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Perché Hamilton ha ispezionato la Mercedes di Kimi Antonelli a Monaco: il sospetto Ferrari sul diffusore

Lewis Hamilton è stato visto osservare il retro della Mercedes di Kimi Antonelli dopo il GP di Monaco della Formula 1 2026. Il gesto si lega al caso del diffusore dentato Mercedes, su cui Ferrari avrebbe chiesto chiarimenti alla FIA dopo una precedente bocciatura.
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Lewis Hamilton che, nel parco chiuso di Monte Carlo, si china a osservare il posteriore della Mercedes W17 di Kimi Antonelli non è solo un'immagine curiosa del dopo gara del GP di Monaco della Formula 1 2026. È una scena che racconta molto della fase che sta vivendo il Mondiale: Mercedes domina, Ferrari insegue, e la partita non si gioca soltanto in pista ma anche nelle pieghe del regolamento tecnico.

Il sette volte campione del mondo aveva appena chiuso al secondo posto alle spalle del 19enne bolognese, confermando i progressi della Ferrari ma anche la distanza ancora esistente dalla Mercedes. Il 41enne di Stevenage non ha guardato una zona qualsiasi della monoposto dell'ex squadra: la sua attenzione si è concentrata sul retrotreno, area cruciale sulle vetture 2026 perché lì si decide buona parte dell'efficienza aerodinamica generata dal fondo e dal diffusore.

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Il caso del diffusore dentato Mercedes e la richiesta Ferrari alla FIA

Il sospetto nasce da una soluzione comparsa sulla Mercedes nelle gare precedenti: un diffusore dentato, con un profilo seghettato nella parte superiore, pensato per gestire meglio i flussi in uscita dal fondo. Un dettaglio piccolo solo in apparenza, perché con il nuovo regolamento ogni vortice utile può fare la differenza tra una macchina stabile e una macchina che fatica a generare carico.

Secondo quanto riportato da Autoracer, infatti, Ferrari avrebbe inviato alla FIA una richiesta di chiarimenti proprio sul diffusore Mercedes. Un'istanza di delucidazioni che sarebbe nata dal fatto che a Maranello avrebbero studiato una soluzione simile prima dell'inizio del Mondiale, ma questa sarebbe stata respinta durante i controlli preliminari di legalità. Dopo aver visto un concetto analogo sulla W17, Ferrari avrebbe quindi chiesto alla Federazione di chiarire il perimetro regolamentare.

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Non si parla, almeno al momento, di una protesta formale contro Mercedes, ma di una mossa politica e tecnica: capire perché una soluzione ritenuta non percorribile sulla Ferrari SF-26 sia stata invece considerata compatibile sulla Mercedes. Sempre secondo la ricostruzione, la richiesta avrebbe portato anche a una piccola revisione della componente da parte del team di Brackley in occasione del GP di Monaco.

E, alla luce di ciò, inevitabilmente anche il gesto di Hamilton assume un significato diverso. Non la semplice curiosità di un ex pilota Mercedes, ma lo sguardo di chi oggi corre per Ferrari e vuole capire dove nasce il vantaggio della macchina che sta dominando il campionato. La W17 di Kimi Antonelli, imbattibile nella prima parte della stagione, è diventata il riferimento tecnico da studiare.

Il caso si inserisce in un clima già teso. Sul tavolo politico della F1 ci sono l'ADUO, le concessioni di sviluppo ai motoristi, le modifiche regolamentari previste per il 2027 e il 2028 (su cui si è trovato un accordo proprio dopo Monte Carlo) e le continue richieste di chiarimento sulle interpretazioni delle cosiddette zone grigie del regolamento. Mercedes vince, Ferrari prova a reagire, e la FIA è chiamata a tracciare una linea chiara tra innovazione e zona grigia. Anche per questo il posteriore della W17 di Kimi Antonelli, a Monaco, era molto più di una semplice componente da scrutare.

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