L’infortunio di Carlos Alcaraz, i segnali sottovalutati e le insidie della fibrocartilagine triangolare

Carlos Alcaraz sarà il grande assente al Roland Garros in programma dal 24 maggio al 7 giugno. Un torneo che ha visto trionfare lo spagnolo nelle ultime due edizioni, specie l'ultima in cui si è distinto in un match epico contro Sinner. Ad annunciarlo è stato lo stesso tennista 22enne che ha sottolineato come non sarà presente nemmeno al Masters di Roma dal 6 a 17 maggio. I motivi sono riconducibili a quell'infortunio al polso destro subito al torneo di Barcellona all'esordio contro il finlandese Otto Virtanen, riportando una lesione al tendine dell'articolazione.
Dopo essersi ritirato dal torneo di Madrid – per il secondo anno consecutivo – ora escluso anche Parigi. Ma cosa è successo davvero? Alcaraz ha subito una lesione al tendine dell'articolazione ma fin da subito si era capito che poteva essere qualcosa di più serio. Insomma, qualcosa che non guarisce in pochi giorni. E c'è già chi sostiene che qualcuno dello staff abbia sottovalutato l'entità del suo infortunio. Nel frattempo non è chiaro quando tornerà a giocare al 100% Alcaraz poiché i tempi di recupero non sono assolutamente da forzare e dunque non c'è ancora una data precisa vista l'entità dell'infortunio.

Cos'è successo ad Alcaraz e i rischi di giocare in questo momento
Per Alcaraz si è tratto di infiammazione del tendine del dito mignolo della mano destra con coinvolgimento del cartílago nella zona interna (specificamente la fibrocartilagine triangolare, una struttura simile a un “menisco” del polso che stabilizza l’articolazione). Per questo motivo in Spagna ci sono polemiche per via della gestione di questo infortunio e non mancano le accuse al suo staff specie dopo la separazione da Juan Carlos Ferrero, il suo ex e storico tecnico.
Alcaraz ha curato l'infortunio giocando col polso praticamente immobilizzato, antiinfiammatori e sedute di riabilitazione con il suo fisioterapista Juanjo Moreno. I medici spagnoli però sottolineano che è un “processo complicato” da gestire con estrema lentezza: niente infiltrazioni o scorciatoie perché aumenterebbero i rischi.
Rischi che si stanno manifestando e il ritiro dai prossimi tornei ne sono un segnale. Già nel momento in cui si era fatto male per la prima volta, Alcaraz ha avvertito un dolore improvviso che è andato peggiorando progressivamente durante il resto del match. E infatti forse la prosecuzione della partita ha poi peggiorato le cose. La diagnosi successiva, ovvero l'infiammazione del tendine del mignolo con coinvolgimento del fibrocartílago triangolare, ha fatto capire allo staff che non era un semplice stiramento, ma una lesione più insidiosa tipica del tennis (e di sport con rotazione del polso).

I rischi e le insidie di questo tipo di infortuni sono molteplici. In primis, la perdita di stabilità. In questo caso il polso può sembrare "debole" durante i movimenti di rotazione e si può avvertire uno scatto meccanico o un senso di cedimento. A lungo termine, l'instabilità porta a un'usura precoce della cartilagine. Per questo motivo il riposo ad oggi resta l'unica soluzione senza rischiare di forzare in partita la parta interessata.