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7 Ottobre 2021
17:37

PSG sotto accusa, i conti non tornano: “Ho le cifre per dimostrare l’inganno alla UEFA”

Il presidente della Liga Javier Tebas torna ad attaccare il PSG e stavolta parla di inganno. Il riferimento è alle entrate che il club parigino genera, troppo basse per giustificare una rosa stellare che vale oltre 600 milioni di euro: “Chi vince la Ligue 1 ne incassa poco più di 45, lo scarto è troppo grande: questo vuol dire che le sponsorizzazioni commerciali non sono reali”. Il Fair play finanziario è stato rivisto dall’UEFA a causa della pandemia ma il paradosso vuole che in questa fase di revisione si sia creato un vuoto normativo tale per cui i club più ricchi come il PSG abbiano speso senza limiti.
A cura di Andrea Lucia
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L'accusa è arrivata direttamente sulle pagine dell'Equipe ed è indirizzata a tutti i club-Stato, ossia a quelle squadre di calcio controllate dalle famiglie reali di interi Paesi o da fondi molto influenti. Il riferimento nemmeno troppo velato è al Paris Saint Germain, rilevato nel 2011 dal fondo sovrano nazionale del Qatar, uno dei più ricchi al mondo. Javier Tebas, numero uno della Liga, ha dichiarato di poter dimostrare, "cifre alla mano", quello che chiama "l'inganno del PSG con il Fair Play Finanziario" dell'Uefa.

"Le entrate che genera sono troppo basse per giustificare una rosa che vale 600 milioni di euro – spiega Tebas -: chi vince la Ligue 1 ne incassa poco più di 45. Lo scarto è troppo grande e questo vuol dire che le sponsorizzazioni non sono reali. È qui che si crea il cortocircuito nella competizione a livello europeo". Non è la prima volta che il presidente della Liga attacca la società di Al-Khelaifi, a cui ha chiesto anche un confronto: "Il PSG mi critica ma non mi risponde. Ho invitato il loro presidente e quello della Ligue 1 Vincent Labrune per mostrargli i numeri ma non mi hanno risposto". Per confermare la sua tesi Tebas fa riferimento all'acquisto di Messi: "Prima di questo, il PSG aveva il 40% in più degli introiti commerciali del Manchester United. Adesso la forbice è ancora maggiore. Questo è un danno per tutto il calcio europeo e non sono io il solo a dirlo. Chi investe senza limiti destabilizza il calcio". Neppure l'appoggio della società parigina all'UEFA per evitare la formazione della Superlega ha rasserenato gli animi: "Dire no a quel progetto non è un'amnistia che dovrebbe consentire al PSG di fare quello che vuole con il Fair Play Finanziario".

Come funziona il FFP e la situazione del PSG

Con l'introduzione del Fair Play Finanziario le strategie aziendali del club di calcio sono radicalmente cambiate. Fino al 2009, infatti, per rendere competitiva una società bastava effettuare aumenti di capitale, era sufficiente cioè che il proprietario ogni anno coprisse le perdite. Oggi, invece, è necessario avere una società che produca ricavi perchè la UEFA pretende che per partecipare alle proprie competizioni ciascun club debba spendere solo quanto guadagna. Ecco perchè ogni società cerca di trovare vie alternative per iniettare denaro nelle classe dei club e produrre introiti di vario tipo. Una delle possibili forme di guadagno è rappresentata dalle sponsorizzazioni. Insieme ai diritti tv, sono una voce di guadagno solida, indipendente dal rendimento sportivo della squadra. Quelli con parti commerciali terze non sono operazioni fasulle o drogate ma trattasi di contratti validi nel libero mercato. Il Fair Play Finanziario impone solo che questo accordo commerciale rispetti il valore di mercato e che l'apporto dello sponsor resti entro il limite del 30% del fatturato.

La pratica di aumentare le voci degli incassi, attraverso contratti di sponsorizzazione fuori mercato da parte di società vicine o controllate dalla proprietà della squadra stessa, è uno dei modi più frequenti con cui i club hanno provato ad aggirare le regole del FFP. Il PSG, per esempio, fu costretto a diminuire gli introiti derivanti dalla ricca sponsorizzazione della Qatar Tourism Authority, ente governativo legato alla proprietà, che gonfiava i conti del club per aggirare i limiti di spesa. Allo stesso modo nel 2020 era stato sanzionato dalla UEFA il Manchester City, di proprietà del fondo Abu Dhabi United Group, appartenente alla famiglia reale degli Emirati Arabi Uniti. Negli ultimi anni il PSG ha trovato nuovi sponsor per sostituire quelli qatarioti finiti sotto indagine, e ne ha trovato uno fondamentale nella catena alberghiera Accor.

La pandemia ha causato perdite ingenti ma paradossalmente l’alleggerimento delle norme finanziarie che la UEFA ha introdotto come sostegno ai club sta permettendo al PSG di spendere liberamente. Dall’anno scorso i club possono infatti registrare bilanci in perdita e i gruppi proprietari possono coprire le perdite attingendo alle proprie tasche. Inoltre il Fair play finanziario è in una fase di revisione e questo sta creando di fatto un vuoto normativo. Ecco perchè il PSG sta spendendo apparentemente come se nulla fosse. A una squadra che già faceva registrare un monte ingaggi di almeno 238 milioni di euro, in estate sono stati aggiunti cinque giocatori di livello mondiale, compreso il più ambito di tutti, Lionel Messi. Durante la sua presentazione, il patron Al-Khelaifi è intervenuto sulla questione: "Seguiamo i regolamenti finanziari fin dal primo giorno. Prima di agire esaminiamo sempre gli aspetti commerciali e finanziari delle operazioni. Sapevamo di poter ingaggiare Messi e oggi quello che Messi sta portando al club è enorme".

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