Mercedes scopre il problema di Russell: così un guasto al software ha frenato la sua rincorsa al titolo

Un'anomalia nel software per la gestione dell'energia della power unit. Né motore endotermico, né componente elettrica, né lo stile di guida di George Russell. È questo il problema che la Mercedes è riuscito (finalmente) a risolvere rilasciando una correzione al sistema che governa la vettura del britannico. Adesso il Gran Premio d'Ungheria F1 può essere affrontato con un'altra prospettiva. È una notizia che va ben oltre il semplice aggiornamento tecnico, perché riguarda uno dei temi che stanno segnando la stagione 2026: il progressivo crollo delle ambizioni iridate del driver, frustrato anche per il terreno perso nel duello ravvicinato con il compagno di scuderia. In attesa del riscontro in pista, un primo nodo è stato sciolto considerato che finora il Team di Brackley aveva esaurito tutte le spiegazioni plausibili.
Perché la monoposto dell'inglese ha problemi tecnici così gravi e un tasso di competitività inferiore rispetto a quella di Kimi Antonelli? La gara di Spa-Francorchamps aveva lasciato una ferita aperta: lo sfogo (censurato in diretta) del pilota britannico, i rilevamenti sulle prestazioni e il testacoda che lo ha messo fuori causa (complice un contatto con Hamilton) hanno alzato l'asticella della crisi ed eroso la pazienza. Ma ora il caso dovrebbe essere rientrato.
Il problema scoperto dalla Mercedes: perché Russell perdeva velocità
A Spa Russell aveva denunciato per tutto il weekend una perdita anomala di prestazioni sui rettilinei. In qualifica aveva parlato di un deficit che gli costava diversi decimi al giro, mentre in gara il problema si è ripresentato in modo ancora più evidente. La spiegazione trovata dagli ingegneri Mercedes riguarda il software che controlla la strategia di recupero dell'energia.
In alcune condizioni il sistema raggiungeva troppo presto il limite di recupero nella prima curva e inficiava la gestione della batteria per il resto del giro. Gli effetti erano devastanti tenendo conto delle ricadute in pista: una disponibilità di energia inferiore rispetto alle altre vetture nei lunghi rettilinei. S'è visto in maniera anche più lampante proprio nell'ultimo GP in Belgio.

La frase usata dall'inglese per descrivere il disagio provato a causa di una vettura che sente "morire sotto" (come si dice in gergo) è quella pronunciata domenica scorsa, dopo il ritiro ("ero più lento di una F2"). E il fatto stesso che a pagare fu Hamilton (ritenuto unico responsabile del contatto) mascherò in parte l'ennesima falla che s'era aperta nell'affidabilità dell'auto. I dati raccolti nei weekend successivi hanno confermato quella lettura. Le differenze di prestazioni con Kimi Antonelli sono rimaste e, soprattutto, non sono risultate coerenti con il solo stile di guida. Per questo motivo Mercedes ha acceso i riflettori sull'avaria tecnica (come spiegato da The Race) che pregiudicava il sistema elettrico della monoposto.
Cosa è successo a Russell: il Mondiale inceppato tra Silverstone e Spa
Fino al Gran Premio d'Austria sembrava che Russell avesse ripreso in mano il campionato. La vittoria al Red Bull Ring gli aveva consentito di rilanciare la sfida a Kimi Antonelli, dimostrando che il potenziale della Mercedes era ancora da titolo. Poi qualcosa è cambiato. Già a Silverstone il britannico aveva iniziato a lamentare un'anomala perdita di prestazioni in rettilineo. A Spa-Francorchamps la situazione è diventata impossibile da ignorare.
La causa di quel gap inizialmente inspiegabile era un'anomalia del software che gestiva il recupero e l'erogazione dell'energia della power unit. È questo il motivo per cui la gara del prossimo GP in Ungheria rappresenta un passaggio decisivo per capire se può tornare competitivo. Per Russell è probabilmente l'ultima occasione per rilanciarsi nella rincorsa al titolo.