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Caso arbitro Rocchi

Gabriele Gravina difende Gianluca Rocchi: “Fango sugli arbitri, dietro quel ruolo c’è una famiglia”

L’ex presidente della Federcalcio, dimissionario dopo la mancata qualificazione degli Azzurri, difende le sue scelte: “Gattuso era l’uomo giusto e parlare oggi di ripescaggio è vergognoso”. E sull’addio all’incarico aggiunge: “Io, capro espiatorio. Non ho fallito”. E prende posizione sull’inchiesta della Procura di Milano.
A cura di Maurizio De Santis
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L'ex presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, torna a parlare senza filtri e tocca tutti gli argomenti più caldi delle ultime settimane. A cominciare dall'inchiesta della Procura di Milano sul sistema arbitrale, che vede l'ex designatore, Gianluca Rocchi, indagato per concorso in frode sportiva. "Stiamo buttando fango senza sapere nulla", è il commento al clima e alle reazione generate dalle indagini. Ma l'ex numero uno del football italiano affronta anche altri argomenti che gli stanno molto a cuore. Si definisce "capro espiatorio", a causa del clamore provocato dalla mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali, e rivendica il proprio operato: "Non ho fallito. Le dimissioni? Un atto di responsabilità verso la Federazione". A proposito dell'Italia, la chiosa è dedicata a due riflessioni: "Gattuso era l'uomo giusto e sperare nel ripescaggio è qualcosa di vergognoso". Ultimo pensiero dedicato alle prossime elezioni (22 giugno) che determineranno il nuovo assetto della FIGC. "Non tiro la volata a nessuno".

Il caso Rocchi e l'inchiesta sugli arbitri: "Garantisti a corrente alternata"

Gravina difende con forza il sistema arbitrale, la figura di Gianluca Rocchi e invita a maggiore responsabilità nei giudizi pubblici. Secondo l'ex numero uno della FIGC, il battage mediatico scaturito dalle notizie sulle indagini andrebbe gestito diversamente. "Siamo garantisti solo a corrente alternata – ha ammesso nell'intervista in tv a La7 -. Dietro quel ruolo c'è un uomo, una vita, una famiglia. Stiamo buttando fango senza sapere nulla".

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Le dimissioni dopo il flop della Nazionale: "Io capro espiatorio, Gattuso era l'uomo giusto"

Nel corredo accessorio delle dichiarazioni c'è spazio per la vicenda personale. Le dimissioni, la scelta di Gattuso e l'Italia fuori dai Mondiali per la terza edizione di fila, un'ipotesi di ripescaggio inaccettabile. Gravina dice la sua verità anche su questi argomenti che rappresentano un nervo scoperto. "Per me Gattuso era assolutamente l'uomo giusto – ha aggiunto -. Era il migliore, in quel momento avevamo bisogno di qualcuno che facesse riscoprire ai ragazzi i valori e l'attaccamento alla maglia, ma purtroppo è mancato il risultato sportivo". Quanto alla possibilità solo ventilata di partecipare alla Coppa del Mondo da ripescati, il giudizio è netto: "Mi sembra un'idea fantasiosa e vergognosa".

Le dimissioni e l'ipotesi di commissariare la federazione. "È stato un atto di responsabilità verso la FIGC – ha affermato ancora Gravina -. Erano in atto isterie istituzionali di ogni genere, era bene non sovraesporre l'ente. Ma non ritengo di aver fallito. La nostra federazione è tra le più apprezzate in Europa, le sono state attribuite responsabilità che non ha… esistono leghe, campionati e regole Ho sentito parlare di commissariamento ma è contrario all'autonomia dello sport, agli statuti, alla Uefa e alla Fifa".

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La stoccata al presidente della Lazio, Claudio Lotito. "Vi sembra normale che partecipi alla commissione cultura un soggetto che è presidente della Lazio che è stato vent'anni nel consiglio federale e parla di disastro? Che solo due anni è andato via perché è stato sconfitto?".

Le prossime elezioni al vertice della FIGC: "Non tiro la volata a nessuno"

Sul futuro della governance calcistica, Gravina ribadisce di avere una posizione neutrale. Il 22 giugno prossimo ci saranno elezioni per ridisegnare la ‘nuova' Federcalcio. Due le candidature al momento, rispetto alle quali l'ex numero uno del calcio italiano si dice equidistante Nessuna preferenza: "Malagò e Abete sono due ottimi dirigenti, ma ho preso l’impegno solenne di non tirare la volata a nessuno".

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