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Caso arbitro Rocchi

L’avvocato Viola: “I tifosi dell’Inter ad oggi stiano tranquilli, possono festeggiare lo Scudetto”

Abbiamo sentito in esclusiva a Fanpage l’Avvocato Luca Viola, esperto di diritto sportivo, che ha smontato il caso mediatico per restituire una fotografia della realtà giuridica nitida e chiara: “I tifosi possono festeggiare ad oggi, non essendoci indagati. Anche se quando finisci sulla stampa, in Italia, sei già colpevole”
Intervista a Dott. Avv. Luca Viola
Co-Founder di Lexpertise Legal Network specializzato in Diritto Sportivo
A cura di Alessio Pediglieri
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Mentre il popolo interista si prepara a festeggiare l'imminente Scudetto numero 21, l'inchiesta penale che ha coinvolto in primis il designatore Gianluca Rocchi ha riacceso istantaneamente il mai sopito spirito campanilistico italiano. Alimentando dubbi, timori e il fantasma di una "nuova Calciopoli" evocato troppo in fretta dai tribunali dei social network. In questo clima di incertezza e ricostruzioni frammentarie, abbiamo interpellato l’Avvocato Luca Viola, esperto di Diritto Sportivo, che ha fatto chiarezza a Fanpage su una vicenda complessa che si muove su tre binari distinti: penale, sportivo e civile.

Il dato di partenza è inequivocabile: ad oggi, l'Inter è totalmente estranea ai fatti. Non vi sono indagati tra i tesserati, né responsabilità dirette o indirette riconducibili alla società: "I tifosi possono festeggiare in caso di vittoria", rassicura l’Avvocato Viola, sottolineando come lo scenario di vent'anni fa sia, allo stato attuale, solo un lontano ricordo sfiorato ma mai concretizzato. Tuttavia, il diritto insegna che la prudenza è d’obbligo. Se da un lato il campo ha decretato il suo verdetto sovrano, dall'altro la giustizia sportiva ha tempi e logiche proprie. Tra l'attesa per le audizioni del 30 aprile e la possibilità che la Procura federale riapra il fascicolo una volta acquisiti gli atti della magistratura ordinaria, la partita burocratica resta aperta, sebbene al momento, priva di minacce concrete per l'Inter.

Nelle dichiarazioni che seguono, l'Avvocato Viola smonta il caso mediatico per restituirci la fotografia nitida della realtà giuridica: dalla definizione di "frode sportiva" all'importanza della lealtà e della terzietà arbitrale sancita dall'articolo 42 dell'AIA. Un’analisi necessaria per chi vuole guardare oltre il "processo mediatico" dove, come ricorda Viola, "quando finisci sulla stampa… sei già colpevole".

Partiamo dalla cronaca, Avvocato, e andiamo subito al punto: i tifosi nerazzurri possono festeggiare tranquillamente lo Scudetto 2025-2026?
Ad oggi sì, possono festeggiare in caso di vittoria, perché è stato confermato che non vi siano indagati lato società e squadra. Ma bisognerà comunque attendere ancora per la serenità definitiva.

Cioè?
Aspettiamo comunque le audizioni del prossimo 30 aprile e ascolteremo cosa diranno gli indagati e se vi saranno eventuali riferimenti alla società [per il solo capo di imputazione su eventuali pressioni nelle designazioni arbitrali, ndr]. Dopo di che si potrà restare tendenzialmente tranquilli.

Perché tendenzialmente?
Bisognerà comunque attendere l'evoluzione del processo in tutte le sue fasi, con eventuali appelli e Cassazione, e, ove dovessero emergere responsabilità di nuovi soggetti in corso di causa, il processo potrebbe subire un allargamento della platea degli imputati.

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Ma possiamo sostenere, ad oggi, che una "nuova Calciopoli" sia stata solamente sfiorata e non vi è lo stesso scenario di 20 anni fa?
In sostanza sì, se quanto emerso finora non muterà. I tifosi possono stare tranquilli. Senza indagati ad oggi non è contestata alcuna responsabilità della società, dei suoi tesserati e nemmeno di persone terze collegate all'articolo 6 comma 5 del Codice di Giustizia Sportiva FIGC. In caso contrario si sarebbe potuto riproporre lo scenario ricordato, che avrebbe potuto riportare alla ribalta i rischi conosciuti: penalizzazione, ora o sulla prossima stagione, e sospensione, non assegnazione o anche revoca dello scudetto assegnato.

