Fausto Gresini non ce l'ha fatta. Nella convulsa serata di lunedì 23 febbraio sia il figlio Lorenzo sia la Gresini Racing avevano smentito ufficialmente la terribile notizia della morte di Fausto, divulgata da diversi organi di stampa e che aveva creato più che una semplice confusione. La situazione era sempre grave, causa Covid, ma le condizioni sono peggiorate nelle ultime ore. "Il suo giorno non è oggi" aveva scritto il figlio Lorenzo solo poche ore fa, per poi confermare la terribile notizia della scomparsa del padre.

Dopotutto si è sempre saputo, Fausto Gresini è stato un combattente e lo ha dimostrato anche nell'impari lotta contro il Covid. Sia nelle ultime ore della sua vita, così come quando gareggiava o quando ha deciso di rimanere nel mondo dei motori con la scuderia che porta il suo nome, la ‘Gresini Racing', dal 1997, quando per la prima volta si affacciò sui circuiti mondiali ottenendo subito considerazione e vittorie. Ha sempre avuto campioni di razza tra i propri piloti, da Daijiro Kato che regalò il primo successo nel 2001 (250cc) a Toni Elias, Sete Gibernau, Marco Melandri, Alex Barros, Loris Capirossi, Colin Edwards e Marco Simoncelli.

Il 23 ottobre 2011 sulla pista di Sepang, il terribile incidente che costò la vita a Marco Simoncelli, mentre era alla guida della sua Honda, correndo per il Team Gresini dall'anno prima ma ottenendo una fornitura ufficiale del team HRC. Un colpo terribile per tutti e per Fausto Gresini che fu particolarmente coinvolto dalla tragedia. Il due volte campione del Mondo non dimenticò mai Simoncelli: "Marco era speciale, era un puro. Non l'ho mai visto arrabbiato, mai un momento sopra le righe. Ho avuto tanti campioni ma lui era unico, sapeva fare squadra, aveva una parola sempre per tutti" dirà al primo Motor Show del 2012, il primo dopo la scomparsa del pilota 24enne: "Nulla sarà più come prima senza di lui".