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Perché Mercedes ha ritirato il ricorso per Russell nel GP di F1 a Monaco: cosa dice il regolamento FIA

Il Team di Brackley ha preferito rinunciare all’istanza: ha capito che per limiti regolamentari sarebbe stato impossibile sanare la posizione di George Russell come Pierre Gasly.
La Mercedes ha ritirato il ricorso per Russell a Monaco.
La Mercedes ha ritirato il ricorso per Russell a Monaco.

La Mercedes ha ritirato la richiesta di revisione presentata alla FIA dopo il Gran Premio di Monaco 2026 per la sanzione inflitta a George Russell. Il Team sperava di ottenere una rivalutazione della penalità che aveva compromesso la gara del britannico (scivolato in 12ª posizione), ma alla fine ha scelto di non proseguire con la procedura prevista dal right of review. Perché la squadra di Brackley ha deciso di fare marcia indietro? A differenza di Alpine e Pierre Gasly (che hanno visti accolti istanza, restituzione del 3° posto sul podio e punti), ha capito che l'esito sarebbe stato sfavorevole per un motivo essenziale: un appello del genere non ha il potere di cancellare in toto provvedimenti che sono stati già scontati durante una corsa. Nel caso specifico si trattava di una drive-through subita in gara e oltretutto conseguenza di uno sbaglio commesso dalla stessa Mercedes: non aver gestito correttamente l'esecuzione della penalità precedente (i 5 secondi per aver superato i limiti di velocità in pit-lane) a causa di una comunicazione errata durante il successivo pit-stop.

La vicenda era nata perché la FIA aveva riconosciuto, su istanza di Alpine, che il sistema utilizzato per calcolare la velocità in pit-lane era viziato da un difetto di misurazione della distanza effettiva. Proprio questo elemento s'era rivelato decisivo per ottenere la revisione della sanzione imposta al pilota francese.

Perché la Mercedes ha ritirato il ricorso

L'Articolo 14.1 del Codice Sportivo Internazionale (ISC) della FIA disciplina il diritto di revisione (right of review) qualora venga scoperto un nuovo elemento significativo e rilevante non disponibile al momento della decisione originale. La Mercedes ha inizialmente ritenuto che ci fossero margini per far valere le proprie ragioni partendo da due punti fermi: la scoperta dell'errore di misurazione della pit-lane costituiva il "nuovo elemento"; la decisione presa su Gasly creava un pericoloso precedente di disparità di trattamento.

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Limiti regolamentari, però, rendono molto difficile spuntarla per casi come quello di Russell. Perché? I casi di Alpine e Mercedes presentavano differenze sostanziali sebbene si fondassero sullo stesso presupposto (l'errore di misurazione). Ma la drive-through successiva è una decisione separata, scaturita dal comportamento della squadra che ha servito male in pista la prima sanzione (quella dei 5 secondi per la violazione del limite di velocità in pit-lane). Il right of review può sì eventualmente correggere una decisione dei commissari se ci sono nuovi fatti rilevanti, ma non sanare tutta la sequenza di eventi quando una parte della penalità è stata già espiata in gara.

Ecco perché, dopo il confronto con F1 e FIA, la Mercedes ha optato per una ritirata strategica, consapevole di non poter trarre alcun beneficio. "La nostra successiva discussione congiunta con la FIA e la Formula 1 ha dimostrato la loro determinazione a esaminare le circostanze eccezionali emerse durante il Gran Premio di Monaco e ad affrontare in modo proattivo i fattori che le hanno causate – si legge nella nota ufficiale -. Alla luce di questa chiara decisione, abbiamo concluso che proseguire con la nostra richiesta di ricorso non gioverebbe né alla nostra squadra né allo sport e pertanto abbiamo ritirato la nostra istanza". In buona sostanza, si sono trovati davanti a muro invalicabile.

Che differenza c'è con le posizioni di McLaren e Red Bull

McLaren e Red Bull non si sono appellate al diritto di revisione ma si sono rivolte alla Corte d'Appello Internazionale della FIA impugnando la revoca della penalità a Pierre Gasly e, di conseguenza, sia della classifica finale sia dell'attribuzione dei punti. I Team denunciano una palese disparità di trattamento sulla base di questa considerazione: se è possibile cancellare una penalità post gara a causa di un errore di misurazione nella pit-lane, perché non è stato fatto lo stesso per tutti gli altri piloti coinvolti loro malgrado in una violazione di cui non erano direttamente responsabili? L'ultima parola spetta alla Corte d'Appello.

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