Ed è anche corretto sottolineare che, ad oggi, non c'è un'inchiesta sportiva: questa è un'inchiesta che riguarda la giustizia ordinaria di natura penale, corretto?
Assolutamente sì, per quanto a noi oggi noto. Il procedimento aperto dalla Procura della Repubblica contesta la possibile o potenziale commissione di un reato a livello penale da parte di Rocchi e da parte di altri, si parla infatti di "concorso".

Cosa vuol dire un reato?
Significa che lo Stato indaga per valutare se questi soggetti abbiano posto in essere una condotta illecita che li porterà ad una pena che può essere anche la reclusione, come previsto dall'art. 1 L. 401/1989 in caso di compimento di una frode sportiva.

Dunque, si deve ragionare su due livelli differenti, quello penale e poi quello sportivo?
Noi qui abbiamo non due, ma tre piani su cui dobbiamo ragionare. Il primo è il piano penale, perché è quello di cui si parla oggi, essendo stata aperta un'indagine da parte della Procura della Repubblica. Poi abbiamo la responsabilità sportiva, che è indipendentemente da come andrà il penale. Infatti, a seconda delle condotte contestate,  la Procura Federale FIGC potrebbe comunque riaprire il caso e ciò anche in caso di archiviazione penale. Dico "riaprire" perché ho appreso che ne avesse già aperto uno, in precedenza, che è stato archiviato. E poi c'è il piano civile: perché se hanno posto in essere un reato, qualcuno ne potrebbe aver subito un danno.

E chi è che può aver subito un danno e quindi rivalersi?
Le squadre avversarie, ma non solo. Diversi soggetti, ad esempio: la Federazione per un danno reputazionale, la Lega per l'alterazione della competizione, lo sponsor che ha visto la sua squadra perdere anziché vincere. Tornando ai tre piani precedentemente elencati, nel penale sarà il PM che dovrà provare la volontarietà di compiere l'azione, cioè non il semplice errore nella designazione, ma dovrà provare la volontà o l' interesse all' alterazione della competizione sportiva.

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E quindi si potrebbe parlare in quel caso di frode sportiva?
Bisognerà attendere la sentenza in cui sarà accertata la prova o meno del commesso reato ai sensi dell'articolo 1 della legge 401/89, che è esattamente la norma che definisce e punisce il reato di frode in competizioni sportive ed attendere che diventi definitiva al termine dei diversi gradi di giudizio. Ricordiamo nuovamente che alla Procura sportiva della FIGC può non interessare che ci sia stato  realmente un danno o più in generale l'esito del procedimento penale. È sufficiente la violazione del codice etico o dell'articolo 42 del regolamento dell'AIA, che è l'Associazione Italiana degli Arbitri.

E cosa dice l'articolo 42 dell'AIA che potrebbe essere stato violato?
L'articolo 42 dice che gli arbitri devono comportarsi con totale lealtà, probità, terzietà imparzialità e quindi, come dire, loro devono essere in grado di garantire la massima assenza di conflitto di interessi, la massima assenza di incompatibilità. Se questa mancanza di garanzia dovesse emergere anche laddove il procedimento penale si concludesse con una archiviazione o una assoluzione, la giustizia sportiva potrà comunque fare il suo corso e decidere al termine del proprio procedimento di sospendere, radiare, o comunque sanzionare con una pena pecuniaria il soggetto o i soggetti ritenuti responsabili secondo il codice di giustizia sportivo.

Per la giustizia sportiva basta solo l'intenzione di voler procurare un reato per poter essere sanzionati?
L'impostazione del sistema lascia ampia libertà alla giustizia sportiva per la quale è sufficiente che la persona non si sia comportata in maniera onesta e leale. Quindi se io ho posto in essere una violazione per mia negligenza, pur non avendo l'intenzione di causare un danno, ho comunque posto in essere un comportamento contrario alla lealtà e proibita' sportiva. In questo caso la condanna sportiva è decisamente molto probabile. Attendiamo sviluppi.

