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L’indagine su Rocchi con l’Inter nel capo d’accusa è iniziata prima dell’esposto di Rocca: intercettazioni possibili

La richiesta di proroga delle indagini da parte della Procura milanese al GIP significa che l’inchiesta penale su Gianluca Rocchi, con l’accusa di aver “combinato” designazioni arbitrali favorevoli all’Inter, va avanti da oltre un anno, dunque da prima dell’esposto dell’ex assistente Domenico Rocca (22 maggio 2025) e soprattutto prima del 2 aprile 2025, giorno della semifinale di Coppa Italia tra Inter e Milan che sarebbe stato lo scenario della vicenda. La conseguenza è che negli atti potrebbero essere presenti come fonti dell’indagine intercettazioni telefoniche o ambientali disposte in precedenza.
A cura di Paolo Fiorenza
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L'inchiesta penale della Procura di Milano che vede indagati per concorso in frode sportiva il designatore degli arbitri di Serie A e B (autosospesosi) Gianluca Rocchi (nel suo caso con l'accusa di aver "combinato" designazioni a favore dell'Inter nel finale della scorsa stagione), il supervisore VAR (ugualmente autosospesosi) Andrea Gervasoni (nel suo caso per Salernitana-Modena dell'8 marzo 2025 per aver interferito con l'operato della sala VAR) e per falsa testimonianza l'arbitro e varista Daniele Paterna (avrebbe mentito sull'interferenza di Rocchi durante Udinese-Parma dell'1 marzo 2025) è iniziata prima che al PM Maurizio Ascione arrivasse l'esposto dell'ex arbitro e assistente di linea Domenico Rocca e prima del 2 aprile 2025, giorno – cruciale per l'indagine – della semifinale di Coppa Italia tra Inter e Milan.

L'inchiesta milanese su Rocchi che avrebbe favorito l'Inter nelle designazioni è partita oltre un anno fa

Ne discende una conseguenza fondamentale, ovvero che tra le fonti della medesima indagine potrebbero esserci intercettazioni telefoniche (che a rigor di logica non avrebbero potuto esserci in caso contrario, per la consecutio della tempistica). È il ‘Corriere della Sera' a darne notizia, spiegando che l'inchiesta milanese procede da più di un anno: la certezza proviene dalla richiesta di proroga delle indagini preliminari fatta dalla Procura al GIP, una richiesta che è obbligatoria per proseguire inchieste che vanno avanti da più di 12 mesi. Prima della scadenza di questo termine, il PM può chiedere una sola proroga, se le indagini sono complesse, per un tempo non superiore a 6 mesi (una tantum, non rinnovabile).

Gianluca Rocchi si è autosospeso dal ruolo di designatore di Serie A e B, che ricopriva da luglio 2021
Gianluca Rocchi si è autosospeso dal ruolo di designatore di Serie A e B, che ricopriva da luglio 2021

Fare due conti a questo punto è facile: la lettera esposto di Rocca (che peraltro riguarda solo le ‘bussate' in sala VAR e non i capi d'accusa per Rocchi legati ai presunti favori all'Inter in fatto di designazioni) è del 22 maggio 2025, mentre il 2 aprile 2025 è la data della partita di andata della semifinale di Coppa Italia tra Inter e Milan in occasione della quale "il designatore, in concorso con più persone presso lo stadio San Siro" avrebbe "combinato" o "schermato" la designazione dell'arbitro Daniele Doveri alla direzione della semifinale di ritorno "onde poi assicurare all'Inter direzioni di gara diverse dal ‘poco gradito' Doveri per la eventuale successiva finale di Coppa Italia e per il resto delle partite del campionato di serie A", match che erano di "maggiore interesse per la squadra milanese".

Sempre il 2 aprile 2025, al Meazza, si sarebbe sostanziato l'altro capo d'accusa di frode in concorso per Rocchi, sempre avente a oggetto l'Inter: nell'invito a comparire per il designatore si legge che  "‘combinava' la designazione per la partita di campionato Bologna-Inter del 20 aprile 2025 del direttore di gara Andrea Colombo, siccome arbitro gradito all'Inter impegnata nella lotta alla corsa scudetto ormai alle battute finali della stagione calcistica".

Cosa significa ai fini dell'indagine: potrebbero esserci intercettazioni su quanto successo il 2 aprile 2025

L'importanza della data di inizio dell'indagine della Procura milanese è fondamentale per un motivo: essendo antecedente a quel 2 aprile, come si evince dalla richiesta di proroga, potrebbe contenere fonti diverse da denunce o testimonianze ex post, ovvero intercettazioni telefoniche o ambientali disposte in precedenza. È chiaro infatti che se l'inchiesta fosse partita dopo, queste ultime (su quanto eventualmente avvenuto quel giorno a San Siro) non potrebbero essere state effettuate, mentre al contrario potrebbero essere presenti agli atti. Il reato di frode sportiva infatti da più di dieci anni (d.l. 119/2014, convertito in legge) è stato modificato pesantemente: prima la pena edittale era molto più bassa (fino a un massimo di 2 anni), dopo la riforma è diventata reclusione da 2 a 6 anni (più multa da 1000 a 4000 euro).

Il che significa che la frode sportiva (legge 401/1989) da sola, ovvero senza la contestazione di associazione a delinquere (art. 416 c.p.), rientra ora tra i reati per cui le intercettazioni sono legittime, dato che possono essere chieste dalla Procura e autorizzate dal GIP (artt. 266-271 c.p.p.) per delitti non colposi puniti con pena superiore a 5 anni (o comunque sopra una certa soglia edittale).

Rocchi in sala VAR, altro motivo di contestazione nei suoi confronti da parte della Procura milanese
Rocchi in sala VAR, altro motivo di contestazione nei suoi confronti da parte della Procura milanese

Insomma, sicuramente ci sono fonti dell'inchiesta milanese su Rocchi, per quanto riguarda i capi di accusa sull'Inter, che ad ora non sono state rese pubbliche dagli atti (ovvero nello specifico l'invito a comparire al designatore) né trapelate dalla Procura. E tra queste potrebbero esserci intercettazioni telefoniche o ambientali. Resta ad ora inevasa la domanda principale sulle persone in concorso con le quali Rocchi avrebbe, secondo l'accusa, "combinato" le designazioni a favore dell'Inter.

Il presidente nerazzurro Beppe Marotta ieri, prima del match pareggiato in casa del Torino, ha negato fermamente qualsiasi coinvolgimento della società che si appresta a vincere lo scudetto: "Siamo estranei a questa vicenda e lo saremo anche in futuro".

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