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Mancini sfidato da un suo giocatore, si sentivano le urla: “Esci fuori, ti faccio a pezzi!”

Roberto Mancini fu minacciato pesantemente da Samir Nasri ai tempi del Manchester City: “Non mi parlerai mai più così. Non sono Mario Balotelli. Vieni fuori, ti faccio a pezzi!”.
A cura di Paolo Fiorenza
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Finalmente una gioia per Roberto Mancini sulla panchina dell'Arabia Saudita, uscita vincitrice ieri nel match d'esordio delle qualificazioni ai prossimi Mondiali del 2026: il 4-0 al Pakistan è il primo successo da Ct della nazionale saudita, dopo ben tre sconfitte e un pareggio nelle prime quattro amichevoli giocate. Mancini vuole confermare anche in Arabia di essere un vincente, come fatto in tutta la sua carriera: al Manchester City vinse una storica Premier dopo 44 anni di attesa e proprio a quel periodo risale una lite violentissima con un suo giocatore, che minacciò di "farlo a pezzi".

Protagonista della vicenda fu il fumantino Samir Nasri, centrocampista dal carattere non facile, ritiratosi nel 2021 a 34 anni. Il francese al City ci rimase per 5 anni vincendo due campionati, di cui il primo fu quello con Mancini allenatore, nella stagione 2011/12. Nasri aveva fama di essere uno che facilmente prendeva fuoco e il suo nome già in passato era finito in episodi caratterizzati da sfoghi rabbiosi, in cui era totalmente fuori controllo.

L'ultimo a raccontare cosa fosse capace di fare l'ex Marsiglia e Arsenal è stato Joleon Lescott, anche lui presente in quel City. Il difensore oggi 41enne ha svelato un principio di rissa tra Nasri e Mancini alla vigilia del derby con lo United dell'ottobre 2011, in cui il City avrebbe vinto 6-1 all'Old Trafford. Tutto ebbe iniziato perché Nasri non era soddisfatto di come era stato trattato in allenamento dal tecnico.

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"Mancini faceva la preparazione stando in mezzo al campo e diceva ai giocatori quello che voleva – ha detto Lescott al podcast di Peter Crouch – Stava dicendo a Nasri di fare quello che voleva che facesse, ma il suo vice David Platt era sul lato del campo e gli diceva di fare qualcosa di diverso, quindi lui ascoltava a metà entrambi e faceva cose diverse. Poi l'allenatore ha perso la testa e ha detto: ‘Samir, basta, rientra in spogliatoio'. Samir è rientrato senza protestare, quindi ho pensato che non era da Samir e che avesse qualcosa che covava dentro di lui per vendicarsi".

Lescott ricorda di essere stato su un balcone sopra la palestra della squadra e di aver origliato tutto quello che seguì, con Nasri che chiedeva a Mancini di prendersi a botte davanti a tutti: "Ho sentito Samir entrare. Poi è partito verso l'allenatore: ‘Tu, fuori. Fanculo, fuori adesso! Non mi parlerai mai più così. Non sono Mario Balotelli. Vieni fuori'. A quel punto Mancini gli ha detto: ‘Vieni nel mio ufficio'. E lui ha risposto: ‘No, non entro nel tuo ufficio, esci adesso!'. Lo stava chiamando fuori per litigare con lui. Vedevo da lontano cosa stava succedendo, io e uno dei giovani portieri lassù".

"Nasri diceva: ‘Vieni fuori, ti faccio a pezzi, vieni fuori, non mi parlerai più in quel modo!'. Mancini gli ha detto di calmarsi, poi è arrivato Platt e anche lui gli ha detto: ‘Samir, calmati'. Nasri gli ha risposto: ‘Stai zitto, sei qui solo per succhiargli il ca**o!'", ha concluso il suo racconto Lescott. Il giocatore francese sarebbe andato poi solo in panchina nel derby, ma quell'anno il suo contributo fu fondamentale per portare a casa il titolo di Premier.

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