Cosa significa "l'intenzione di porre in essere"?
L'intenzione di porre in essere vuol dire che io sapevo qual era il mio dovere ma intenzionalmente oppure per leggerezza non l'ho fatto, oppure l'ho fatto male. Se poi, nel caso specifico delle possibili interferenze nelle designazioni, il pensiero fosse stato "non volevo proprio avere quel risultato… non volevo arrivare a fare proprio quello, ma volevo comunque aiutare qualcuno", in quel caso la condanna sportiva arriva certamente.

Dunque non conta raggiungere dal punto di vista sportivo l'obiettivo prefissato, ad esempio vincere o far perdere una partita o, ancor peggio, conquistare un trofeo?
Esattamente, perché nonostante io non abbia raggiunto l'effetto desiderato, comunque ho posto in essere un atto che non avrei dovuto compiere per correttezza, equità e lealtà. Quindi se l'ho compiuto prefigurandomi che avrebbe potuto alterare qualcosa, rientriamo in una ipotesi che nel processo sportivo è assolutamente punibile.

Come mai ad oggi, per quello che si sa, l'inchiesta sportiva venne archiviata?
Ho letto che il procedimento sportivo era nato su impulso di un tifoso e avvocato, Marco Croce, evidentemente la Procura Federale ha rilevato che non vi fossero elementi per proseguire sul fronte sportivo.

Ma è una situazione che accade spesso?
Guardi, io sono un procuratore sportivo in altre federazioni, e spesso arrivano segnalazioni di presunti illeciti sportivi e disciplinari. Che cosa faccio? Prendo la segnalazione, ascolto le persone che vengono richiamate nelle segnalazioni e quelle i cui nominativi emergono in corso di indagine, quindi le interrogo e ne faccio verbale. Alla fine, in base a ciò che emerge, decido se gli elementi sono sufficienti per procedere con un deferimento al tribunale disciplinare oppure se procedere con archiviazione..

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Dunque, sul primo procedimento sportivo, non c'erano elementi sufficienti per cui procedere, corretto?
Probabilmente da quello che è emerso, la Procura FIGC ha verificato che non ci fossero prove evidenti, non c'erano dichiarazioni, non c'erano prove documentali, non c'erano intercettazioni, perché la Procura sportiva non può fare intercettazioni, e quindi ha provveduto all'archiviazione. È ovvio però che nel momento in cui la Procura della Repubblica fornisse intercettazioni, perquisizioni o altri documenti, la Procura Federale sportiva potrà fare richiesta di averli e potrà riaprire serenamente il procedimento.

Ma ci sono delle tempistiche precise, nel caso?
Al momento le tempistiche sono quelle dettate dal procedimento penale il cui fascicolo è secretato fino alla conclusione delle indagini. Non appena la Procura Federale avrà conoscenza dei documenti richiesti alla Procura della Repubblica, potrà valutare di riaprire il caso. In tal caso il procedimento sportivo, improntato alla massima celerità, seguirà i tempi del CGS FIGC [il Codice di Giustizia Sportiva della Federazione Italiana Giuoco Calcio, ndr].

Intanto, ora cosa accadrà?
Adesso ci saranno le audizioni, [Rocchi e Gervasoni sono attesi per il 30 aprile, ndr]. È difficile valutare  se la difesa di Rocchi si avvarrà della facoltà di non rispondere in quanto ogni dichiarazione in questa fase ha una grossa eco mediatica. Probabilmente, per non precludere nessuna difesa, tutto potrebbe essere rinviato alla fase processuale.

In che senso?
In teoria nel sistema italiano siamo tutti innocenti finché non siamo condannati. Ma quando finisci sulla stampa, sei già colpevole… quindi, se fossi nell'avvocato di Rocchi, farei uscire delle dichiarazioni col contagocce.

Ora ci potrebbero essere gli elementi nuovi per cui poter riaprire il procedimento sportivo?
Credo proprio di sì. Attendiamo di conoscere i documenti della Procura della Repubblica e poi, ove emergano elementi non conosciuti ai temi dell'archiviazione, sicuramente la Procura sportiva sentirà tutti i soggetti coinvolti. La Giustizia sportiva può disporre interrogatori e acquisizioni documentali, ma non può mai disporre atti invasivi come perquisizioni, sequestri, intercettazioni.

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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