Paulo Dybala è un problema, anche se da questa sera Andrea Pirlo ha rivisto la Juventus che vuole: veloce, cinica, in crescita. I quattro gol rifilati allo Spezia sono stati puro carburante per l'ambiente che ha dato una strappata prendendosi tre punti in palio e mostrandosi in netta ripresa. Merito della scossa di Cristiano Ronaldo, certamente, ed è proprio qui il punto: Cr7 era partito dalla panchina contro la neopromossa con Pirlo che aveva dato spazio proprio a Dybala. E la Joya ha lasciato il proprio posto al portoghese che, al contrario dell'argentino, è entrato subito in partita, segnando due gol e trascinando i compagni al successo.

E' tutta qui la differenza: quando c'è in campo Cristiano Ronaldo la squadra ne sente la presenza sia tecnica che morale. Quando c'è Dybala, la Joya è il primo a ‘nascondersi' in partita e se a inizio di stagione la scusa poteva essere che non c'erano grandi possibilità di mettersi in mostra, adesso anche questo alibi è caduto con Pirlo che ha dato spazio e possibilità all'argentino. Fin qui abulico in campo e nervoso fuori. Anche dopo la sostituzione di domenica pomeriggio, Dybala è apparso assai infastidito nel doversi risedere in panchina ben prima del 90′. Stizza verso se stesso più che con Pirlo, insoddisfatto delle proprie prestazioni.

Pirlo, dal canto suo, non lo ha mai nascosto e non lo nasconde anche dopo la gara contro lo Spezia: "Dybala è fuori condizione" ha ammesso in conferenza stampa, dichiarazione che si sposa con l'ennesima prestazione opaca di domenica, durata 56 minuti. Fino a quel punto, la Juventus veleggiava su un anonimo 1-1. Poi con l'uscita dal campo della Joya e l'entrata di Ronaldo tutto si è trasformato: Cr7 è andato in gol dopo 3 minuti dalla sua entrata e ha trovato il raddoppio personale al 76′ su rigore.

Come ha giocato Dybala contro lo Spezia? Decisamente male: nessuna azione degna di nota a suo nome in area spezzina, laddove la Joya è chiamato a fare la differenza. Come si può vedere anche dalla grafica, ha giocato per un'ora molto lontano dalla porta, quasi nel cerchio di centrocampo, entrando pochissimo nel cuore delle azioni bianconere. In 56 minuti, solo 45 tocchi di palla, con una sola occasione da gol creata, nessun cross e la solita percentuale molto alta di passaggi giusti (oltre il 90%). Le statistiche nei confronti di Dybala sono impietose anche nei tiri (zero nello specchio della porta) e nei contrasti (vinto solo il 28%)