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Caso arbitro Rocchi

L’avvocato di Gervasoni a Fanpage.it: “Quello del pm è un invito a comparire al buio. Siamo perplessi”

Inchiesta sugli arbitri italiani. A chiarire la posizione difensiva di Andrea Gervasoni, oggi supervisore VAR, è il suo legale, Michele Ducci, che analizza i punti più controversi in attesa dell’audizione in Procura in programma il 30 aprile. “Si segnala un concorso di più persone, ma queste altre persone non vengono indicate”.
A cura di Maurizio De Santis
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Andrea Gervasoni, oggi supervisore VAR, coinvolto nella stessa inchiesta di Gianluca Rocchi.
Andrea Gervasoni, oggi supervisore VAR, coinvolto nella stessa inchiesta di Gianluca Rocchi.
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La vicenda che scuote il sistema arbitrale italiano entra in una fase cruciale. Il prossimo 30 aprile, Andrea Gervasoni, attualmente autosospeso dal ruolo di supervisore VAR, comparirà davanti ai pm della Procura di Milano. L'accusa è pesante: concorso in frode sportiva, nell'ambito della stessa inchiesta che coinvolge anche il designatore arbitrale Gianluca Rocchi. L’indagine non si limita a un singolo episodio. Secondo gli inquirenti, il fascicolo comprenderebbe anche presunte irregolarità nelle designazioni dei direttori di gara, con l'ipotesi che alcune scelte possano essere state orientate da interessi esterni. Cardine intorno al quale ruota il filone giudiziario, che sarebbe iniziato prima dell'esposto dell'ex assistente Domenico Rocca (21 maggio 2025), è l'articolo 1 della legge 13 dicembre 1989, numero 401 sul reato di frode in competizioni sportive.

A chiarire la posizione difensiva di Gervasoni è il suo legale, Michele Ducci, che nell'intervista a Fanpage.it analizza i punti più controversi in attesa dell'audizione in Procura in programma il 30 aprile. "Non sappiamo niente".

Avvocato Ducci, qual è la situazione attuale del suo assistito?
"Al momento ci troviamo di fronte a un invito a comparire al buio, privo di elementi dettagliati. Questo significa che non abbiamo ancora un quadro completo in base al quale costruire una strategia difensiva. Stiamo valutando con attenzione ogni aspetto".

Cosa viene contestato esattamente a Gervasoni?
"L'accusa riguarda un presunto intervento durante una gara di Serie B, nello specifico Salernitana-Modena 8 marzo 2025. Secondo gli inquirenti, avrebbe sollecitato l'addetto VAR (Luigi Nasca, anche lui tra gli indagati ndr) a richiamare l'arbitro (Antonio Giua, all'epoca in campo) per una revisione al monitor su un episodio di rigore. Ma è importante sottolineare un punto: Gervasoni in quel contesto aveva competenze legate alla Serie A, non alla Serie B".

Quindi c’è un’incongruenza nelle accuse?
"È proprio questo uno degli aspetti che ci lascia perplessi. Non è chiaro perché venga contestato un intervento in una categoria diversa da quella di competenza. È una delle questioni che intendiamo approfondire. Ma non è l'unica…".

Si parla di concorso con altre persone: chi sarebbero?
"Ed è qui che emergono ulteriori criticità. Si fa riferimento a un presunto accordo tra più soggetti, ma questi non vengono identificati. È una situazione anomala: in casi di questo tipo, di norma, tutte le parti coinvolte vengono indicate con precisione. Qui invece manca questo elemento fondamentale"-

Gervasoni come sta vivendo questa situazione?
"È sereno. Comprensibilmente colpito dalla vicenda, ma tranquillo. Adesso vedremo come porci rispetto alle domande dei magistrati durante l’interrogatorio".

Quanto pesa l’autosospensione?
"È una scelta di responsabilità. Non è un’ammissione di colpa, ma un gesto di correttezza".

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