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Il Canada respinge l’ingresso della Federcalcio dell’Iran al congresso FIFA: “Non c’è posto per loro”

Il Canada non ha permesso al presidente della Federcalcio dell’Iran e ad altri due dirigenti di entrare nel Paese per prendere parte al Congresso della FIFA. Il ministro dell’Immigrazione: “Non ammettiamo funzionari delle Guardie Rivoluzionarie. Non hanno posto nel nostro Paese”.
A cura di Fabrizio Rinelli
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Le autorità canadesi hanno negato il visto d'ingresso a diversi alti dirigenti della Federcalcio iraniana e a membri del Ministero dello Sport di Teheran in occasione del Congresso FIFA in corso a Vancouver. Il Canada ha fatto sapere che alla base di questa decisione ci fossero motivi di sicurezza nazionale e restrizioni legate alle sanzioni internazionali, impedendo di fatto alla delegazione iraniana di partecipare ai tavoli decisivi per l'organizzazione del torneo. Nonostante questo il capo del dipartimento degli affari esteri del Canada, Anita Anand, ha dichiarato che si è trattato di un'azione non volontaria.

Il presidente della Federcalcio iraniana era tra i funzionari a cui è stato negato l'ingresso. Sui social questo è stato visto come un atto deliberatamente ostile e discriminatorio e alcuni sostengono che lo sport non dovrebbe essere usato come strumento politico. Ma in realtà sembra essere stato solo frutto di un'applicazione del protocollo. Ma cosa è successo? Il presidente della Federazione calcistica iraniana, Mehdi Taj, e altri due dirigenti sono stati respinti all’aeroporto di Toronto. I delegati avevano i visti ma sono stati rimandati indietro con il primo volo disponibile.

Il Congresso FIFA in corso a Vancouver.
Il Congresso FIFA in corso a Vancouver.

Cosa è accaduto in Canada dopo l'arrivo della delegazione iraniana

Questo episodio per qualcuno è stato la "goccia che ha fatto traboccare il vaso". L'Iran aveva già minacciato il forfait mesi fa, chiedendo alla FIFA di spostare le proprie partite della fase a gironi dei Mondiali dagli Stati Uniti al Messico (paese considerato più neutro e sicuro per i propri cittadini e funzionari). La FIFA ha respinto ufficialmente la richiesta dell'Iran spiegando che uno spostamento logistico di tale portata a ridosso del torneo era impossibile. "Non è una mia informazione personale, ma a quanto ho capito c'è stata una revoca del permesso. È stato involontario, ma lascerò che sia il ministro a fornire chiarimenti", ha detto la stessa ministra Anand, riferendosi apparentemente al ministro dell'Immigrazione Lena Diab.

Intanto dall'Iran i media locali fanno sapere che a Taj era stato concesso un visto lunedì e che era stato espulso dal Canada nella tarda serata di martedì a causa dei suoi legami con le Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), un'organizzazione considerata terroristica in Canada dal 2024. I visti vengono esaminati caso per caso ma il Canada in questo senso, attraverso la stessa ministra Diab è stato chiaro: "Pur non potendo commentare i singoli casi a causa delle leggi sulla privacy, il governo non ammette in Canada i funzionari delle Guardie Rivoluzionarie. Non hanno posto nel nostro Paese". 

Inizialmente si pensava che a Taj venisse recepitato un permesso di ingresso temporaneo per entrare in Canada per prendere parte al Congresso FIFA a Vancouver. Per questo evento di fatto era prevista la presenza di tutte le 211 federazioni che prendono parte ai Mondiali. Nella giornata di martedì però i rappresentanti dell'Iran non erano presenti all'incontro con Gianni Infantino. Al Congresso della Confederazione calcistica asiatica non si è però discusso né della partecipazione dell'Iran al torneo, né dell'opportunità di spostare le partite della nazionale fuori dagli Stati Uniti a causa del conflitto tra i due Paesi.

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