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Mondiali di calcio 2026

L’Iran accusa gli Stati Uniti prima dei Mondiali: “Giocheremo senza tifosi, hanno revocato i biglietti”

L’Iran contro gli Stati Uniti per aver revocato i biglietti dei Mondiali ai propri tifosi: “Azione contraria allo spirito delle competizioni”.
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I Mondiali stanno prendendo il via ma l'accoglienza riservata dagli Stati Uniti nei confronti di alcune nazionali e nei confronti di alcune situazioni, stanno totalizzando il dibattito dell'opinione pubblica sul torneo. Dalle perquisizioni a Uzbekistan e Senegal fino all'espulsione del miglior arbitro africano 2025 Omar Abdulkadir Artan, la situazione sta diventando molto testa anche nei confronti dell'Iran. Già i mesi precedenti all'arrivo della delegazione negli States per questi Mondiali aveva sollevato diverse tensioni. La partecipazione dell'Iran ai Mondiali di calcio è stata a lungo avvolta dall'incertezza, legata alla guerra in corso in Medio Oriente e alle relative preoccupazioni per la sicurezza.

Ma non è tutto, l'Iran è stato l'unico Paese assente al congresso annuale della FIFA a Vancouver ad aprile, dopo che una delegazione di funzionari della Federazione, tra cui il presidente Medhi Taj, fu respinta alla frontiera canadese. Ebbene a tre giorni dall'inizio dei Mondiali l'Iran denuncia pubblicamente gli Stati Uniti con un comunicato in cui denuncia la mossa fatta dagli USA i quali avrebbero revocato ogni biglietto ai tifosi iraniani che chiaramente avrebbero voluto sostenere la propria nazionale. Le tre partite del girone previste dall'Iran si giocheranno proprio negli Stati Uniti.

L’arrivo della delegazione dell’Iran in Messico in vista dei Mondiali.
L’arrivo della delegazione dell’Iran in Messico in vista dei Mondiali.

L'Iran ha esortato la FIFA a sostenere i principi di neutralità

"Privare i tifosi iraniani dell'accesso ai biglietti loro spettanti in modo legittimo e ufficiale è un'azione contraria allo spirito che regola le competizioni internazionali e al principio di uguaglianza tra i paesi partecipanti – si legge nella dichiarazione della Federazione –. Questa azione solleva seri interrogativi sull'ingerenza di considerazioni non sportive e politiche nell'organizzazione del più grande evento calcistico del mondo". La Federazione iraniana ha inoltre esortato la FIFA a "sostenere i principi di neutralità, equità e regolamenti stabiliti".

Nella nota si legge ancora: "A meno di tre giorni dall’inizio dei Mondiali del 2026, gli Stati Uniti hanno agito ancora una volta per ostacolare la presenza dei tifosi iraniani negli stadi che ospiteranno le tre partite della fase a gironi della nazionale”, ha specificato ancora la federazione in un comunicato. La federazione calcistica iraniana ha sottolineato come i regolamenti Fifa prevedano l’assegnazione dell’8% dei biglietti per ogni partita, distribuiti poi alle federazioni partecipanti per i rispettivi tifosi attraverso i canali ufficiali. L'Iran ha fatto sapere di aver già iniziato la vendita dei biglietti per le partite della fase a gironi dopo aver ricevuto la sua quota, tant'è che alcuni tifosi avevano già acquistato i ticket.

“Ma, con una mossa inaspettata, la quota assegnata alla Federazione calcistica iraniana è stata revocata e, nelle circostanze attuali, la federazione non è in grado di fornire nemmeno un singolo biglietto ai tifosi della nazionale”, si legge nella dichiarazione conclusiva dell'Iran che dunque apre un nuovo dibattito alla vigilia di uno dei Mondiali più tesi delle ultime edizioni: "Una decisione contraria allo spirito che regola le competizioni internazionali e al principio di uguaglianza tra i Paesi partecipanti”. 

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