Borja Iglesias dà la mano a Trump alla premiazione dei Mondiali per “evitare la prigione”: ma non lo guarda in faccia

Borja Iglesias alla vigilia della finale dei Mondiali 2026 ci aveva scherzato sopra ma non troppo, anticipando che al momento della consegna delle medaglie avrebbe stretto la mano a Donald Trump, perché "non voglio finire in prigione".
"La gente sa benissimo cosa penso, ma non credo che questo sia il momento di creare polemiche – aveva aggiunto il 33enne attaccante del Celta Vigo – Spero di incontrarlo in un momento in cui saremo tutti molto felici, e che tutto passi in fretta e io possa dimenticarlo…".
Borja Iglesias alla fine dà la mano a Trump, ma non lo degna di uno sguardo
E tutto è andato esattamente così: la Spagna ha battuto l'Argentina e si è laureata campione del mondo, dunque sì, il momento era di massima felicità. E Borja ha minimizzato più che poteva la portata del gesto della mano data a Trump, neanche guardandolo in faccia e passando oltre molto velocemente.
Reduce da una stagione da 18 gol, l'esperto attaccante non è entrato in campo durante la finale, ma ha comunque dato il suo contributo nel corso del torneo, giocando 73 minuti in tre presenze. Il momento topico per lui è arrivato al momento della premiazione, alla luce di quello che aveva detto nelle ore precedenti e delle sue idee, più volte espresse in passato e decisamente diverse da quelle del presidente americano, appoggiando Borja i manifestanti pro Palestina, dipingendosi le unghie di nero a sostegno del movimento Black Lives Matter e prendendo posizione contro l'omofobia.
Il cerimoniale di consegna delle medaglie dopo la finale dei Mondiali vinta dalla Spagna sull'Argentina
Il cerimoniale di premiazione delle due squadre dopo il fischio finale prevedeva che sfilassero prima i calciatori argentini davanti a Infantino e Trump per ricevere le medaglie d'argento. Qualcuno dei nazionali dell'Albiceleste non ha dato la mano a Donald, ma questo era giustificato dall'alternarsi della consegna delle medaglie tra lui e il capo della FIFA, né il presidente statunitense è rimasto mai con la mano sospesa.
Insomma, il video che gira sul ‘Cuti' Romero che non avrebbe dato apposta la mano a Trump non ha alcun fondamento. Basta rivedere tutta la sfilata dell'Argentina per vedere che non è il solo, proprio per il motivo detto sopra.
Diverso è stato il caso della Spagna: lì la sfilata dei calciatori iberici è stata molto più lenta e le strette di mano sia a Infantino che a Trump erano scolpite nel copione, anche perché il presidente allungava sempre la mano. Insomma, non contraccambiare la stretta sarebbe stato uno scandalo in mondovisione.
Borja Iglesias ci ha pensato un attimo e ha deciso che non era il caso di sollevare un polverone che avrebbe inevitabilmente offuscato il momento di gioia dei suoi compagni. E allora via con la stretta di mano a Trump, il più velocemente possibile. E però guardarlo in faccia… anche no.