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Mondiali di calcio 2026

Il Canada nega il visto a Thomas Partey per l’esordio del Ghana ai Mondiali perché accusato di stupro

Thomas Partey non potrà giocare l’esordio del Ghana ai Mondiali 2026 perché il Canada gli ha negato il visto d’ingresso. La FIFA ha confermato la decisione, precisando che le autorizzazioni di ingresso restano competenza del Paese ospitante.
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Thomas Partey non potrà essere a disposizione del Ghana per la prima partita dei Mondiali 2026 a Toronto: al centrocampista è stato rifiutato l’ingresso in Canada, impedendogli di raggiungere il gruppo per il debutto nel torneo.

Il giocatore, attualmente al Villarreal ed ex Arsenal, era stato inserito nella lista dei convocati per la competizione che si svolge tra Stati Uniti, Canada e Messico. Tuttavia, la sua presenza è stata bloccata dalle autorità canadesi, che hanno respinto la richiesta di visto. La FIFA ha confermato la situazione a The Athletic, precisando di non avere alcun ruolo nelle decisioni legate ai permessi d’ingresso, che restano di competenza dei singoli paesi ospitanti: "La sua richiesta di visto è stata respinta dal governo".

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Il Ghana esordirà contro Panama al BMO Field di Toronto il 17 giugno, ma dovrà farlo senza uno dei suoi elementi più esperti. Partey potrà eventualmente raggiungere la squadra per le successive partite del girone, che vedranno la nazionale africana affrontare Inghilterra e Croazia tra Stati Uniti e Canada.

Il Canada negato il visto a Partey per le accuse di stupro: salta l’esordio ai Mondiali

La decisione arriva in un contesto delicato che riguarda la posizione legale del giocatore, attualmente sotto processo nel Regno Unito perché accusato di cinque capi d'imputazione per stupro e per aggressione sessuale nel luglio 2025 dalla Metropolitan Police. Le procedure giudiziarie sono ancora in corso e non si è giunti a una sentenza definitiva.

All'origine della decisione potrebbero esserci le 7 accuse di stupro a carico di Partey: il giocatore è ancora in attesa di processo. "Se hai commesso un crimine o sei stato condannato, potresti non essere ammesso in Canada", si legge nel sito del governo canadese.

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Ora la federazione ghanese si trova a dover riorganizzare la squadra in vista dell’esordio mondiale, mentre il caso solleva interrogativi anche sulle regole di ammissibilità e sui criteri adottati dai Paesi ospitanti per l’ingresso degli atleti durante grandi eventi internazionali.

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