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Caso arbitro Rocchi

Inchiesta arbitri, parla l’avvocato Intrieri: “Vent’anni dopo Calciopoli la mentalità non è cambiata”

L’avvocato Cataldo Intrieri a Fanpage.it analizza l’indagine della Procura di Milano sulle presunte pressioni per le designazioni arbitrali: tra normative e anomalie procedurali, emerge il ritratto di un calcio italiano ancora vittima di logiche che tutti speravano fossero ormai un lontano ricordo.
Intervista a Dott. Cataldo Intrieri
Avvocato penalista del foro di Roma.
A cura di Vito Lamorte
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L'inchiesta della Procura di Milano sulle presunte pressioni per le designazioni arbitrali ha squarciato il velo di apparente serenità del calcio italiano, riportando a galla vecchi fantasmi. Al centro del ciclone è finito il designatore Gianluca Rocchi ma negli ultimi giorni la Procura di Milano ha convocato anche rappresentanti della Lega Serie A e di alcuni club del massimo campionato per fare chiarezza su alcuni rapporti tra squadre e istituzioni.

In questo clima di imbarazzato silenzio mediatico, dopo il clamore nelle prime ore dopo l’uscita della notizia dell’indagine sull’ex designatore, l’avvocato Cataldo Intrieri a Fanpage.it analizza le crepe di un ambiente ancora vittima di logiche che tutti speravano fossero ormai un lontano ricordo. Un dialogo schietto e approfondito, che parte dal diritto per arrivare a tutto ciò che circonda il calcio italiano.

Avvocato Intrieri, che idea si è fatto a dieci giorni dall'esplosione dell'inchiesta di Milano?
"Guardi, io sono un avvocato e un garantista convinto. Quello che mi colpisce di questa vicenda non sono tanto le presunte pressioni in sé, ma il fatto che dopo vent'anni sussista ancora quella che chiamo una ‘mentalità padronale'. Se i club principali hanno ancora questo approccio verso la classe arbitrale, e viceversa, non è affatto confortante".

Dopo il polverone iniziale è piombato quasi il silenzio assoluto: ritiene che sia frutto di una strategia difensiva del sistema calcio o di una precisa scelta comunicativa della Procura?
"C'è un'anomalia procedurale. Oggi le notizie sui procedimenti può darli solo il Procuratore Capo. Invece qui la notizia dell'avviso di garanzia a Rocchi esce tramite l'AGI senza comunicati ufficiali, e subito c’è qualcuno che si affretta a far sapere che non ci sono indagati nell'Inter. Perché non viene fatta una comunicazione ufficiale dal Procuratore Viola? Questo è il quesito che mi pongo io".

Cataldo Intrieri (foto da profilo Facebook).
Cataldo Intrieri (foto da profilo Facebook).

Proprio in merito alla procura di Milano è uscita una nota di agenzia nelle ore successive allo scoppio del caso che faceva riferimento a ‘tensioni’ interne: ammesso che sia vero, crede sia il clima giusto per portare avanti un lavoro simile?
"Sicuramente no ed è una nota che ha fatto riflettere anche me, ma non ci si può basare solo su queste cose. Il silenzio imbarazzato che circonda la vicenda, anche da parte dei media, non contribuisce a risolvere il problema, anzi rafforza la percezione di un sistema che preferisce far finta di niente".

Nelle ultime ore si sta parlando sempre più di intercettazioni che hanno ‘valore di prova" per la Cassazione. Perché, secondo lei, in questo caso specifico si sta cercando di liquidare la situazione preventivamente come irrilevante prima ancora di aver ascoltato il tutto?
"Le intercettazioni in sede penale fanno prova, valgono quasi come confessioni. Però, attenzione: conta il tono. Se non sentiamo l’audio, non capiremo mai se è un’iniziativa di Rocchi che dice ‘questo non lo voglio più tra i piedi' per eccesso di zelo, o se c’è stata una richiesta esplicita. Ma giuridicamente, la frode sportiva è un reato di pericolo: non serve il risultato, basta l'accordo fraudolento".

L’arbitro Rocchi si è autosospeso dal suo ruolo di designatore.
L’arbitro Rocchi si è autosospeso dal suo ruolo di designatore.

Eppure, come ben diceva, su questa vicenda è calato un silenzio molto particolare dopo i primi giorni…
"È un silenzio imbarazzato e infastidito. Di chi pensa: ‘Ma sì, in fondo non è successo nulla di grave, facciamo tutti così'. Ma non è così. Se io, come avvocato, andassi dal Presidente del Tribunale a lamentarmi di un giudice perché non lo voglio in aula, il Presidente mi denuncerebbe. Nel calcio invece sembra che il designatore debba ancora preoccuparsi di non fare una scelta sgradita a qualcuno come le dicevo prima".

È sempre sbagliato fare richiami al passato, perché ogni indagine ha una sua vita, ma il riferimento precedente dei ‘vent’anni’ era a Calciopoli ed è inevitabile tornare con la mente lì. Teme che, come accadde allora, il sistema stia cercando di auto-preservarsi in qualche modo?
"Uso quel termine come pietra di paragone. Non faccio paragoni sulle proporzioni, ma sulla mentalità di fondo sì. Se il numero uno degli arbitri deve ancora porsi il problema della ‘indisposizione’ del club prestigioso, significa che siamo rimasti in un mondo arretrato, prigioniero di vecchi condizionamenti".

Il procuratore federale Chinè e Gianluca Rocchi.
Il procuratore federale Chinè e Gianluca Rocchi.

Una volta che l’indagine è diventata di dominio pubblico si è parlato della richiesta degli atti della Procura FIGC e di Chiné, ma l'indagine è coperta dal segreto investigativo. Se le accuse dovessero essere confermate ritiene che la giustizia sportiva abbia gli strumenti per affrontare uno scandalo di queste proporzioni?
"In merito al segreto investigativo è plausibile che ci siano accertamenti che la Procura di Milano vuole tenere riservati. Aspettiamo di vedere cosa uscirà nei prossimi giorni e come si evolveranno le indagini. In questo momento, da uomo di legge, non sarebbe corretto lanciarsi in commenti avventati".

Oggi è prevista la convocazione di Giorgio Schenone, il club referee manager dell'Inter, lei cosa ne pensa?
"È un passaggio molto importante perché, se fosse vero quanto riportato da diversi media nelle scorse ore, ovvero che il signor Schenone era presente all'incontro di San Siro del 2 aprile 2025, allora la sua posizione sarebbe molto delicata. Nello stesso tempo, però, essendo convocato come testimone, Schenone sarebbe obbligato a rispondere e non avrebbe quelle garanzie di cui ha usufruito Rocchi, che non si è presentato alla convocazione. Adesso attendiamo gli sviluppi e poi capiremo cosa accadrà".

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