La FIA ammette l’errore su Leclerc al GP F1 in Belgio: andava penalizzato, esplode il caso Hamilton

La FIA ha ammesso l'errore: Charles Leclerc andava penalizzato per la manovra e il tocco con Oscar Piastri durante l'ultimo Gran Premio del Belgio. Quella decisione archiviata abbastanza in fretta come normale contatto di corsa è stata sbagliata e fa tanto più rumore perché del tutto squilibrata rispetto al trattamenti ricevuto dall'altro ferrarista, Lewis Hamilton, punito per l'incidente di gara che mise George Russell fuori causa. Già allora si ebbe l'impressione che l'interpretazione dei commissari fosse stata ingiusta, eccessivamente severa nei confronti del britannico e, soprattutto, incomprensibile se rapportata all'indulgenza adottata verso il monegasco. Il chiarimento è avvenuto nel corso della riunione con i piloti in Ungheria, in uno dei due briefing annuali programmati dalla federazione. A masticare amaro non è solo Sir Lewis ma anche la McLaren e il suo driver australiano, che a Spa-Francorchamps s'era lamentato vivacemente nel Team Radio per la condotta di Leclerc.
A rendere ancora più curioso il quadro c'è anche un altro dettaglio. Hamilton è stato uno dei piloti assenti alla riunione organizzata per analizzare gli episodi dello scorsa tappa del Mondiale. L'incontro avrebbe dovuto rappresentare anche l'occasione per approfondire le motivazioni della penalità ricevuta dal sette volte campione del mondo, ma il britannico ha scelto di non partecipare.

La FIA cambia versione: il ferrarista andava punito
Gli steward hanno riconosciuto che la decisione presa durante la gara non è stata quella corretta. L'incidente si è verificato nelle prime fasi del GP del Belgio, quando Leclerc accompagnò Piastri verso l'esterno della curva, costringendo il pilota McLaren a uscire dalla pista. La direzione gara stabilì che non fosse necessario alcun provvedimento, il motivo? Sostenne che l'australiano non fosse abbastanza affiancato per avere diritto allo spazio in curva.
Dopo il confronto con i piloti, c'è stato il clamoroso dietrofront: gli steward hanno ammesso che la Ferrari numero 16 avrebbe dovuto essere ritenuta responsabile del contatto e sanzionata. Del resto, prima che la FIA facesse ammenda, era stato lo stesso Leclerc a riconoscere di essere "andato un po' troppo oltre" e di aver tenuto uno stile di guida particolarmente aggressivo.
Il confronto con il caso Hamilton alimenta le polemiche
L'ammissione pesa ancora di più perché arriva dopo le forti critiche ricevute per la disparità di trattamento rispetto all'incidente che ha coinvolto Lewis Hamilton e George Russell. Hamilton era stato infatti ritenuto responsabile del contatto e aveva ricevuto una penalità di cinque secondi nonostante lo stesso pilota Mercedes lo avesse "scagionato". L'inglese spiegò che la causa vera di quel testacoda era da ricercare in altro: ovvero, nella perdita di potenza progressiva della sua vettura, un vuoto di energia che aveva smorzato le prestazioni della monoposto, rendendo inerme qualsiasi tentativo del pilota di difendersi dagli attacchi dei rivali in pista.

A peggiorare le cose, poi, fu il metro di giudizio più "morbido" nei confronti di Leclerc, uscito indenne da un episodio molto simile. Perché quella valutazione così strana? Nel duello Leclerc-Piastri venne riconosciuto un contatto lieve, senza perdita di controllo, danni o uscita di pista per il pilota McLaren. Nel caso Hamilton-Russell, invece, l'azione del ferrarista fu ritenuta decisiva per il testacoda della Mercedes e il conseguente ritiro dell'inglese.