La Formula 1 cambia le regole 2026 sui motori, è ufficiale: il piano per riavere più termico e meno elettrico

La Formula 1 cambia ancora le regole sui motori. La FIA ha definito il piano di intervento sulle power unit che entrerà in vigore tra il 2027 e il 2028: più peso al motore termico, meno incidenza della parte elettrica. Una correzione graduale, concordata dopo nuove discussioni tra FIA, FOM, team e produttori di power unit, che di fatto certifica la necessità di rivedere l'equilibrio tecnico introdotto con il nuovo regolamento 2026.
Il punto centrale riguarda il rapporto tra ICE ed elettrico. Con le power unit attuali la Formula 1 si è avvicinata a una divisione quasi paritaria tra motore a combustione e componente elettrica, soluzione pensata per rendere la categoria più coerente con la transizione tecnologica dell'industria automobilistica. In pista, però, sono emersi subito alcuni effetti collaterali: gestione dell'energia troppo invasiva, piloti costretti a guidare pensando alla ricarica, differenze di velocità marcate tra chi sta usando energia e chi la sta recuperando.
Come cambiano le power unit di Formula 1 nel 2027 e nel 2028
Il nuovo piano non introduce un ribaltamento immediato, ma una transizione in due fasi. Nel 2027 la potenza del motore termico aumenterà grazie anche a un incremento del flusso di benzina del 5%, mentre la spinta elettrica dell’MGU-K sarà ridotta. Il rapporto complessivo passerà così verso un equilibrio stimato intorno al 58% termico e 42% elettrico. Nel 2028, invece, l’aumento del flusso di carburante salirà al 13% e si arriverà alla ripartizione indicata da settimane come obiettivo finale: 60% termico e 40% elettrico. Il piano è stato concordato dopo ulteriori discussioni tra FIA, FOM, team e produttori di power unit, ma dovrà ora essere formalmente approvato dal World Motor Sport Council, in programma il prossimo 23 giugno a Macau, prima di entrare nel regolamento tecnico.
La FIA ha scelto quindi la via del compromesso. Da una parte ha accolto le richieste di chi spingeva per restituire più centralità al motore a combustione interna; dall'altra ha evitato un intervento troppo brusco già dal 2027, che avrebbe potuto obbligare team e motoristi a modifiche più pesanti su power unit, serbatoi, consumi e architettura complessiva delle monoposto. La scelta di intervenire sul flusso di carburante è difatti il punto tecnico che consentirà di aumentare la potenza dell’ICE senza stravolgere immediatamente l’intero impianto regolamentare: più benzina disponibile significa più energia liberata dal motore termico, ma ovviamente costringerà comunque i costruttori a cercare nuovi equilibri per le vetture.

Perché la FIA ha deciso di correggere il regolamento dei motori
La decisione nasce dalle criticità emerse nella prima parte della stagione 2026. Le nuove F1 hanno prodotto gare combattute, ma anche una guida meno naturale, soprattutto nei giri di qualifica e nelle fasi in cui la gestione dell'energia diventa predominante rispetto alla prestazione pura. L'obiettivo dichiarato è consentire ai piloti di spingere di più, riducendo l'effetto "lift and coast" imposto dalla necessità di ricaricare le batterie.
Il tema, inevitabilmente, è soprattutto politico. Nelle ultime settimaneil confronto tra i costruttori è stato acceso: Mercedes, Ferrari, Red Bull-Ford, Honda, Audi e Cadillac avevano interessi e posizioni differenti, anche per le ricadute sul sistema ADUO, il meccanismo che permette sviluppi extra ai motoristi più in difficoltà (e che è ora oggetto di discussione dopo il primo verdetto ufficioso arrivato dopo il GP del Canada che, a sorpresa, indicava come motore di riferimento quello Red Bull-Ford e non quello dei dominatori di questa prima parte di stagione, cioè la Mercedes che rientrerebbe anche nel primo scaglione di coloro che hanno diritto all'ADUO). Spostare più potenza sul termico significa infatti cambiare il peso specifico dell'ICE nella prestazione complessiva e, di conseguenza, anche il valore strategico degli aggiornamenti concessi dalla FIA.
La nuova direzione non cancella la filosofia ibrida della Formula 1, ma ne ridimensiona l'estremizzazione. Il 2026 resta l'anno della rivoluzione elettrificata, il 2027 sarà quello della prima correzione, il 2028 quello dell'equilibrio definitivo verso un rapporto più tradizionale. La F1 non torna indietro del tutto, ma ammette che per rendere più istintiva la guida e rimettere l'abilità del pilota al centro serve ridare voce e peso al motore termico.