non fosse stata scritta da chi aveva poi fatto lo screenshot – i media di partito cinesi dunque riprovano a far passare l'idea che la situazione sia assolutamente normale, mentre invece il mondo sta scoppiando di angoscia per la sorte della tennista. Come se le migliaia di tweet che si chiedono dov'è parlino di un'aliena, come se uno dei più importanti giornali al mondo – L'Equipe – domani avesse deciso di fare il titolo che vedete sotto perché non aveva niente di meglio da mettere in prima pagina.

E dunque Shin Shiwei – questo il nome del giornalista – ci fa sapere che Peng Shuai ha postato su WeChat (un'app di messaggistica simile a WhatsApp, diffusissima in Cina) tre foto recenti, aggiungendo "buon weekend". E ancora che "una sua amica ha condiviso le tre foto". Le immagini postate mostrano una donna apparentemente serena, seduta in una stanza circondata da tanti peluche, assieme ad un gatto grigio. Peng Shuai sorride tenendo in braccio il gatto e si mette in posa per un primo piano a fianco di un pupazzo di Kung Fu Panda.

La ‘normalità' che queste foto vorrebbero trasmettere appare stridente con il caos mediatico che si è scatenato al di fuori della Cina: una calma gelida che il sorriso di Peng Shuai non riesce a riscaldare. Niente appare come dovrebbe essere in una situazione del genere: com'è possibile che la tennista, cittadina del mondo avendo girato per anni il circuito WTA, non sappia quello che sta montando per lei fuori dalla Cina e non senta l'esigenza di contattare lei in prima persona qualcuno, per rassicurare il mondo che sta davvero bene ed è una donna libera? Chi può davvero pensare che tre foto scattate in un contesto surreale per una donna di 35 anni, diffuse con un messaggio totalmente sganciato dalla realtà, asseritamente condivise da un'amica ed infine diffuse da un giornalista di partito (non si capisce perché lo abbia fatto lui e non la diretta interessata) bastino a rispondere al paginone dell'Equipe di domani? Le foto non hanno peraltro datazione certa, l'immagine del profilo della ‘amica' è una bandiera cinese, l'account condiviso su WeChat che dovrebbe essere della tennista ha come username ‘Peng Shuai 2'.

La domanda non cambia, anzi bisogna porla con ancora più forza. Dov'è Peng Shuai? È in pericolo? Se dalla Cina pensano che il genere di risposte apparecchiato finora sia sufficiente, sono decisamente fuori strada.

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