
L‘inchiesta sugli arbitri italiani vive un'altra giornata importante, con news e aggiornamenti in tempo reale. Al momento gli indagati sono 5 e appartengono tutti alla categoria arbitrale, ovvero il designatore Rocchi, l'ex supervisore VAR Andrea Gervasoni, entrambi autosospesisi, e alcuni assistenti VAR. L'avvocato difensore di Rocchi ha annunciato ufficialmente che il suo assistito non si presenterà all'interrogatorio davanti ai magistrati e alla Guardia di Finanza. L'indagine si è allargata a 29 club coinvolti tra Serie A e Serie B, anche se nessuna società, Inter compresa, è indagata, così come non lo sono dirigenti o tesserati. L'intercettazione ambientale di Rocchi al Meazza sulle presunte designazioni favorevoli all'Inter sarebbe avvenuta con altre persone del mondo arbitrale. Nelle scorse ore si è parlato dell'esistenza di un possibile sistema "Gioca Jouer", con riferimento ai presunti gesti fisici utilizzati da Rocchi e altri all'esterno delle stanze VAR di Lissone per indirizzare le scelte dei "moviolisti". Niente da fare intanto per Antonio Zappi: il Collegio di Garanzia del CONI ha respinto il ricorso contro i 13 mesi di squalifica comminatigli, e quindi decade da presidente dell'AIA. Dino Tommasi è il nuovo designatore.
Oggi le prime designazioni del designatore ad interim Dino Tommasi
Al posto dell'auto sospesosi Rocchi è stato scelto Dino Tommasi, che sarà il designatore ad interim per queste ultime giornate di campionato di Serie A e Serie B. Le sue prime designazioni verranno rese note attorno a mezzogiorno. Tommasi ha fatto la sua prima apparizione da designatore in Open VAR e prima di iniziare ha rivolto un pensiero affettuoso a Rocchi e Gervasoni.
Gervasoni sarà sentito domani dai PM milanesi: parlerà, scelta diversa da Rocchi
A differenza di Gianluca Rocchi, Andrea Gervasoni ha deciso di presentarsi domani, giovedì 30 aprile, alla Procura di Milano per essere interrogato in veste di indagato nell'inchiesta sugli arbitri: il supervisore VAR è accusato di "frode sportiva in concorso".
"Si capisce con chi parla": il PM sicuro con chi discuteva Rocchi per le designazioni
Non c'è il nome dell'Inter e nemmeno alcun suo tesserato quindi è confermata l'assenza di indagati del club nerazzurro. Eppure, nelle carte del PM appare una frase attorno ai tanto chiacchierati "colloqui" a San Siro dell'oramai ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi: "Si capisce con chi parla" hanno spiegato gli inquirenti che avrebbero in mano una intercettazione ambientale a San Siro in cui si sente Rocchi discutere con altri soggetti. Un elemento "chiave" per l'intera inchiesta visto che l'accusa è "frode sportiva in concorso" ed è fondamentale avere e sapere gli interlocutori. Che, sempre secondo indiscrezioni vicino agli inquirenti, sarebbero altri esponenti dell'AIA. "Il focus è quello del mondo arbitrale", è la seconda frase che potrebbe confermare in modo più che decisivo l'estraneità dell'Inter in tutta questa vicenda,
C'è già il dopo Zappi: è Nicola Rizzoli, pronto ad assumere il ruolo di Commissario AIA
La conferma della squalifica di Zappi da capo degli arbitri, ha aperto la immediata corsa alla successione con voci e nomi che si susseguono mentre l'inchiesta sull'AIA prosegue. Con un profilo che sembra poter accontentare subito e tutti: Nicola Rizzoli che potrebbe assumere il ruolo di commissario che avrebbe il compito di indicare i nuovi designatori dopo l'aito esclusione da parte di Gianluca Rocchi subito dopo l'avviso di garanzia e le accuse di presunta frode sportiva.
L'intercettazione ambientale di Rocchi a San Siro sarebbe con persone del mondo arbitrale
I titolari dell'inchiesta milanese sugli arbitri sono convinti di aver capito con chi parlava Gianluca Rocchi al Meazza il 2 aprile del 2025 allo scopo di "combinare" (come si legge nell'avviso di garanzia) designazioni favorevoli all'Inter: sarebbero altri elementi del mondo arbitrale, nessuna persona riconducibile alla società nerazzurra.
