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Mourinho esplode alla domanda del giornalista: “Non perdere tempo con queste scemenze”

La reazione del tecnico portoghese arriva durante il media day in previsione della finale di Europa League con il Siviglia. Dopo aver già replicato a una riflessione sul rapporto tra la sua panchina e gli arbitri (“è un bel discorso ma preferisco non rispondere”), perde la pazienza.
A cura di Maurizio De Santis
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José Mourinho spazientito dall'ennesimo riferimento all'atteggiamento della sua panchina nei confronti degli arbitri.
José Mourinho spazientito dall'ennesimo riferimento all'atteggiamento della sua panchina nei confronti degli arbitri.

Le risposte, a volte, possono essere indiscrete più di certe domande. C'è un momento del "media day" a Trigoria, in previsione della finale di Europa League, che viene scandito dall'insistenza del giornalista e dalla stizza di José Mourinho che reagisce male di fronte all'ennesima questione sul rapporto turbolento tra la sua panchina e gli arbitri, su un atteggiamento "aggressivo e diseducativo per quel che si legge nelle motivazioni del giudice sportivo" (sono le parole di un cronista in conferenza), sulle eventuali differenze tra i direttori di gara stranieri e italiani.

Un argomento spinoso, scivoloso, pericoloso che il tecnico portoghese ha scelto di evitare alla luce di quanto accaduto in questa stagione. "È un bel discorso ma preferisco non rispondere", ha replicato in maniera inizialmente pacata.

Il tecnico portoghese si mostra stizzito nel corso del media day in previsione della finale di EL.
Il tecnico portoghese si mostra stizzito nel corso del media day in previsione della finale di EL.

Il caso Serra è un nervo ancora scoperto (a Mou fu confermata la squalifica), il microfono nascosto sotto la camicia (come rivelato dallo stesso allenatore) per registrare ogni cosa che accade in campo e tutelarsi sono l'alfa e l'omega di un'annata spesso ad alta tensione tra lo Special One e i fischietti di Serie A.

L'ultima stoccata fu per Pairetto a causa del rigore molto discusso e concesso alla Lazio contro l'Udinese: "Ha fatto bene il suo lavoro come sempre". Dietro quel "come sempre" c'è un precedente altrettanto burrascoso: non serve andare troppo indietro nel tempo, basta risalire a un anno a fa, al gesto della telefonata mimata e alla frase che gli costò una squalifica ("ti hanno mandato apposta, ti ha mandato la Juve") a margine della gara contro il Verona.

A pochi giorni (31 maggio) dal match che può regalare alla Roma il secondo trofeo continentale consecutivo dopo la Conference e spalancare le porte della Champions, Mourinho non si lascia trascinare in polemiche che rischiano di essere solo controproducenti e sollevare inutili polveroni. Che senso ha parlare di arbitri? E, più ancora, farlo adesso, in questo modo e in un contesto nel quale il focus è sull'evento e sulle condizioni della squadra? Nessuno.

E tanto basta, di fronte all'insistenza di un altro giornalista che prova a riprendere l'argomento, perché a un certo punto Mourinho sbotta e, rivolgendosi al moderatore della comunicazione, gli dice senza giri di parole: "Non perdere tempo con queste scemenze". Una frase che gli scappa per certe osservazioni che ritiene petulanti: "Ha già detto di non voler rispondere a queste domande", dice la voce fuori campo e chiude lì la conversazione con il reporter, mentre il tecnico sottolinea il disappunto con un gesto eloquente del braccio e un'espressione seccata stampata sul viso.

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