Perché la FIA ha punito Hamilton ma non Leclerc: la differenza che ha deciso il GP F1 in Belgio

Due contatti in apparenza simili, Hamilton–Russell e Leclerc–Piastri. Due decisioni differenti: penalità per il britannico della Ferrari ma non per il compagno di scuderia. I verdetti dei commissari di gara durante il Gran Premio di F1 in Belgio fanno discutere sia per essere stati valutati in maniera diversa sia perché l'interpretazione ha avuto un peso importante sull'esito della gara: il sette volte campione del mondo ha chiuso quarto, il monegasco ha sfiorato la vittoria (andata a Kimi Antonelli) e conservato il podio.
Come si spiega una scelta del genere? Nel primo caso Sir Lewis è stato ritenuto "interamente responsabile" di aver provocato con la sua manovra (al netto di tutte le attenuanti che gli sono state riconosciute) il ritiro dell'altro pilota che "aveva acquisito una sovrapposizione sufficiente da avere diritto allo spazio di gara". Nel secondo il duello, invece, le azioni dei driver sono state ritenute serrate ma entro i limiti del regolamento a conferma di come, nelle analisi della direzione gara, non sia sufficiente un semplice contatto perché scatti una penalità: decisivi restano il grado di responsabilità del pilota, lo spazio lasciato all'avversario e le conseguenze prodotte dall'episodio. Tutti fattori aggravanti per Hamilton e non per Leclerc.
Il contatto tra Leclerc e Piastri, perché il monegasco non è stato penalizzato
Non ha provocato deliberatamente il contatto. È la stima dei commissari di gara che ha permesso a Leclerc di competere per il successo a Spa-Francochamps e chiudere almeno secondo.
L'episodio è avvenuto all'ottavo giro. Leclerc difendeva la posizione dagli attacchi della McLaren di Piastri sul rettilineo del Kemmel e all'ingresso di Les Combes. In frenata prima della curva, il ferrarista ha costretto l'avversario a superarlo all'esterno, provocando un leggero contatto e danni all'altra vettura. Nel Team Radio l'australiano si è sfogato incolpando il driver del Cavallino, sostenendo che grazie alla sua azione aveva evitato un "incidente di grandi proporzioni". Ma nel verdetto della FIA la versione dei fatti è stata ricostruita in maniera diversa: Piastri non aveva "alcuna possibilità" di completare il sorpasso all'esterno e Leclerc non lo aveva spinto deliberatamente fuori pista perché percorreva la traiettoria ideale.
"Nell'avvicinamento alla curva 5, la vettura 81 ha tentato di sorpassare la vettura 16 all'esterno – si legge nel rapporto ufficiale dei commissari FIA -. La vettura 81 aveva una certa sovrapposizione con la vettura 16, ma l'asse anteriore della vettura 81 non era davanti all'asse anteriore della vettura 16 e non c'era alcuna possibilità che la vettura 81 completasse il sorpasso da quella posizione".

Nonostante la manovra aggressiva, i commissari hanno ritenuto che il monegasco avesse mantenuto il controllo della vettura e lasciato spazio sufficiente all'avversario, escludendo quindi qualsiasi responsabilità disciplinare.
"Secondo quanto stabilito dai commissari di gara, la vettura 16 non ha deliberatamente spinto la vettura numero 81 fuori pista. La vettura 16 ha seguito la traiettoria ideale prima dell'ingresso della curva 5, spostandosi leggermente a sinistra per affrontare la curva e provocando un contatto laterale tra le due vetture. Date le circostanze, i commissari hanno deciso di non intraprendere ulteriori azioni"
Non c'erano gli estremi per configurare una guida pericolosa o una manovra irregolare, motivo per cui l'episodio non è nemmeno finito sotto investigazione formale.
Perché Hamilton è stato penalizzato per l'incidente con Russell: la differenza del caso
La differenza principale tra i due casi è proprio nelle conseguenze e nella dinamica dei contatti. Nel duello Leclerc-Piastri c'è stato un contatto lieve, senza perdita di controllo, danni o uscita di pista per il pilota McLaren.

Nel caso Hamilton-Russell, invece, la manovra del sette volte campione del mondo ha provocato il testacoda della Mercedes e il conseguente ritiro del britannico, un elemento che ha portato i commissari a individuare una responsabilità chiara, infliggendogli una penalità di cinque secondi. Il pilota Mercedes ha ridimensionato le colpe del britannico, spiegando che la sua vettura era fortemente penalizzata da problemi di potenza ("ero più lento di una F2"). Una dichiarazione che, pur alleggerendo la posizione di Hamilton sul piano mediatico, non ha modificato la valutazione della FIA.