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Mondiali di calcio 2026

Ripescaggio Italia ai Mondiali, i precedenti tentativi della FIFA sono falliti

Si parla ancora del possibile, ma quasi impossibile, ripescaggio dell’Italia ai prossimi Mondiali di calcio in caso di assenza dell’Iran. Ci sono solo due precedenti molto lontani di edizioni con squadre già qualificate e che poi hanno disertato la fase finale della Coppa del Mondo: la FIFA provò invano a sostituirle, ma i tentativi andarono falliti.
A cura di Paolo Fiorenza
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Nonostante i ‘buoni uffici' di Paolo Zampolli, inviato speciale di Donald Trump che ha svelato di aver caldeggiato il ripescaggio dell'Italia ai prossimi Mondiali al posto dell'Iran, parlandone col presidente americano e col numero uno della FIFA Gianni Infantino, le probabilità di vedere la nazionale azzurra partecipare alla fase finale della Coppa del Mondo sono prossime allo zero. Detto e ridetto che – in ossequio al principio della suddivisione dei posti per confederazioni continentali – il candidato al rimpiazzo sarebbe eventualmente la nazionale degli Emirati Arabi, l'eventuale forfait dell'Iran sarebbe il terzo caso da parte squadre già qualificate in tutta la storia dei Mondiali di calcio. E i due precedenti tentativi di sostituzione fatti dalla FIFA sono andati falliti.

Due edizioni dei Mondiali sono rimaste monche: la FIFA non è riuscita a fare i ripescaggi, ha ricevuto rifiuti

Nessun ripescaggio è dunque mai accaduto, sebbene in passato la FIFA abbia cercato di sostituire nazionali che per qualche motivo siano venute meno alla partecipazione ai Mondiali dopo aver ottenuto sul campo il diritto di farlo. Il primo precedente riguarda l'Austria, che alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale vinse la partita di qualificazione per i Mondiali del 1938 sconfiggendo la Lettonia nell'ottobre del 1937. Tuttavia, con Adolf Hitler al potere, la Germania nazista invase il territorio austriaco nel marzo del 1938 e la nazione cessò di esistere.

Adolf Hitler davanti al municipio di Vienna nel 1938
Adolf Hitler davanti al municipio di Vienna nel 1938

A quel punto, la FIFA provò a offrire all'Inghilterra l'opportunità di partecipare al posto dell'Austria, ma i Tre Leoni rifiutarono, lasciando quindi un buco nel tabellone della fase finale dei Mondiali, che quell'anno si giocarono in Francia e furono vinti dall'Italia allenata da Vittorio Pozzo, che aveva in Peppino Meazza e Silvio Piola le sue stelle. In conseguenza del forfait della nazionale austriaca, la Svezia – che avrebbe dovuto affrontarla negli ottavi (il tabellone era a 16 squadre, con tutte sfide a eliminazione diretta) – passò direttamente ai quarti di finale senza giocare. Il torneo si disputò dunque con una squadra in meno.

Il secondo caso di nazionali qualificate ai Mondiali e non presentatesi alla fase finale risale al 1950, edizione ospitata dal Brasile dopo l'intervallo di 12 anni a causa della guerra. Il periodo postbellico impedì a tre squadre di recarsi nel Paese sudamericano per problemi finanziari, in particolare per gli elevati costi della spedizione: Scozia, India e Turchia decisero di non partecipare perché non erano in grado di raccogliere le risorse finanziarie necessarie per un viaggio così lungo.

La partita inaugurale dei Mondiali del 1950 tra Brasile e Messico al Maracanà
La partita inaugurale dei Mondiali del 1950 tra Brasile e Messico al Maracanà

La FIFA invitò allora Portogallo e Francia come sostitute: il primo rifiutò fin dall'inizio, mentre la seconda aveva accettato, ma con il passare dei mesi si rese conto di non poter affrontare il viaggio transoceanico e declinò l'invito poche settimane prima dell'inizio del torneo. Anche in questo caso dunque la fase finale della Coppa del Mondo fu monca: due dei quattro gironi (il format era cambiato, ma sempre con 16 squadre) rimasero incompleti, uno con tre squadre e l'altro con sole due.

Dall'edizione del 1950 in Brasile, non ci sono più stati ritiri, forfait o esclusioni di squadre già qualificate per la fase finale dei Mondiali. Dunque dal 1954 in poi tutte le nazionali che si sono qualificate hanno partecipato al torneo. Tutti si augurano, Infantino in primis, che l'Iran non evochi uno scenario simile dopo 70 anni.

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