Le amichevoli che l’Iran avrebbe dovuto giocare prima dei Mondiali 2026 sono state cancellate

A poco più di un mese le amichevoli che l'Iran aveva programmato prima dei Mondiali 2026 contro Angola e Macedonia del Nord sono state annullate. Al momento la selezione iraniana non ha partite organizzate confermate in vista della Coppa del Mondo ma la federazione sta lavorando per cercare delle avversarie prima del torneo.
Dopo i tanti rumors dei giorni scorsi sul ripescaggio dell'Italia al posto della nazionale dell'Iran, mai confermati e frutto di opinioni lontane dagli ambienti calcistici, si è aggiunto questo tassello che potrebbe aprire discussioni ma non c'è nulla di concreto e non ci sono novità sulle varie ipotesi paventate nelle scorse settimane.

Perché le amichevoli dell'Iran in vista dei Mondiali sono state cancellate
Le partite della nazionale iraniana contro la Macedonia del Nord e l'Angola sono entrambe saltate perché le squadre si sono ritirate per ragioni politiche: ora l'Iran sta cercando di trovare nuovi avversari in vista della Coppa del Mondo 2026. Una delle selezioni in trattativa è la Nigeria ma non ci sono ancora ufficialità.
L’Iran non ha mai fatto passaggi ufficiali per boicottare i Mondiali 2026 che si disputeranno negli Stati Uniti, in Messico e in Canada.

A ribadire la linea ufficiale è stata la portavoce del governo, Fatemeh Mohejerani, che alla tv di stato ha dichiarato come il Ministero dello Sport abbia già avviato tutti i preparativi, su indicazione del ministro, per garantire alla nazionale la partecipazione al Mondiale 2026.
La vicenda segue quanto riportato dal Financial Times sull’iniziativa di Paolo Zampolli, alto inviato di Trump, che ha fatto pressioni alla FIFA per ripescare l'Italia. Tuttavia, ogni ipotesi di ripescaggio non ha trovato nessun tipo di riscontro. Una proposta che ha suscitato tante polemiche, con il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, che ha respinto nettamente l’idea.

Dalla FIFA è sempre arrivata una linea chiara: l’Iran prenderà parte al torneo nel rispetto del calendario stabilito dopo i sorteggi di dicembre. Inizialmente Teheran aveva ventilato un possibile boicottaggio, salvo poi rivedere la propria posizione. Un segnale di apertura era arrivato il 31 marzo, quando Gianni Infantino si è recato in Turchia per incontrare dirigenti e giocatori iraniani durante alcune amichevoli di preparazione del mese scorso.
Intanto, le dichiarazioni di Zampolli hanno provocato anche la reazione dell’ambasciata iraniana a Roma, che sui social ha difeso il principio sportivo: il calcio, si legge, appartiene ai popoli e non alla politica, sottolineando come i successi dell’Italia siano sempre stati conquistati sul campo e non per decisioni esterne.