Mourinho: "Non c'è fumo senza fuoco... io ho combattuto il sistema"
L'"Arbitropoli" all'italiana sta facendo discutere l'intero mondo del calcio, anche a livello internazionale. E sul tema si è espresso anche chi con i fischietti non ha mai avuto sempre un rapporto idilliaco e può parlarne ancor più con competenza avendo allenato in Serie A: Josè Mourinho. Che su quanto sta accadendo ha un'idea precisa, senza però aggiungere ulteriormente polemiche sul caso: "Mi sono fatto un'idea ma a me non piace fare colpevoli prima che la giustizia si esprima" ha detto in esclusiva a Sportmediaset. "In Portogallo si dice che non c'è il fumo senza il fuoco, però… speriamo. Io ho fatto battaglie più contro il sistema che contro gli arbitri".
L'avvocato Viola: "Scudetto Inter? Al momento i tifosi possono festeggiarlo serenamente"
Di fronte a quanto sta accadendo in queste ore, molti tifosi nerazzurri si sono domandati se fosse il caso di festeggiare in modo dimesso l'imminente tricolore numero 21. L'ombra delle indagini, il sospetto di un coinvolgimento, l'ansia di vedersi togliere un titolo: tutte preoccupazioni che ad oggi, di fronte agli ultimi aggiornamenti, sembrano essere stati spazzati via. Nessuna "nuova Calciopoli", nelle carte del PM non risultato indagati Inter: "Stiano sereni, se non vi saranno novità" assicura l'avvocato Viola in esclusiva a Fanpage, "possono festeggiare tranquilli. Anche se si deve seguire l'evoluzione delle indagini fino alla fine"
L'ex arbitro Gavillucci a Fanpage: "Se sbagli, perdi tutto"
L'ex fischietto Claudio Gavillucci ha rilasciato dichiarazioni in esclusiva ai microfoni di Fanpage, in modo diretto sulle criticità dell'organizzazione. Ha toccato i nodi più sensibili legati all'indipendenza assente, alle pressioni economiche esistenti e alla credibilità delle decisioni in campo che vengono, giocoforza, condizionate: "Il problema maggiore è strutturale. Esistono due criticità principali: la dipendenza economica e quella tecnica: se sbagli rischi davvero di perdere tutto. E sono vicino ai miei ex colleghi".
Le notizie di oggi sul caso Rocchi e l’inchiesta arbitri dell’Inter
Mentre Dino Tommasi assume ufficialmente il ruolo di nuovo designatore per fronteggiare l'emergenza, il terremoto che ha colpito l'AIA continua a far tremare i vertici del calcio italiano. La giustizia sportiva ha infatti sancito la decadenza di Antonio Zappi dalla presidenza dell'Associazione, dopo che il Collegio di Garanzia del CONI ha respinto in via definitiva il suo ricorso contro i 13 mesi di inibizione. Sul fronte dell'inchiesta penale, invece, la notizia più eclatante riguarda la strategia difensiva di Gianluca Rocchi: l'ex designatore, autosospesosi al pari dell'ex supervisore VAR Andrea Gervasoni, ha fatto annunciare dal proprio avvocato che diserterà l'interrogatorio fissato con magistrati e Guardia di Finanza.
Al momento il registro degli indagati conta cinque nomi, tutti legati esclusivamente al mondo arbitrale e alla sala VAR di Lissone. Proprio all'interno di quella stanza, secondo le accuse dell'ex assistente Domenico Rocca da cui è scaturito l'esposto, Rocchi avrebbe utilizzato un curioso sistema a gesti per pilotare silenziosamente le decisioni dei moviolisti. Sebbene l'indagine si sia recentemente allargata fino a passare al setaccio i rapporti con ben 29 club tra Serie A e Serie B, gli inquirenti tengono a precisare un punto fondamentale: nessuna società, Inter inclusa, e nessun dirigente o tesserato figura attualmente sotto inchiesta.