Andrea Pellegrino: “La gente da fuori non si rende conto di quello che fa Sinner: è unico al mondo”

Andrea Pellegrino esce di scena dagli Internazionali d'Italia a testa alta e tra gli applausi. Il tennista pugliese è stato una delle grandi sorprese del Masters 1000 di Roma e dopo l'impresa contro Tiafoe, ha trovato di fronte l'ostacolo più duro possibile ovvero Jannik Sinner. Il 29enne ha tenuto testa soprattutto nel secondo set al numero uno del mondo, che gli ha dedicato bellissime parole nel post-match. Un torneo e una partita che Pellegrino non dimenticherà mai. Chi meglio di lui in questo momento può spiegare cosa significa giocare contro Sinner?
Pellegrino e i punti di forza di Sinner
Molto lucida l'analisi di "Pelle" nella conferenza stampa successiva al match. Quando gli è stato chiesto quali siano stati gli aspetti più fastidiosi del gioco di Sinner, Andrea non ha nemmeno fatto terminare la domanda rispondendo con un "Tutto!". Difficile poi, battute a parte, dire cosa lo abbia fatto sofferto particolarmente della completezza del primo tennista del ranking, formidabile da ogni zona del campo: "Non c’è una cosa specifica che mi abbia dato fastidio, nel senso che è talmente completo sotto tutti i punti di vista che non puoi dire: ‘mi ha dato fastidio quella cosa’".
In che cosa Jannik Sinner è diverso da tutti
Entrando nello specifico, Pellegrino ha esaltato il cinismo di Sinner nei momenti decisivi. Il suo più grande talento, come anticipò in un'intervista ai nostri microfoni è legato soprattutto al suo atteggiamento: "Serve in maniera incredibile, soprattutto nei momenti importanti. Ha una percentuale di prime impressionante rispetto a tutti gli altri giocatori con cui ho giocato e secondo me quella fa davvero la differenza. Al di là del tennis, penso che la sua mentalità sia la cosa che lo differenzia più di tutti dagli altri giocatori. Parliamo di un ragazzo di 24 anni che ha vinto cinque Masters 1000 di fila e non perde una partita o un set da tre mesi: è qualcosa fuori dal normale".
C'è qualcosa però di cui la gente e i tifosi non si rendono conto, e che invece per chi condivide i campi da tennis è evidente. Andrea Pellegrino proprio a Roma ha compreso bene quanto sia speciale Sinner: "Forse da fuori la gente non si rende conto di quanto sia difficile competere ogni giorno, perché nel tennis ci sono tantissime variabili. Uno può svegliarsi stanco, con un dolore, con qualche problema. Lui invece anche in quei momenti riesce comunque a tirare fuori il meglio di sé e a portare a casa le partite. E penso che quello sia un talento che ha solo lui al mondo".