Chi è Domenico Rocca, l’assistente arbitrale che ha provocato l’indagine su Rocchi con una lettera

Chi è Domenico Rocca? La sua lettera-denuncia, precedentemente archiviata dalla giustizia sportiva, è finita adesso sotto la lente degli inquirenti ed è oggetto del dossier sul tavolo dei pm. La domanda sull'identità della persona che ha dato il là all'ennesimo scandalo è sulla bocca di tutti in queste ore scandite dall'inchiesta della Procura di Milano su Gianluca Rocchi, che si è auto-sospeso da designatore degli arbitri di A e B perché indagato per concorso in frode sportiva.
Un'indagine che parte dal cuore della Calabria
Pizzo, piccolo centro in provincia di Vibo Valentia, è l'epicentro del terremoto che ha scatenato uno tsunami sul mondo arbitrale italiano. E in particolare su Rocchi, che il 30 aprile sarà ascoltato dagli inquirenti che gli chiederanno anche conto delle designazioni (nel fascicolo quelle "gradite all'Inter") e di cosa accadde in occasione della "bussata alla porta della sala VAR" in occasione di Udinese-Parma. La vicenda, che coinvolge anche la sezione AIA di Catanzaro, nasce dalla segnalazione del fischietto calabrese di 42 anni, che al termine della scorsa stagione ha spedito una una nota personale alla Commissione Arbitrale Nazionale per evidenziare storture all'interno del sistema, errori macroscopici, incongruenze interpretative e proteste per il criterio delle designazioni.
La carriera di Domenico Rocca
Il percorso di Rocca nel mondo degli arbitri inizia a 16 anni, nel 2000. Dal 2003 è in quota all'organico regionale calabrese e da lì inizia la scalata nelle categorie minori (dov'è chiamato a farsi le ossa) fino a compiere il primo salto in Promozione. Il passaggio alla CAN D avviene quattro anni più tardi (2007): da quel momento la carriera prende una piega favorevole grazie all'incontro con l'ex direttore di gara, Stefano Farina. Sarà la figura chiave che permetterà al fischietto calabrese di mettersi in mostra abbastanza da meritare nel 2010 l'ingresso nella CAN C, dove dirigerà diverse partite nel campionato che all'epoca si chiamava Serie C1.
L'ascesa verso la massima serie è graduale ma progressiva. Nel 2015 c'è un altro punto di svolta: Rocca ottiene l'abilitazione ad assistente arbitrale presso il Centro Tecnico di Coverciano e per lui si spalancano le porte della CAN B, ma è solo l'inizio perché la soddisfazione più grande – a livello professionale ed emotivo – avverrà a febbraio 2017 per il debutto in Serie A (assistente di linea in Torino-Pescara).

Nel 2015 ottiene l’abilitazione come assistente arbitrale presso il Centro Tecnico di Coverciano, guadagnandosi l’accesso alla CAN B. Il momento più significativo della sua carriera arriva il 12 febbraio 2017, quando debutta in Serie A come assistente nella partita tra Torino e Pescara. Quel periodo da favola, però, mostra delle crepe. Rocca si accorge che qualcosa non va e quelle che all'inizio sono solo delle impressioni divengono successivamente fatti (a suo dire) tangibili. Resta nel giro della massima serie fino alla scorsa stagione poi denuncia un sistema penalizzante e ingiusto, nel quale la meritocrazia è solo un paravento, ed esprime apertamente il proprio malcontento nella lettera inviata agli organi competenti.
Lo sfogo sui social dopo l'indagine della Procura di Milano
In seguito agli sviluppi della vicenda, Rocca ha condiviso un messaggio sul proprio profilo Facebook, scrivendo: "Chi di spada ferisce, di spada perisce…". Tra i commenti ricevuti, spicca quello di Pasquale De Meo, ex assistente arbitrale, che ha espresso solidarietà e vicinanza con parole di forte sostegno personale, sottolineando il legame costruito negli anni e l’importanza di restare fedeli ai propri valori. "Amico mio… solo noi sappiamo quello che abbiamo vissuto e condiviso… oggi come ieri… essere UOMINI prima di tutto… essere Liberi! Fiero e orgoglioso di essere stato sempre al tuo fianco e di continuare ad esserlo… sempre a testa alta… un abbraccio grandissimo, ti voglio bene!".