Perché la finale di Champions PSG-Arsenal si gioca oggi alle 18 e non alle 21: è un esperimento

Stasera alla Puskas Arena si disputa la finale della Champions League 2025-2026. In campo il Paris Saint Germain, campione in carica, vincitore per la prima volta del trofeo la scorsa stagione, e l'Arsenal che disputa la finale per la seconda volta, a distanza di vent'anni da quella persa con il Barcellona. L'incontro si potrà seguire in diretta solo su Sky, a partire dalle ore 18. Un orario totalmente inedito per una finale di Champions. La Uefa ha deciso di cambiare l'orario d'inizio dell'incontro rispetto a quello tradizionale, l'ha scelta era stata fatta a inizio stagione. Un esperimento vero e proprio che sarà un banco di prova importante per il futuro.
La finale di Champions League PSG-Arsenal si gioca alle 18
Lo scorso agosto nel giorno dei sorteggi la Uefa aveva annunciato che da questa stagione la finale di Champions League si sarebbe giocata alle ore 18. Un cambiamento epocale. Perché nell'era moderna la finale era sempre stata alle 21. Ovviamente ci sono motivi commerciali, perché con il fuso orario la finale può guadagnare spettatori da un continente all'altro: per i tifosi cinesi la finale inizierà a mezzanotte, per quelli indiani alle 22. Ma la motivazione ufficiale è relativa ai tifosi che potranno godersi non solo la finale ma tutta la giornata in modo differente. E per chi vincerà vedere con la luce del sole il loro capitano alzare il trofeo.
Le motivazioni della Uefa per il nuovo orario per la finale
Queste le parole a proposito del presidente UEFA Ceferin: "La finale di Champions è l'evento clou della stagione calcistica e il nuovo orario di inizio la renderà ancora più accessibile, inclusiva e di grande impatto per tutti i partecipanti. Sebbene un calcio d'inizio alle 21 sia ideale per le partite infrasettimanali, uno anticipato di sabato per la finale significa finire prima, a prescindere da tempi supplementari o rigori, e offre ai tifosi l'opportunità di godersi il resto della serata con amici e familiari, ripensando alla partita più bella della stagione".
Un esperimento quindi con due linee narrative della Uefa che vuole provare a raggiungere un maggior numero di spettatori in ogni angolo del pianeta e che cerca, ufficialmente, di rendere più piacevole il sabato della finale di Champions League ai tifosi.