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Mondiali di calcio 2026

Telecronista cacciato dai Mondiali dopo lo sfogo in diretta TV: “Arbitro ladro, FIFA figli di…”

Pugno duro ai Mondiali contro un telecronista che era esploso in diretta TV in maniera triviale e offensiva: gli è stato revocato l’accredito.
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I Mondiali di calcio sono già finiti per Jorge ‘Chipi' Vera, telecronista della TV paraguaiana ABC: il 37enne giornalista – molto noto nel suo Paese, con quasi 20 anni di esperienza alle spalle, durante i quali ha coperto grandi eventi internazionali – ha perso completamente la testa durante il suo commento in diretta del match della seconda giornata tra Paraguay e Turchia, vinto sì dalla formazione sudamericana ma con grande sofferenza a causa dell'espulsione di Miguel Almiron nel finale del primo tempo. È stato quello il momento in cui Vera ha rotto gli argini di educazione e professionalità, dando del "ladro" all'arbitro salvadoregno Ivan Barton e dei "figli di puttana" e "fottuti ladri" alla FIFA.

Jorge ‘Chipi' Vera perde la testa durante la telecronaca di Turchia-Paraguay: insulti all'arbitro, alla FIFA e a Infantino

Non uno sfogo peraltro durato pochi secondi, ma un atto d'accusa triviale andato avanti alcuni minuti, senza alcun freno. La FIFA comprensibilmente non l'ha presa bene e ha ritirato l'accredito all'inviato paraguaiano. La vicenda si è verificata sabato sera, quando – col Paraguay in vantaggio 1-0 sulla Turchia – Almiron ha avuto la bella idea (si fa per dire) di coprirsi la bocca con la mano per poter dire qualcosa di non tanto bello a un avversario senza che si potesse leggere il suo labiale. Il centrocampista dell'Atlanta United è dunque diventato, dopo l'intervento del VAR che aveva notato tutto, il primo calciatore espulso per l'applicazione della nuova regola introdotta a partire da questi Mondiali dopo gli insulti razzisti di Prestianni a Vinicius durante Benfica-Real Madrid di Champions.

Almiron si è scontrato con un avversario, poi si è brevemente coperto il viso con la mano mentre passava accanto al turco Mert Muldur, il quale ha subito cercato di attirare l'attenzione dell'arbitro. Richiamato dal VAR, Barton si è recato al monitor per l'on-field review e, dopo aver visionato il replay, ha mostrato ad Almiron il cartellino rosso diretto in base a una nuova regola introdotta dalla FIFA.

Tanto è bastato a far impazzire in diretta ‘Chipi' Vera, che si è scagliato in maniera brutale contro Barton, Infantino e la FIFA: "Ladro, ladro, Barton!", "Hanno ucciso il calcio!", "FIFA, avete ucciso il calcio!", "Infantino, sei responsabile di questo!".

E ancora: "‘FIFA, assumiti la responsabilità di aver trasformato il calcio in questo! Una vergogna. Dovresti vergognarti, Infantino!", "Fottuti ladri! È questo che dobbiamo venire a vedere ai Mondiali?", "Che figli di puttana! Questo è inspiegabile, questa è una vergogna!", "Stanno distruggendo il calcio e ci lasciano con un giocatore in meno. Figli di puttana!".

Il video di scuse del giornalista paraguaiano

Vera si è poi scusato con un lungo video sui propri social, in cui ha rivelato che il suo accredito ai Mondiali era stato revocato, impedendogli così di seguire in cabina di commento altre partite del torneo: "Nelle ultime ore ho inviato una lettera alla FIFA esprimendo le mie sincere scuse per l'accaduto. Avrei voluto avere l'opportunità di farlo personalmente e spiegare in prima persona, con rispetto e onestà, cosa è successo quella notte. È vero che ognuno avrà la propria opinione sulla sanzione. Alcuni la riterranno giusta, altri eccessiva e sproporzionata. Ma oggi non voglio concentrarmi su questo, voglio concentrarmi sulla mia responsabilità come comunicatore e come persona".

A quel punto il giornalista paraguaiano ha proseguito con un lungo elenco di scuse: "Voglio chiedere scusa al pubblico di ABC Cardinal, ABC TV e tutte le nostre piattaforme che ripongono la loro fiducia nel nostro lavoro ogni giorno. Ho deluso loro in qualcosa di fondamentale: mantenere la calma e il rispetto che questa professione richiede. Voglio anche chiedere scusa ai miei colleghi, a coloro che hanno condiviso con me questo sogno di seguire un Mondiale e che, in un modo o nell'altro, sono stati colpiti da una situazione che ho creato. So che d'ora in poi continueranno a lavorare ancora più duramente per portare a compimento questa copertura che abbiamo sognato e pianificato per mesi. La mia gratitudine e il mio rispetto a ciascuno di loro e a ognuno di loro".

"Desidero inoltre chiedere scusa alle aziende e ai marchi che hanno sostenuto questo progetto e si sono fidati di questa copertura giornalistica. So che questa situazione ha causato loro un disagio che non avrebbe mai dovuto esistere e mi rammarico profondamente di avervi contribuito – ha continuato Vera – Alle autorità della FIFA e a tutte le persone che potrebbero essersi sentite offese dalle mie dichiarazioni, porgo le mie più sincere scuse. E soprattutto, voglio chiedere scusa alla mia famiglia e a coloro che mi amano. Non sono stato un buon esempio in quei pochi secondi".

La TV paraguaiana ABC chiede alla FIFA di ‘graziare' Vera e riammetterlo al Mondiale

Dal canto suo, anche il network ABC Cardinal ha commentato la situazione, chiedendo alla FIFA di revocare la decisione e consentire a Vera di continuare a seguire i Mondiali in telecronaca: "Riteniamo che la revoca permanente dell'accredito per l'intera durata del torneo costituisca una sanzione estrema e manifestamente sproporzionata per un'infrazione che è stata immediatamente riconosciuta, per la quale sono state offerte scuse formali e meccanismi concreti di riparazione. Sono state presentate le scuse, l'errore è stato ammesso e sono state immediatamente adottate misure correttive. Correggere gli errori è necessario. Così come è necessario garantire che le sanzioni siano ragionevoli, proporzionate e compatibili con i principi fondamentali di giustizia. Nessuna sanzione dovrebbe compromettere una carriera professionale sulla base di un singolo episodio, peraltro riconosciuto e sanato. Confidiamo che la FIFA rivedrà la sua decisione e che, attraverso la proporzionalità e il dialogo, si giunga alla giustizia".

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