L'Inter non sfonda a Udine malgrado una gara gagliarda e a Conte che ha provato a gestire la partita nel modo migliore dal punto di vista tattico. Nel finale, ha stravolto l'assetto portando più alto il baricentro ma complice il campo pesante e una Udinese molto attenta non ha trovato la via del gol. Uno 0-0 deludente, che però per i friulani di Gotti vale molto, smuovendo una classifica difficile. Dopo la vittoria di prestigio e di qualità contro la Juventus, si credeva che l'Inter potesse dare garanzia di tenuta e trovare un altro successo che avrebbe riaperto del tutto il campionato (con il Milan sconfitto a San Siro)

Un pareggio che frena la marcia nerazzurra verso la vetta sempre tenuta dal Milan e così l'Inter chiude il gione d'andata al secondo posto. Un punto importante ma dopo l'ottima prova contro la Juventus  ci si aspettava davvero qualcosa di più. Nel finale, la tensione è salita a livelli massimi con l'espulsione conseguente di Antonio Conte nei minuti di recupero per le proteste verso l'arbitro Maresca.

Il primo tempo vive la sua emozione più forte sul gol di Lautaro Martinez ma la rete del possibile vantaggio nerazzurro si spegne subito quando l'assistente dell'arbitro evidenzia una posizione di offside poi verificata dalle immagini. Occasione mancata così come le altre che l'Inter si crea in 45 minuti in cui ha provato a fare il match. L'Udinese pero ha il merito di averci creduto fino alla fine.

Cos'è mancato all'Inter? Il killer instinct in un pomeriggio di fango e pioggia: mentre il Milan contemporaneamente crollava a San Siro sotto i colpi dell'Atalanta i nerazzurri non sono riusciti a trovare la strada per il successo. Poco contano statistiche positive e migliori dei padroni di casa che hanno comunque fatto la partita che volevano: Musso, un paio di interventi a parte, non è mai stato seriamente impegnato da Lukaku (mai un tiro) e Lautaro.