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Perché la FIFA vieta domande in spagnolo nelle conferenze ai Mondiali: è la regola delle 3 lingue

La polemica nasce dai divieti imposti ad alcuni giornalisti durante le conferenze di Frankie de Jong, Hakimi e Vinicius. È un’esigenza pratica, legata esclusivamente alla disponibilità dei servizi di traduzione simultanea previsti.
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Perché non è possibile parlare in spagnolo durante le conferenze ai Mondiali? È successo per ben tre volte e, se è vero che due indizi fanno una prova, quanto accaduto in sala stampa anche con Frankie de Jong (calciatore olandese del Barcellona) è la conferma del rigido protocollo organizzativo della FIFA. Una situazione del genere si era verificata anche con Achraf Hakimi (difensore del Marocco nato e cresciuto in Spagna) e con Vinicius (giocatore brasiliano del Real Madrid) alimentando polemiche, nonostante tutti si fossero detti pronti a rispondere senza alcun problema anche in spagnolo. Tutto è nato dal divieto imposto a un giornalista messicano (Rodrigo Ornelas, di TV Azteca Deportes) di rivolgersi ai tesserati usando l'idioma iberico: prima che la domanda fosse completata, infatti, il moderatore della FIFA è intervenuto ricordando che in quella conferenza non erano previste domande in spagnolo.

"Si chiede di usare le lingue delle squadre coinvolte, per le quali c'è traduzione disponibile", la seconda parte della frase dà l'esatta dimensione della versione ufficiale dei funzionari della comunicazione.

La polemica sulla lingua in cui esprimersi ai Mondiali

Com'è possibile, considerata sia la diffusione di quella lingua negli Stati Uniti e il fatto che lo stesso Messico è uno dei Paesi organizzatori? La domanda polemica ha trovato risposta non in un veto vero e proprio previsto dal regolamento ma in un'esigenza pratica, legata esclusivamente alla disponibilità dei servizi di traduzione simultanea previsti dalla FIFA in occasione delle conferenze stampa, seguendo anche indicazioni specifiche che arrivano dalle rispettive federazioni.

Per esempio: nel caso specifico della partita Brasile-Marocco, la sala stampa disponeva di un interprete per inglese, portoghese, italiano (richiesto dal Brasile che ha come commissario tecnico Carlo Ancelotti), arabo e francese: cinque lingue in totale.

Perché la FIFA non consente le domande in iberico

In sintesi, la FIFA rende possibile esprimersi in inglese e nella lingua dei tesserati delle nazionali in conferenza. E questo non perché vi sia una sorta di "bando" nei confronti dello spagnolo, che è invece riconosce ufficialmente come una delle proprie lingue istituzionali, oltre a inglese, francese, tedesco, arabo, portoghese e russo. Ma solo per agevolare la massima comprensione dei media presenti. Una limitazione che la Federazione ha spiegato con l'impossibilità di mettere a disposizione traduttori affinché, ad esempio, un giornalista cinese, giapponese, egiziano – oppure di qualsiasi altro paese – possa porre domande nella propria lingua.

La lingua spagnola, quindi, può essere utilizzata nelle conferenze stampa quando è prevista la relativa copertura di traduzione. Accade regolarmente nelle partite che coinvolgono nazionali come Spagna, Messico, Argentina, Uruguay, Colombia, Ecuador o Paraguay, oppure quando una federazione richiede espressamente la presenza di interpreti spagnoli. In alcune sedi messicane del torneo, ad esempio, le domande in spagnolo sono state normalmente consentite anche in conferenze che vedevano protagoniste selezioni non ispanofone.

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