video suggerito
video suggerito

L’Iran è ufficialmente in ritiro in Turchia: la FIFA rassicura sui Mondiali, gli Stati Uniti no

A distanza di un mese dall’inizio dei Mondiali 2026 la presenza della nazionale iraniana non è ancora certa: il ritiro in Turchia è iniziato ufficialmente e dalla FIFA sono giunte nuove garanzie. Ma la ripresa delle ostilità militari minano nuovamente tutto e gli Stati Uniti tacciono.
A cura di Alessio Pediglieri
0 CONDIVISIONI
Immagine

Ad oggi l'Iran parteciperà ai Mondiali 2026 in programma tra meno di un mese tra Stati Uniti, Messico e Canada stando soprattutto alla volontà del suo Governo e alla disponibilità stessa della FIFA che ha confermato garanzie di "disgelo" per trovare una intesa definitiva dopo mesi di torrida tensione. Ma, proprio a pochi giorni dall'inizio del ritiro pre torneo, che la nazionale sta svolgendo nella tranquillità della Turchia, le nuove minacce di conflitto da parte degli Stati Uniti hanno riacceso i riflettori su una presenza che è ritornata ad essere in bilico. Soprattutto per il silenzio da parte di Donald Trump che non è tornato sull'argomento Mondiali, lasciando tutti in stand-by.

Non decideranno gli USA ma la loro decisione è determinante per stabilire il destino calcistico della Nazionale iraniana che non più tardi dell'ultimo weekend aveva visto tornare il sereno sopra al proprio cielo in ottica Mondiali, con un via libera per la partecipazione che sembrava cosa fatta. La federazione internazionale e quella iraniana si erano infatti incontrate in modo costruttivo, gestendo gli ultimi particolari e trovando un accordo di massima per poter serenamente partecipare al torneo estivo.

Le garanzie della FIFA sui visti: accordo ponte tra Iran e Stati Uniti

A conferma dei passi in avanti compiuti c'era anche la notizia della FIFA che aveva rassicurato come gli Usa non avrebbero posto problemi sui visti con l'Iran che assaporava finalmente l'ipotesi concreta di giocare negli States, grazie al nullaosta concesso anche per volare in Turchia, lontano dalle zone di conflitto, proprio per rifinire la preparazione dell'intero gruppo squadra, di 22 giocatori più lo staff tecnico: "I giocatori completeranno all'estero le domande di visto", aveva confermato l'allenatore Amir Ghalenoei. Per i visti dello staff, il problema politico più delicato, visti i possibili legami con i Pasdaran, la Fifa aveva anche garantito un intervento decisivo di conciliazione tra le parti in causa.

Il debutto mondiale dell'Iran: le prime tre partite tutte negli Stati Uniti

Poi, però, nelle ultime ore, il clima è tornato torbido sui cieli iraniani con le nuove minacce di guerra da parte degli Stati Uniti che hanno rimesso in dubbio tutto. Senza che vi sia praticamente più tempo di continuare questo tira e molla: il debutto in campo è previsto il prossimo 15 giugno a Los Angeles contro la Nuova Zelanda. L'Iran, che fa parte del Gruppo G, resterà in California per affrontare il Belgio, per trasferirsi a Seattle per chiudere la prima fase. Da giocarsi tutta in America.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views