Il CT della Norvegia sui Mondiali: “Siamo degli ipocriti, gli Stati Uniti sono in guerra con un altro paese”

I Mondiali ormai stanno prendendo il via con il fischio d'inizio alla prima partita del torneo preceduta dalla cerimonia d'apertura in Messico. Ebbene i vari CT che si apprestano a vivere l'esordio con la propria nazionale raccontano le prime sensazioni vissute e l'impatto avuto tra Stati Uniti, Messico e Canada. Tra il caso dell'arbitro somalo escluso dai Mondiali arrivando alle perquisizioni un po' insolite di Senegal, Uzbekistan e altre nazionale, non si può non dimenticare la vicenda Iran. Gli scenari geopolitici attuali vedono Stati Uniti e Iran in guerra e l'avvio dei Mondiali per Stale Solbakken, CT della Norvegia, è qualcosa di assolutamente strano. Qualcosa che va un po' in contrasto con la realtà attuale.
"Voi siete degli ipocriti, noi siamo degli ipocriti anche se ora qui si sta svolgendo un Mondiale e noi siamo qui per giocare a calcio". In sala stampa tuona così il CT della Norvegia che a cinque giorni dalla partita d'esordio contro l'Iraq cerca di spiegarsi meglio parlando della vicenda relativa di Aymen Hussein, l'attaccante iracheno sottoposto a interrogatorio prima del suo ingresso a Chicago: "Penso che siamo tutti d'accordo sul fatto che sia inutile – spiega –. Ci sono molte altre cose di cui avrei voluto parlare. Probabilmente potrei approfondirle un po', ma ora mi rendo conto che ci sono diverse situazioni che, ovviamente, avrebbero potuto essere gestite diversamente".
Accennando al conflitto in corso in Medio Oriente: "In realtà sto pensando a molte cose. A tutto, dal fatto che il paese ospitante sia in guerra con un'altra nazione (l'Iran), ad altri problemi". Il CT della Norvegia parla di troppe situazioni anomale come quelle accadute al fotografo della nazionale, Talal Salah, al quale è stato negato l'ingresso nel Paese. Ma ancora le vicende legate alle nazionali di calcio uzbeka e senegalese che hanno attirato molta attenzione negli ultimi giorni, a causa dei controlli di sicurezza effettuati sulla pista in concomitanza con i voli nazionali nel paese.
Nonostante le reazioni sui social siano state dure, la Federazione calcistica senegalese si è poi espressa tempestivamente sulla questione, dato che la squadra doveva recarsi a San Antonio in vista dell'amichevole contro l'Arabia Saudita. Insomma, malumori e pensieri contrastanti su questi giorni di vigilia delle partite dei Mondiali che stanno già facendo discutere specie per il contesto in cui si stanno giocando.