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Marotta risponde sulle accuse all’Inter per il caso Rocchi: “Accordo a San Siro? Appreso dai giornali”

Il presidente dell’Inter Beppe Marotta risponde sul caso Rocchi e sulle accuse relative a presunti arbitri graditi ai nerazzurri: “Abbiamo appreso tutto dai giornali”.
A cura di Michele Mazzeo
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Prima di Torino-Inter, Beppe Marotta ha risposto per la prima volta sul caso Rocchi, l'inchiesta che ha travolto i vertici arbitrali italiani e che coinvolge anche il nome dell'Inter per il riferimento, contenuto negli atti, a presunte designazioni di arbitri graditi al club nerazzurro. Il presidente interista, intervenuto ai microfoni di Sky Sport, ha respinto ogni accostamento della società alla vicenda.

Il punto più delicato riguarda il presunto accordo a San Siro citato dalla Procura di Milano, nell'ambito dell'indagine su Gianluca Rocchi, autosospesosi dal ruolo di designatore della CAN A e B dopo l'avviso di garanzia per concorso in frode sportiva. Secondo l'accusa, Rocchi avrebbe condizionato alcune scelte arbitrali e alcune designazioni. Tra gli episodi al centro dell'inchiesta ci sono anche partite legate all'Inter, come Bologna-Inter e la semifinale di Coppa Italia Inter-Milan.

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Marotta risponde sul caso Rocchi: "Non abbiamo arbitri graditi o non graditi"

Marotta ha scelto una linea netta, senza entrare nel merito dell'inchiesta ma rivendicando la correttezza dell'Inter: "No, innanzitutto noi apprendiamo tutto dalla stampa. Le dichiarazioni fatte ci meravigliano. Perché innanzitutto non abbiamo arbitri graditi e non graditi e sappiamo di aver agito nella massima correttezza e questo deve tranquillizzare tutti. Questo è il dato più importante".

Il presidente nerazzurro ha poi richiamato anche alcuni episodi della scorsa stagione, sostenendo che l'Inter non avrebbe avuto alcun trattamento favorevole. Il riferimento è soprattutto a Inter-Roma e al rigore non concesso per il contatto su Bisseck, episodio già finito nel dibattito arbitrale e citato nel contesto della denuncia che ha dato impulso all'inchiesta.

"Dopodiché è chiaro che l'anno scorso oggettivamente abbiamo avuto, e non è per lamentarci, decisioni avverse, direi anche acclarate successivamente dai vertici arbitrali, come il rigore non dato in Inter-Roma. Noi oggi siamo qua a pensare a questa partita, a questo campionato, a questo scudetto che vogliamo portare a casa. Sono tranquillo che l'Inter sia estranea e sarà estranea anche in futuro", ha infatti aggiunto Marotta.

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Il presunto accordo a San Siro e la replica del presidente dell'Inter

Il passaggio più atteso era però quello sul presunto incontro a San Siro indicato dalla Procura. A Marotta è stato chiesto che ricordo avesse di quella circostanza e il presidente dell'Inter ha negato di riuscire a collegare l'episodio a un fatto concreto: "Sorpreso perché non trovo un collegamento. Ma non entro nel merito. Abbiamo appreso tutto dai giornali, non mi addentro oltre. Ci tengo a rassicurare i tifosi. Siamo a Torino a giocarci una partita importante e vogliamo portare a casa questo scudetto il più in fretta possibile. Uno scudetto meritato. Quindi ribadisco ancora una volta come noi abbiamo agito nella massima correttezza".

La posizione del club è dunque questa: nessun tesserato indicato come coinvolto, nessuna lista di arbitri graditi o sgraditi, nessun timore rispetto agli sviluppi dell'inchiesta. Marotta ha provato soprattutto a riportare il discorso sul campo, mentre l'Inter è impegnata nella corsa scudetto e nella finale di Coppa Italia. Il caso Rocchi resta però aperto e ora si muove su due binari: quello della giustizia ordinaria, con la Procura di Milano, e quello della giustizia sportiva, con la Procura federale pronta ad acquisire gli atti. L'Inter, per voce del suo presidente, si chiama fuori: "Siamo estranei a questa vicenda e lo saremo anche in futuro".

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