Antonio Zappi decade da presidente dell’AIA, il CONI ha respinto il ricorso. Cosa succede adesso

Antonio Zappi decade da presidente dell'Aia dopo la pronuncia odierna del Collegio di garanzia del Coni. Quest'ultimo ha infatti respinto il ricorso di Zappi contro i 13 mesi di squalifica comminatigli in precedenza. Questo secondo quanto scrive l'ANSA in questi minuti. Zappi aveva parlato già poco prima uscendo dal Collegio di Garanzia dello Sport presso il Coni dopo l'udienza durata circa un'ora e mezza.
"A livello sportivo oggi è il grado che ci porterà alla definitività – aveva spiegato -. Valuteremo le motivazioni della sentenza per provare a verificare se ci possono essere ulteriori margini di impugnabilità ed arrivare, eventualmente, a un livello risarcitorio. Spero nell'ultimo grado di giudizio della giustizia sportiva e poi valuteremo l'adozione di ulteriori passaggi: lo meritano i 115 anni dell'associazione". La sua decadenza dovrebbe portare all'apertura della fase di commissariamento dell'AIA che per il momento sarà gestita, come organo, dal Vice Presidente Vicario, Francesco Massini. Gravina potrebbe anche pensare di lasciare in mano il commissariamento al nuovo presidente che verrà eletto il prossimo 22 di giugno.
Come si è arrivati alla decadenza della carica da Presidente dell'AIA per Zappi
Ma come si è arrivati a tutto questo? L'accusa principale mossa dalla Procura Federale nei confronti di Zappi riguardava la violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità. Nello specifico, Zappi fu sanzionato per aver esercitato pressioni indebite per indurre alle dimissioni forzate due figure chiave dell'organigramma tecnico come Maurizio Ciampi (all'epoca responsabile della CAN C) e Alessandro Pizzi (all'epoca responsabile della CAN D). Secondo le carte del tribunale, l'obiettivo di Zappi era quello di forzare un ricambio interno per favorire l'ingresso di nuovi designatori aggirando così le procedure democratiche e gli statuti previsti dalla FIGC.
E così a gennaio 2026 arriva la sentenza di primo grado. Il Tribunale Federale Nazionale (TFN) sanzionò Antonio Zappi con 13 mesi di inibizione. Zappi va avanti e a febbraio 2026 fa ricorso in Appello. Anche in questo caso la Corte Federale d'Appello respinge il ricorso presentato dai legali di Zappi confermando ancora i 13 mesi, ritenendo le modalità utilizzate dal presidente come "sleali" e frutto di un progetto irregolare condotto con piena consapevolezza. Oggi il terzo e ultimo grado della giustizia sportiva che ha respinto definitivamente il ricorso di Zappi. Con una squalifica superiore ai 12 mesi infatti, Zappi decade automaticamente dalla carica di Presidente.